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“Isvara”, il nuovo abito di Esma

in CULTURA E SPETTACOLI

Arriva prima il suo sorriso di lui. Esma mi saluta con il sole negli occhi e Milo al suo fianco, sua estensione a 4 zampe ed eccellente attore, si presenta con una cintura al posto del guinzaglio

E: “Sono in ritiro da trentaquattro giorni, precisamente nel Roero, in una frazioncina in mezzo alle vigne chiamata Scaparoni, di cui questo disco è intriso. Tutto è nato perchè un giorno suonai in questo agriturismo, insieme al mio saxofonista Sandher, e tra una cosa e l’altra mi venne proposto di dare lezioni di chitarra al figlio più piccolo del padrone di casa. Rimasi nei pressi dell’agriturismo, sul mio camper, a comporre ispirato dai paesaggi circostanti e da alcune situazioni: la prima canzone dell’album infatti, San Damiano, nasce nel tragitto da Scaparoni a San Damiano, in compagnia della cuoca del posto. Una sera faccio sentire San Damiano ai proprietari che mi offrono alloggio nella baita de bonne volonté, in cambio di farla rivivere per com’era un tempo: il covo di un’artista.”

M: “cosa c’è di nuovo rispetto a Ep Ending?”

E: “E’ tutto nuovo, fresco, autentico: c’è una consapevolezza nuova, ogni istante è impermanente. C’è una rottura con il passato sia stilistica che di letargo creativo. Mi sento fiero del nuovo abito che mi sono disegnato. Con Ep Ending ho costruito un pavimento, con Isvara ne ho rifinito le pareti e ho arredato quella che è la casa del mio mondo musicale. Ho attuato un esperimento: vivere e scrivere il presente, null’altro. Nessun influenza del passato, nessuna tensione al futuro, solo ed esclusivamente hic et nunc. Sino ad oggi, trentaquattresimo giorno.”

M: “cosa significa Isvara?”

E: “Isvara in sanscrito significa assoluto: quello che è il tutto, al di là della realtà relativa e percettiva. Io sono un canale di Isvara, ricevo l’assoluto e lo metto in pratica facendo arte. Ep Ending era malinconico, parlava di storie d’amore finite male. Isvara conferisce coraggio, è sintomo e causa di una rinascita, è la voglia di comprendere se stessi e cosa vogliamo fare di questa vita.”

 

M: “ad esempio?”

E: “ad esempio il sogno di Falì: Falì è un ragazzo che ho incontrato tra le vigne, che mi ha raccontato la sua quotidianità e il suo sogno di vivere di agricoltura. Così canticchio una melodia scanzonandolo e lui mi segue a ruota, improvvisando un freestyle. Ed ecco la seconda canzone dell’album. Questo è un palese esempio di Isvara: l’ispirazione arriva dal momento, è autentica ed è autentico ciò che ne scaturisce. Ho un sorriso che non ha neanche quello con la porche appena uscito, canta Esma. Ora scegli tu un titolo”

 

M: “davvero non ci sono più contatti con Ep Ending?”

E: “l’unico ponte che si possa ritenere tale è finire in loop: è un brano che non rimane positivo perchè è ancora attaccato, come tutti i brani di Ep Ending, a qualcosa che Dio non vuole. E quindi, non funziona”

M: “chi è Esma?”

E: “Esma è un libero ricercatore dello spirito che si prefigge di fare musica con il cuore e con la mente. Faccio pulizia in me per essere meglio al servizio di Isvara, per far scorrere l’energia giusta da me verso gli altri e farli emozionare con la mia musica”

Ricci rossi incolti, una camicia leggera e una birretta in mano, Esma si alza dal prato in cui siamo seduti a piedi scalzi e gioca con Milo: la sua energia resta sospesa nell’aria, proprio lì dov’era seduto. Percepisco la sua leggerezza come avverto appena il fruscio delle foglie che ci circondano sotto il sole. Intanto il nuovo album divaga nell’aria: la sua voce è fresca, leggera, senz’ansietà. La presenza del luogo di nascita delle canzoni si avverte in ogni testo. E’ come una passeggiata tra le vigne a piedi scalzi e sotto un sole sorridente.

Martina Calissano

(Intervista realizzata nel mese di settembre)

 

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