La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città

Marta Cartabia  – Ma Alda non era Greta – Sofri a casa – Il crocifisso – Lettere

Marta Cartabia  

La scelta di una  donna a presidente della Corte Costituzionale e ‘ un bel segno ,come lo fu l’elezione di Elisabetta Casellati a presidente del Senato.La risorsa femminile e’ cosa molto importante, visto anche il  frequente fallimento della componente maschile . La cosa non va enfatizzata, ovviamente, perché di  donne politiche inadeguate c’è anche  una significativa testimonianza in parlamento  e nel governo. Salvatore Vullo, da fine osservatore della vita politica ,ha fatto però due osservazioni che meritano di essere riprese: Com’è che da tempo viene sempre eletto un presidente della Corte a fine mandato? La nuova presidente  Marta Cartabia resterà in carica solo nove mesi.
La seconda osservazione riguarda la neutralità della Consulta  nelle questioni politiche, di genere,di religione in particolare .Una presidenza femminile e’ importante ,ma non decisiva  perchè i giudici costituzionali dovrebbero avere ed anche dimostrare di avere soprattutto la virtù’ dell’indipendenza .Ci sono stati presidenti e giudici  della Corte troppo di parte che addirittura, a fine mandato, furono parlamentari e ministri senza sentire disagi di sorta. La scelta di nominare per poco tempo il presidente, consentendo a molti giudici di diventare presidenti e poi presidenti emeriti (con benefit a vita) e’ una pratica degli ultimi venticinque anni che non fa onore alla Corte .Se la classe politica facesse così, sarebbe aspramente  criticata . I deputati radicali che si dimettevano, lasciando ad altri il posto,si è visto che  poi si tenevano ben stretti il vitalizio e i benefit. Un cattivo esempio che culminò  con  Piero Craveri e Angelo Pezzana parlamentari per pochi giorni,ma beneficiari per decine di anni di un vitalizio assurdo rispetto al tempo ridicolo  in cui esercitarono il mandato . In passato c’erano presidenti che duravano ed erano ben identificati e  riconosciuti come ora e’ la nuova presidente. In ogni caso buon lavoro ad una donna capace come la prof. Cartabia che ha l’unico neo di essere stata citata come il potenziale  presidente del Consiglio che avrebbe sostituito in settembre  “Giuseppi” Conte, anche se lei subito si chiamò fuori con grande dignità. L’averla pensata come un Conte bis era un’evidente offesa alla giurista di livello davvero internazionale che e’ in realtà.

Ma Alda non era Greta

Alda Croce, studiosa di letteratura spagnola, autrice di una colossale biografia su Francesco de Sanctis, figlia del filosofo Benedetto Croce nata a Torino nel 1918, anticipatrice delle prime battaglie per il tema dei beni culturali e ambientali e della difesa degli animali, ha ottenuto l’ intitolazione di un giardino di piazza Adriano a Torino. Torino fu la sua città, ma ci visse poco, il suo vero legame con Torino fu la presidenza  del centro Pannunzio e il suo grande  amore per il Risorgimento . Leggere che fu un’ambientalista in tempi di Greta , mi ha infastidito. Alda non era Greta, era tanto, tanto  di più. Se fosse stata simile a Greta, non sarebbe mai stata mia amica. Alda da ragazzina studiava seriamente al contrario dell’attivista svedese che conciona in mezzo mondo con saccente  e indisponente arroganza .

Sofri a casa

Adriano Sofri è andato alle manifestazioni milanesi per piazza Fontana  insieme ai soliti intellettuali in servizio permanente. Lui che fu il mandante dei sicari del commissario Luigi Calabresi accusato da Lotta Continua di aver fatto precipitare dall’alto della questura di Milano l’anarchico Pinelli, accusato inizialmente dell’eccidio di piazza Fontana, avrebbe dovuto avere il buongusto di astenersi e di restare a casa. Nessuno sentiva la sua mancanza. Deve ancora finire di scontare la sua pena, Ciampi non gli concesse la grazia. Anche certe frasi di altissime cariche dello Stato
non mi sono apparse coerenti  con il ruolo. Vergognosa e’ stata la trasmissione su Rai 3 di Paolo Mieli che fu tra i firmatari del manifesto contro Calabresi e che avrebbe dovuto evitare di emettere sentenze con finta ed ipocrita imparzialità. Quel manifesto decretò l’uccisione di Calabresi ucciso come carnefice di Pinelli.

