La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città

I giornali e la presidente Casellati – Erdogan si sta rivelando un dittatore sanguinario – Vecchi ristoranti che chiudono – Lettere 

I giornali e la presidente Casellati
Ho avuto il piacere di conoscere da vicino questa straordinaria donna che è la presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, una donna colta, ironica, aperta, ma capace anche si scelte ferme e precise. La conversazione con lei viene naturale e spontanea, senza formalità. Una donna di Stato per davvero, una Thatcher italiana più che una Jotti. Totalmente lontana da Boldrini.

Non a caso e’ la prima donna che ricopre la seconda carica dello Stato che può sostituire il Presidente della Repubblica . Non capisco come mai  la visita ufficiale di due giorni in Piemonte non si sia stata seguita come si deve dai giornali, soprattutto dal Corriere della Sera. E’ stata una visita importante che ha riguardato Luigi Einaudi e la sua città Natale, Carru, mentre altre visite hanno portato le maggiori autorità a Dogliani dove Einaudi aveva la tenuta. Io lettore esigo dai giornali che leggo una cronaca adeguata dei fatti più importanti e la visita in Piemonte di Elisabetta Casellati lo era.

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Erdogan si sta rivelando un dittatore sanguinario che non può assolutamente restare nell’Alleanza atlantica.Quello che sta facendo ai Curdi si avvicina ad essere un altro vero e proprio genocidio.

La politica di Trump e’ totalmente priva di intelligenza politica ed anche di umanità perché scarica i Curdi che si impegnarono contro i terroristi dell’ Isis che trarranno vantaggio dalla dissennata politica americana . L’Italia mancia di capacità di iniziativa e le misere cose che dice il ministro degli Esteri rivelano la miseria politica di Di Maio.
Bisogna che in tutta Europa si scenda in piazza a manifestare per i Curdi ,obbligando i governi a scelte coerenti e dignitose.
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Vecchi ristoranti che chiudono
Girando su Internet ho scoperto che il celebre e storico ”Bastian Contrario” di Moncalieri ,quello dei 69 antipasti, ha chiuso i battenti. Era stato fondato e condotto dalla famiglia Grassotti , il cui capostipite era noto per la pubblicità del vermouth “Vej Turin”sui giornali. Il locale aveva perso gli splendori degli Anni 70 e molte recensioni calunniose su Internet lo avevano danneggiato . L’ultima volta che ero andato qualche estate fa non mi ero più trovato bene.

 

Ma era uno dei pochi locali che manteneva alta la tradizione del vecchio Piemonte . Non ha resistito all’urto dei tempi e alla barbarie dei gusti. Un altro locale storico ha chiuso i battenti per sempre ,anche lui fondato negli anni’ 70,il “ Montecarlo” di Torino gestito da Sante Prevarin ,grande fotografo ed amico di artisti tra cui Carol Rama e Guido Ceronetti.Peccato che abbia chiuso. I suoi piatti veneziani,ad esempio, il bacala’ mantecato e le sarde in saor , erano unici a Torino. Prevarin, il vero patron all’antica maniera,meritava ben altra fine .Sorgono ,in compenso, tanti nuovi localini improvvisati che non meritano affatto una visita .Locali spocchiosi,ispirati a stramberie gastronomiche che da accademico della cucina italiana trovo persino allucinanti. Magari ottengono il successo effimero decretato dai giovani allevati in batteria a base di panini ed hamburger di Mc Donald, per definizione l’anticucina e l’anti – buon gusto ,l’americanismo trampiano più dozzinale che invade anche le tavole .
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Lettere   scrivere a quaglieni@gmail.com

Fu vera gloria? Perchè criticare il Chiampa
Quando si stancherà di criticare l’ormai pensionato Sergio Chiamparino? Mi sembra Che esageri.     Tullio Montignani

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Smetterò di criticarlo sul piano politico quando si dimetterà da consigliere regionale, come aveva promesso e non ha fatto,disattendendo ad un impegno liberamente assunto dopo la sua clamorosa sconfitta elettorale. Sul piano storico mi riterrò invece sempre autorizzato,anzi obbligato a scrivere dei suoi errori. Fu beneficato dai giornali che decretarono il suo successo. Passando dalla cronaca a giudizi più strutturati, si può dire che la sua non fu vera gloria, ma soprattutto propaganda, quasi panna montata.