La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città

Politica folle di Trump e il terrorismo – Il referendum leghista e la Consulta politica – Gli attacchi ingiustificati a Casellati – Parri onesto, ma inadeguato e rancoroso –  Lettere

Politica folle di Trump e il terrorismo

Il Dipartimento di Stato americano invita i connazionali a recarsi in Italia con cautela a causa del terrorismo. C’è da restare allibiti se si pensa che l’attentato alle Torri gemelle e tanti altri sono avvenuti negli USA e che l’ Italia bene o male e ‘ passata indenne dal terrorismo islamico dell’ ISIS. Ma soprattutto appare indecente il tentativo di creare panico per i viaggi in Italia, danneggiando il nostro turismo,da parte di un paese il cui presidente crea continuamente stati di tensione internazionale che minacciano la pace e la sicurezza.

L’assassinio recente del Generale iraniano da parte di Trump può provocare gravi reazioni terroristiche in America, ma anche in Europa che purtroppo vanno messe in conto ma che Trump con i suoi gesti avventati non ha neppure considerato. Anche nel caso del turismo , come con i dazi sui prodotti italiani , si è rivelato un nemico del’ Italia, trattando un alleato da colonia sottomessa governata dal fido proconsole Giuseppi.

.

Il referendum leghista e la Consulta politica

Chi scrive non è mai stato favorevole al maggioritario puro proposto dalla Lega con un referendum la cui anima e’ il padre del Porcellum, Calderoli, un politico rozzo, anche se si dice esperto di sistemi elettorali. Chi scrive avversò Mario Segni a cui si deve,insieme ai giudici di Tangentopoli lo scioglimento e la fine della Prima Repubblica.

Ma la sentenza tutta politica della Corte Costituzionale che boccia il referendum leghista, considerandone gli effetti eccessivamente “ manipolativi “, appare sbagliata ed eccessivamente politica. La Corte quando fa politica perde la credibilità. Il neologismo “manipolativo “ coniato ad hoc dai supremi giudici, non mi piace. Puzza di regime perché impedisce ai cittadini di esprimersi, malgrado la richiesta provenisse da molte Regioni italiane. In un regime democratico si vota sempre. Si può discutere la semplificazione manichea del referendum che riduce tutto ad un si e un no, ma il referendum e’ uno strumento di democrazia sancito dalla Costituzione della Repubblica che va rispettato.

.

Gli attacchi ingiustificati a Casellati

Il Pd e i 5 stelle per paura del voto in Emilia e Romagna volevano spostare a dopo le elezioni regionali il voto della Giunta del Senato sull’autorizzazione a procedere, impedendo con espedienti, il normale svolgimento dei lavori della Giunta che non può lasciarsi condizionare da esigenze contingenti. Certe pretese dI imporre i calendari dei lavori sono un’offesa alla sovranità del Senato della Repubblica. La Presidente del Senato Casellati ,ancora una volta imparziale e attenta al suo altissimo ruolo di seconda carica dello Stato , ha riprstinato il calendario ,impedendo i tatticismi politici attorno a quel voto.
Zingaretti in persona l’ha attaccata in modo falso e anche poco urbano e un quotidiano ha scritto che la Presidente ha fatto il gioco della Lega. Falsità evidenti che non fanno onore a certi politicanti e giornalisti che non hanno il senso dello Stato e il rispetto della verità  e lo hanno dimostrato anche questa volta. La difesa d’ufficio di Gasparri e’ stata del tutto fuori luogo e ha fatto in modo improvvido il giogo del Pd e dei soci pentastellati.

.

Parri onesto, ma inadeguato e rancoroso

Cazzullo ha dato spazio ed evidenza sul Corriere a Ferruccio Parri a 130 anni dalla sua nascita a Pinerolo, pubblicando una lettera agiografica su di lui. Parri fu volontario nella Grande Guerra e fu un coerente antifascista, diventando uno dei capi della Resistenza. Nel 1945 divenne il primo Presidente del Consiglio dell’ Italia liberata e in quella veste rivelò subito la sua inadeguatezza politica. Durò pochi mesi e dovette cedere il posto a De Gasperi. Il suo giacobinismo giellista gli impedì di individuare e affrontare i veri problemi dell’ Italia liberata e sconfitta. Il qualunquista Guglielmo Gianni gli storpiò il nome, con una certa dose di volgarità, in “ Fessuccio Parmi”.

