Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Aspromonte – La terra degli ultimi – Drammatico. Regia di Mimmo Calopresti, con Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte e Sergio Rubini. In un arretrato paese della Calabria, nel primo dopoguerra, allorché una donna muore di parto poiché non esiste un medico condotto, la popolazione decide di costruirsi una strada che la colleghi ai centri maggiori. Su ogni persona e su ogni decisione valgono le volontà del signorotto del paese. Durata 88 minuti. (F.lli Marx sala Chico e sala Harpo)

 

La belle époque – Commedia. Regia di Nicolas Bedos, con Daniel Auteuil e Fanny Ardant. Victor e Marianne sono sposati, benché l’uno di carattere opposto all’altro. Lui vorrebbe ritornare al passato, lei guardare sempre avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale, Victor è costretto il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli e ne trova di erotici in François, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso, Victor accetta l’invito della Time Traveller, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e ad un gruppo di eccellenti attori. Tutto è possibile, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne, una sera di maggio del 1974 in un caffè di Lione, “La belle époque” appunto. Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta una Marianne ventenne, Victor con il passato trova il futuro. Durata 110 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, Greenwich Village sala 1 e sala 3 anche V.O., Romano sala 1)

Downton Abbey – Commedia. Regia di Michael Engler, con Maggie Smith, Hugh Bonneville, Jim Carter e Imelda Staunton. Dalla serie televisiva più applaudita che il mondo anglosassone abbia prodotto al grande schermo. L’ambizione di rappresentare, attraverso uno sforzo produttivo di tutto rispetto, l’età edoardiana, con i suoi tanti mutamenti, come lo sfarzo e la “perfezione” del nucleo di Downton Abbey dove s’incrociano non senza fatica gli equilibri tra il mondo dell’aristocrazia e quello della servitù, le indiscrezioni e i sospetti, gli amori e le rivalse e le diversità. Ogni cosa a partecipare alla visita della coppia reale, inaspettata, il re Giorgio V e la regina Mary, un’occasione cui la famiglia Crawley non può sottrarsi come pure un pericolo per la tranquillità della vita di tutti i giorni, quasi al riparo da ogni contaminazione nella verde campagna dello Yorkshire. Tuttavia – e qui so di andare contro il roseo successo che il film si sta guadagnando – a me è parso che “Downton Abbey” narri in piena esteriorità, tutto chiuso nella propria cornice fatta di ricercati abiti, di cicaleccio alla fine non privo di una certa buona dose di noia, di riempitivi assurdi (il preteso attentato al re, davvero mal girato, e la storiella gay), fatti con il loro svolgimento tutto televisivo (ed Engler si dimostra pienamente un regista televisivo, scene di breve respiro, battute preparate ad hoc e lasciate cadere, certi dialoghi non poco sconfortanti); e anche le belle statuine – gli occupanti i piani alti o i domestici in animo di rivolta pronti a giocare con gli avversari in clima di barzelletta – inventate per l’occasione, Maggie Smith e Imelda Staunton in testa, alla fine finiscono col perdere importanza. Durata 122 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Blu, Romano sala 3)

 

La famiglia Adams – Animazione. Regia di Greg Tiernan e Conrad Vernon. Non più Anjelica Huston e soci a dar vita alle avventure di Morticia, Gomez e Mercoledì, del nucleo familiare più strampalato e horror del cinema, bensì una compagine animata che da noi può vantare voci famose, da Pino Insegno alla nonna rock Loredana Berté, da Raoul Bova a Virginia Raffaele. Questa volta i nostri dovranno vedersela con l’affascinante Margaux, una conduttrice di reality show al colmo della celebrità, subdolamente desiderosa di vedere il mondo nei più dolci color pastello. Durata 105 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

La famosa invasione degli orsi in Sicilia – Animazione. Regia di Lorenzo Mattotti. Dal racconto illustrato di Dino Buzzati, edito nel 1945. Nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, Leonzio, il Grande Re degli Orsi (è Toni Servillo a prestagli la voce), decide di condurre il suo popolo dalle montagne alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all’aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto tuttavia Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini. Durata 82 minuti. (Nazionale sala 2, Uci)

Il giorno più bello del mondo – Commedia. Di e con Alessandro Siani, con Stefania Spampinato e Sara Ciocca. A tre anni da “Mister Felicità”, Siani affronta il suo quarto film: ovvero la squattrinata esistenza di un ragazzo napoletano, Arturo Meraviglia, di professione impresario teatrale, grandi difficoltà e futuro più che imprecisato. Fino al giorno in cui inaspettatamente “eredita” da un vecchio zio un paio di ragazzini, Gioele e Rebecca, di cui dovrà occuparsi. E la sua vita, grazie a questi nuovi arrivi, può cambiare: che succederebbe infatti se si potessero sfruttare, con tutta l’ingegnosità partenopea nel campo, gli speciali poteri che Gioele mostra di possedere? Durata 104 minuti. (Uci)