Il crocifisso

Non ho nulla contro il Crocifisso nelle aule del consiglio regionale, anche se le aule dovrebbero  di per se’ essere spoglie di simboli identitari perché luogo di libero dibattito. Fa eccezione la Sala Rossa del Comune di Torino che da tempo ha un piccolo Crocifisso  che neppure l’ ostentata faziosità dell’ex Lotta continua Viale non e’ riuscito ad eliminare.Viale da tempo non è più consigliere ed in Regione non è stato mai eletto. Il dibattito è stato greve e le motivazioni addotte al consiglio Regionale molto banali. Natalia Ginzburg scrisse un articolo  sul crocifisso che andava almeno citato, una pagina molto alta che forse molti consiglieri ignorano. Quando si strumentalizza un segno religioso per fini di parte, non si rende un buon servizio alla religione; ci vuole più rispetto, più cultura, meno demagogia .Non sono contrario in linea di principio, ma con altre motivazioni , distinguendo laicità e laicismo. Il livello dell’appello dell’ assessore regionale all’ Istruzione sul presepe era con motivazioni ampiamente condivisibili. I consiglieri leghisti sono stati piuttosto grevi, ripetendo i soliti slogan. Il “Perché non possiamo non dirci cristiani” era davvero un’altra cosa, ma loro leggono poco o nulla.

Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com

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Le sardine
Ho letto che Bersani vede e si augura “i primi vagiti di un nuovo ‘68 “delle sardine  che in 35 mila  hanno quasi  riempito una parte di  piazza Castello.
Lei cosa ne pensa?       Dott.   Umberto La Rizza
Ho già scritto cosa penso sulle sardine ,un movimento assai poco spontaneo che fisncheggia la sinistra ed e ‘ supportato dalla CGIL  .lo spontaneismo scaturisce da grandi fatti traumatici ,non dalle elezioni in Emilia – Romagna . Anch’io penso ai vagiti come Bersani, con la differenza che non me  li auguro. Con il ‘68 ebbe inizio il gran casino che scombussolo l‘ Italia senza neppure tentare di  riformarla seriamente . Non mi sento vedovo del ‘68 come Bersani . Militai contro il ‘68 convintamente  e non credo di essermi sbagliato.Mi limito ad apprezzare le sardine impanate e cotte nell’olio o anche quelle in scatola . L’idea di essere una sardina mi evoca un egualitarismo   che non sopporto; il mio individualismo “ non sfrenato” ,ma convintamente liberale  non sopporta l’idea di andare  ad ammassarsi nei cortei e e nelle piazze, ma soprattutto la possibilità di finire in scatola sott’olio.
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Sono per Greta 
Noi vecchi abbiamo gravi colpe per l’ambiente , ma non solo . Viva la giovane svedese!       Gino Truglio
Non sono d’accordo con lei . Io, che non sono certo un ragazzino, non sento particolari colpe ne’ undividuali ne’ collettive .Come docente e uomo di cultura ho sempre parlato e scritto di tutela dell’ ambiente , senza mai trasformare la cattedra  in un pulpito per prediche e comizi . Ho invitato scienziati seri a parlare di ambiente . Come cittadino ho sempre rispettato le leggi e l’ambiente .Non ho dovuto attendere Greta e mi sembrano  degli sprovveduti  o dei cinici speculatori politici i vecchi che pendono dalle sue labbra . Posso capire l’entusiasmo dei coetanei di Greta , ma non posso condividerlo .