In effetti, Parri si schierò spesso ,lui originariamente repubblicano storico e persino patriota apprezzabile , dalla parte sbagliata già nel 1953 quando si schierò contro quella che il PCI definì impropriamente legge truffa e che fu invece il tentativo degasperiano di garantire la governabilità’,un problema rimasto Irrisolto per colpa di Parri e dei suoi sparuti amici che impedirono il premio di maggioranza. Ma Parri dopo essersi fatto eleggere dal PSI in Parlamento,non eletto nel 1958 ,ottenne il laticlavio a vita da Antonio Segni. Nel 1968 scopri il vero volto filo comunista prestandosi a presiedere il gruppo della Sinistra indipendente, indipendente da tutti salvo che dal PCI, come una volta mi disse con franchezza Lucio Libertini. Si trattava di filo -comunisti dI origine cattolica come Ossicini o di origine laica come Antonicelli. Parri non esito’ a mettersi a disposizione del PCI, forse ancora dominato dal rancore che covava dal 1945 quando venne scaricato dalla Presidenza del Consiglio . In verita’, venne allontanato dal Governo( che permetteva impunemente al PCI di continuare la guerra civile al nord dopo il 25 aprile) anche con il consenso del PCI che lo considerava un incapace, malgrado gli allori mietuti durante la Resistenza. Era certo un uomo onesto, ma l’onestà’ in politica non basta. I grillini stanno dimostrando con la loro evidente incapacità a governare che l’onestà e’ un semplice prerequisito. Il bilancio della vita politica di Parri si chiuse in negativo e le agiografie pietose non servono a modificare i giudizi della storia.

.

Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com

Pansa linciato a cadavere caldo senza rispetto


Il suo articolo su Pansa e’ stato molto bello a leggersi, ma discutibile. Sarebbe certo piaciuto a Pansa ,ma lei doveva mettere in risalto il suo revisionismo che ha fatto il gioco dei fascisti.    Antonio Imola

 

Pansa è stato fatto oggetto di indegne e selvagge aggressioni, a cadavere caldo e non mi pento di aver scritto quell’articolo che molti lettori hanno apprezzato. Ho ricevuto oltre cento lettere di consenso. Il giorno dopo ne ho scritto un secondo più distaccato, ma nella sostanza identico al primo. Pansa un grande, Bocca un piccolo uomo rancoroso e fazioso.Pansa meritava di essere onorato e bene ha fatto il presidente Cirio a mandare ai suoi funerali il gonfalone della Regione Piemonte che Chiamparino non ha inviato neppure per Ceronetti e mai lo avrebbe fatto andare per Pansa, considerato un nemico politico da un vero, vecchio comunista, come, nella sostanza, egli è rimasto.

.

 

 

Mila Leva Pistoi onorata a Moncalieri

Ho letto il bel ricordo che il Comune di Moncalieri ha dedicato a Mila Leva Pistoi, grande studiosa, insegnante e preside torinese che è vissuta a Moncalieri per parecchi anni.  Edoardo Mogaveri

 

.
E’merito dell’assessore alla Cultura Laura Pompeo Malara (nella foto) che è donna colta, capace, sensibile, indipendente, un vero vulcano di idee. Mila con cui ho collaborato per un libro, di cui lei scelse le illustrazioni, fu una donna difficile, una studiosa molto seria, un’amica generosa. Fu anche un po’ eccentrica , perché donna libera non incline alla vulgata della burocrazia ideologica allora imperversante. Il suo fu un esempio che non ha trovato gente capace di capire e di proseguire la sua opera. Governò bene l’istituto Passoni, uno dei pochi presidi degni di questo nome in anni in cui i presidi erano vili esecutori degli ordini dei sindacati della triplice.