 

Joker – Drammatico. Regia di Todd Phillips, con Joaquin Phoenix, Robert De Niro e Zazie Beetz. Arthur Fleck vive con l’anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita però è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato e preso in giro da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l’arroganza dei ricchi. Leone d’Oro alla Mostra di Venezia. Durata 122 minuti. (Centrale V.O., Massaua, F.lli Marx sala Chico, Greenwich Village sala 3, Ideal, Reposi, Uci)

Le Mans ’66 – La grande sfida – Azione. Regia di James Mangold, con Christian Bale e Matt Damon. CarrollShelby è il pilota che nel ’59 ha vinto la 24 ore di Le Mans, la più ardua delle gare automobilistiche. Quando scopre di non poter più correre per una grave patologia cardiaca si dedica a progettare e vendere automobili. Con lui c’è il suo fedele amico e collaudatore Ken Miles, dotato di uno spiccato talento per la guida, ma anche di un carattere complicato. insieme accetteranno la sfida targata ford di sconfiggere la ferrari e si batteranno per vincere una nuova 24 ore di le mans, contro tutti, a bordo di un nuovo veicolo messo a punto da loro stessi. durata 152 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 1, Ideal, Lux sala 1 e sala 2 e sala 3, Reposi, The Space, Uci)

Light of my life – Drammatico. Regia di Casey Affleck, con Anne Pniowsky e Casey Affleck. Un padre e la sua unica figlia di undici anni si nascondono tra boschi e case disabitate, dopo che un virus ha sterminato buona parte della popolazione femminile. La giovanissima Rag è costretta ad un vagabondaggio continuo e a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani, tutti uomini, resi brutali e senza scrupoli dalla mancanza di femmine. Durata 119 minuti. (Massaua, Ideal, Nazionale sala 2, The Space, Uci anche V.O.)

 

Maleficent 2 – Signora del Male – Fantastico. Regia di Joachim Rønning, con Angelina Jolie, Michelle Pfeiffer e Elle Fanning. Aurora e Filippo annunciano il loro fidanzamento, il matrimonio unirà non soltanto due terre ma anche i due regni degli umani e delle creature magiche. Se i genitori del principe sono apparentemente entusiasti all’idea, Malefica, che ha cresciuto Aurora come una figlia, è più diffidente; memore, per averlo sperimentato, del dolore atroce che l’amore può causare. La cena di fidanzamento è l’inizio dei guai: Malefica, già ferita dalla richiesta di Aurora di coprirsi le corna, e cioè di celare la propria natura, reagisce alle provocazioni della futura consuocera Ingrith: e la miccia prende fuoco. Durata 118 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

Motherless Brooklyn – I segreti di una città – Drammatico. Regia di Edward Norton, con Bruce Willis, Willem Dafoe e Edward Norton. Norton, partendo dal romanzo omonimo di Jonathan Lethem scrive, produce, interpreta e dirige un progetto che ha cominciato ad accarezzare circa vent’anni fa. La storia, ambientata a New York nel 1957, narra di Lionel Essrong, un detective privato colpito dalla sindrome di Tourette chiamato a lavorare nell’agenzia dell’amico Frank. Quando questi rimane ucciso, sarà Lionel a scovare i mandanti dell’omicidio, riuscendo altresì a svelare i legami che uniscono la malavita della città e un potere politico senza scrupoli. Al di là delle ottime intenzioni, un’opera scalibrata, che manca di misura, dentro cui Norton s’addentra caparbiamente e riesce a dire troppo, non sapendo fermarsi e prosciugare almeno quando è il momento. Anche il suo detective e la sua malattia appaiono sopra le righe, tutto diventa il pretesto per una bella prova ma alla fine c’è anche qualcosa che suona falso. Durata 144 minuti. (Centrale V.O., Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico, Greenwich Village sala 3, Reposi)

 

Parasite – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho. Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes. Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello stradale. La presenza dei genitori e della sorella rende le condizioni abitative difficoltose, ma l’affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario, senza una vera e propria strategia ma sempre con orgoglio e una buona dose di furbizia. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese della figlia di una ricca famiglia: il lavoro è ben pagato e la villa del signor Park, dirigente di un’azienda informatica, è un capolavoro architettonico. Il ragazzo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando un’identità segreta per la sorella come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti: sino ad una inattesa scoperta nel finale. Durata 132 minuti. (Eliseo Rosso, Nazionale sala 1)

Le ragazze di Wall Street – Commedia. Regia di Lorene Scarafia, con Jennifer Lopez, Julia Stiles e Madeline Brewer. Alla crisi finanziaria del 2008 che vede assottigliarsi i clienti nel locale dove esercitano, un gruppo di lap dancer cerca di far fronte escogitando una serie di truffe ai danni di broker, dove alla base stanno gli adescamenti, la droga e i furti. JLo, splendida cinquantenne, la fa da padrona e la sfrontata quanto carismatica bellezza finirà col raccogliere un folto pubblico (soprattutto femminile), in vena di ribellione. Durata 104 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, The Space, Uci)

 

Sono solo fantasmi – Commedia. Regia di Christian e Brando De Sica, con Gianmarco Tognazzi, Carlo Buccirosso e Christian De Sica. Thomas è un ex mago di successo che non ce la fa più a tirare avanti, Carlo un napoletano obbligato a render conto di tutto ad una moglie settentrionale, Ugo possiede quell’aria tonta che al contrario nasconde un che di genialità: fratellastri, tre diverse madri ed un padre unico che in vita ha sperperato e non ha lasciato che debiti. Alla sua morte, i tre si ritrovano e per campare pensano di sfruttare la superstizione partenopea e tramutandosi in acchiappafantasmi. Tutto pare andare bene fino a che… Durata 91 minuti. (The Space, Uci)

 

Terminator – Destino oscuro – Azione. Regia di Tim Miller, con Arnold Schwarzenegger e Linda Hamilton. Sesto film della saga creata circa trent’anni fa da James Cameron, protagonista la ferrea Sarah Connor che questa volta deve proteggere la giovane Dani, cui dà la caccia un nuovo modello di cyborg, il Rev-9: ma Sarah dovrà cercare l’aiuto di T-800, il vecchio modello di Terminator che, unico, è in grado di condurre le donne alla salvezza. Durata 128 minuti. (Uci)

The Irishman – Drammatico. Regia di Martin Scorsese, con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel e Anna Paquin. Una stupenda, densa sceneggiatura firmata da Steven Zaillian, come sempre un capolavoro di montaggio da parte dell’abituale collaboratrice Thelma Schoonmaker, Pacino vicinissimo all’Oscar in vero stato di grazia (come Joe Pesci, lontanissimo nelle sue malinconie dall’esuberanza assassina di “Quei bravi ragazzi”, pronto come un serafico nonno a cercare l’affetto di una bambina): Scorsese abbandona, nel suo crepuscolo cinematografico, le tinte forti, certo non abbandona la mafia italoamericana, ma ne traccia i bilanci con un profilo estremamente basso, i colpi delle pistole continuano ad echeggiare tra le strade di New York, ma sembra che ad ogni regolamento di conti il regista abbia voluto mettere il silenziatore. La storia di Frank Sheeran, sicario della mafia e veterano della seconda guerra mondiale (su suolo italiano), il suo voltarsi indietro, ormai chiuso a girare in carrozzina tra i corridoi di una casa di riposo per anziani, a ripensare alla sua scalata nell’universo del crimine. Il perno di una vita è l’amicizia e il tradimento di Jimmy Hoffa, il celebre sindacalista degli autotrasportatori il cui corpo non venne mai ritrovato, “guida” di una certa politica a stelle e strisce, raccoglitore di certo scontento nazionale, e poi l’elezione di Kennedy e il suo assassinio, e poi il fallimento dell’operazione della Baia dei Porci, e altro ancora, attraverso decenni di Storia (Sheeran morì nel dicembre del 2003). Un grande affresco, dalle parti del capolavoro: e la bellezza di vedere un film in una sala cinematografica. Durata 209 minuti. (Greenwich sala 2 V.O.)

 

Tutti i ricordi di Claire – Drammatico. Regia di Julie Bertucelli, con Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni. Il primo giorno d’estate una donna, in un piccolo paese della provincia francese, decide che quello è l’ultimo giorno della sua vita e decide di vendere ogni cosa che possiede all’interno della casa, basterà deporre ogni cosa sull’erba del giardino e attendere che i compratori arrivino, mobili lampade antichi orologi da collezione, sarà un modo per richiamare l’attenzione di una figlia con cui da anni ha interrotto ogni rapporto. Durata 94 minuti. (Centrale V.O., Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo, Greenwich sala 2)

 

Tutto il mio folle amore – Drammatico. Regia di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono e Giulio Pranno. Vincent, sedicenne autistico, vive con la madre e con il patrigno; un giorno compare il padre naturale, Willi, che non ha mai conosciuto, un tipo poco affidabile che vive delle scritture come cantante nei matrimoni. Il ragazzo decide di seguirlo in quella che sarà una tournée che darà modo ad entrambi di conoscersi, specialmente a Willi di lasciarsi sommergere dalla vitalità del figlio. Tratto dal romanzo “Se ti abbraccio non aver paura” di Fulvio Ervas, un’occasione per il regista di “Mediterraneo” di ritornare al vecchio amore delle storie on the road, folli e giovanili. Durata 97 minuti. (Ambrosio sala 3, Reposi)

L’ufficiale e la spia – Drammatico. Regia di Roman Polanski, con Jean Dujardin, Louis Garrel e Emmanuelle Seigner. La vicenda del capitano francese Alfred Dreyfuss, giovane militare di origine ebrea, accusato ingiustamente di alto tradimento, come spia dei tedeschi. Nel gennaio 1895, nel cortile dell’Ecole Militaire di Parigi un ufficiale dell’esercito francese, Georges Picquart, assiste alla condanna all’esilio del giovane militare, inviato all’Isola del Diavolo, al largo della costa della Guyana francese. All’indomani, Picquart viene promosso e messo a capo dell’unità di controspionaggio militare e si rende conto che, nonostante l’esilio di Dreyfus, le informazioni segrete francesi giungono egualmente ai tedeschi. L’ufficiale si convince che il collega è stato accusato ingiustamente e che la spia è ancora tra loro. Picquart inizia le proprie indagini, scontrandosi con il suo stesso Paese e con il rischio di compromettere la sua stessa carica militare: mentre Dreyfus viene umiliato in prigionia e sottoposto a processi farsa che non mutano la sua situazione. Dodici anni di indagini, sino a scoprire il vero colpevole: merito anche di Emile Zola, che prese le difese dell’accusato con l’articolo “J’accuse”, apparso su L’aurore, dove accusava la Terza Repubblica Francese di antisemitismo. Durata 126 minuti. (Ambrosio sala 1 e 2 e sala 3 V.O., Eliseo Grande, Romano sala 2, The Space, Uci)

 

Gli uomini d’oro – Drammatico. Regia di Vincenzo Alfieri, con Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampiero Morelli e Gianmarco Tognazzi. Una storia tutta torinese, un racconto tolto dalle colonne dei giornali, un colpo datato 1996 da parte di un pugno di balordi, dipendenti delle Poste, una vita opaca e regolare sovvertita all’improvviso per il pensiero fisso di evadere da tutto quel grigiume. Torino, la provincia e qualche eroe che tornava dal sole del Centramerica a raccontare di paradisi, di belle figliole e di esistenze senza problemi. Annoiati uomini d’oro, in cerca dell’ultima evasione, quella che ti mette a posto per sempre. Evasione che ha nome rapina, il 26 giugno di ventitré anni fa, un bottino di oltre due miliardi, una carrettata di soldi presi da dieci uffici postali, tutto di una facilità enorme, il piano escogitato tra la val di Susa e l’alessandrino, uno scambio tra carta straccia e banconote vere, il finale fatto di morti, di fughe improvvisate verso l’Albania e la Bolivia, di processi. Il gruzzolo sostanzioso in piccola parte ritrovato, il grosso chissà ancora oggi dove andarlo a cercare. Durata 110 minuti. (Massaua, Reposi, Uci)

 

L’uomo del labirinto – Thriller. Regia di Donato Carrisi, con Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentino Bellè, Vinicio Marchioni e Filippo Dini. Samantha Andretti è stata rapita una mattina d’inverno mentre andava a scuola. Quindici anni dopo, si sveglia in una stanza d’ospedale senza ricordare dove è stata né cosa le è accaduto in tutto quel tempo. Accanto a lei c’è un “profiler”, il dottor Green: sostiene che l’aiuterà a recuperare la memoria e che insieme cattureranno il mostro. Ma l’avverte che la caccia non avverrà là fuori, nel mondo reale, bensì nella sua mente. Bruno Genko è un investigatore privato, cui resta poco da vivere. Quindici anni prima è stato ingaggiato dai genitori della ragazza per ritrovarla. Adesso che lei è ricomparsa, sente di avere un debito con lei e proverà a catturare l’uomo senza volto che l’ha rapita. Sarà il profiler a giungere per primo alla verità o forse Genko? Ma qual è la verità? Qualcuno ha un segreto, qualcuno sta mentendo e da qualche parte c’è un labirinto pieno di porte. E dietro ognuna si nasconde un enigma, un inganno. Durata 130 minuti. (Reposi, Uci)

 

Zombieland: Doppio colpo – Grottesco. Regia di Ruben Fleischer, con Emma Stone, Woody Harrelson e Jesse Eisenberg. A dieci anni da “Benvenuti a Zombieland”, ritroviamo i nostri cacciatori di morti viventi in viaggio da Washington, alle spalle della Casa Bianca, a Graceland: al gruppo si unirà una fan di Elvis, pronta ad entrare nella vita di Harrelson/Tallahassee. Horror, ma con una buona di umorismo, una ventata di aria nuova per un genere che forse ne ha ai giorni nostri bisogno. Durata 99 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)