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Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Ad Astra – Fantascienza. Regia di James Gray, con Brad Pitt e Tommy Lee Jones. In un futuro imprecisato, da qualche parte nella profondità dello spazio, un campo elettrico scarica la sua forza alla velocità della luce e minaccia la sopravvivenza della Terra. L’origine è presto identificata e il maggiore Roy McBride incaricato della missione che dovrebbe liquidare il problema. Ma le cose non sono così semplici perché Roy, soldato decorato oltre i confini della Terra, è il figlio di Clifford McBride, pioniere dello spazio partito ventinove anni prima per cercare segni di vita su Nettuno. Arenata tra i suoi satelliti, la nave del padre è causa delle scariche elettriche che colpiscono la Terra. Astronauta performante e figlio devoto, in una alternanza di risentimenti e affetti, Roy avrà il compito di risolvere la situazione e di tornare a casa. Durata 124 minuti. (Massaua, Greenwich Village sala 1, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)

 

Attacco al potere 3 – Azione. Regia di Ric Roman Waugh, con Gerard Butler, Morgan Freeman e Nick Nolte. Il ritorno di Butler nelle vesti dell’agente dei servizi segreti Mike Banning, guardia del corpo del Presidente, questa volta costretto a sottrarsi ai suoi compiti e braccato dagli agenti dell’FBI. Qualcuno lo ha incastrato. Continuamente in fuga, accusato di essere un nemico dello Stato e di aver persino attentato alla vita del Presidente, farà di tutto per scoprire chi minaccia davvero la sicurezza del Paese. Troverà per questo un valido appoggio nella figura del padre. Durata 114 minuti. (Uci)

C’era una volta… a Hollywood – Commedia. Regia di Quentin Tarantino, con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino, Kurt Russell, Bruce Dern e Luke Perry. Nella Mecca del cinema, la grande macchina dell’industria cinematografica a gonfie vele nell’anno 1969, anno dell’allunaggio ma anche della strage di Cielo Drive, ad opera di Charlie Manson e delle sue adepte. La storia di Rick Dalton, attore televisivo di seguitissime serie western, stella di successo ma di secondo firmamento, che nel cinema vero proprio non ha mai saputo sfondare, già consapevole (e frustrato) di essersi incamminato verso un non lontano viale del tramonto. Storia del suo sincero amico Cliff Booth, suo stuntman e a tempo perso autista e pronto anche alla manutenzione della sua bella villa, allegro e disinvolto, pronto a dire pure pane al pane durante le scazzottature con Bruce Lee, sempre al fianco dell’eroe. Ci sono le feste a bordo piscina tra le conigliette di Hugh Heffner con Steve McQueen a fare da guest star, ci sono i drive in e le grandi insegne luminose dei film che oggi compiono cinquant’anni, ci sono i figli dei fiori e c’è quella carneficina che segnò un’epoca e che Tarantino vede con occhio tutto suo. C’è un tempo che sa di antico, le grandi auto colorate e i pantaloni a zampa d’elefante, c’è il cinema italiano di Sergio Corbucci e Anthony M.Dawson al secolo Antonio Margheriti che Dalton assaggia portandosi a casa un bel gruzzolo di quattrini, c’è soprattutto la passione di Tarantino per il cinema, quel ricco B-movie che da nove film dissemina lungo i suoi titoli. Durata 161 minuti. (Ambrosio sala 1 e sala 2, Centrale V.O., Massaua, Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse, Eliseo Grande, F.lli Marx sala Groucho anche V.O. e sala Harpo anche V.O., Ideal, Lux sala 2 e sala 3, Massimo – Museo del Cinema sala Cabiria V.O., Reposi, The Space, Uci)

 

E poi c’è Katherine – Commedia. Regia di Nisha Ganatra, con Emma Thompson e Mindy Kaling. Katherine Newbury è una conduttrice leggendaria nel circuito dei talk show di tarda notte. Quando viene accusata di essere una “donna che odia le donne” (dal momento che il suo staff è composto di soli rappresentanti maschi), mette in atto delle azioni precise e Molly viene assunta come l’unica donna nella stanza degli scrittori maschili della conduttrice. Ma Molly potrebbe essere arrivata un po’ in ritardo, dal momento che la formidabile Katherine affronta anche la realtà del calo d’ascolti e di un’azienda che vuole comunque sostituirla. Molly, volendo dimostrare che non è stata assunta semplicemente perché donna, è determinata ad aiutare Katherine rivitalizzando il suo spettacolo e la sua carriera, e forse effettuando allo stesso tempo anche cambiamenti maggiori. Durata 102 minuti. (Eliseo Blu)

 

Grandi bugie tra amici – Commedia. Regia di Guillaume Canet, con François Cluzet, Marion Cotillard e Benoît Magimel. Sono passati tre anni dall’ultima volta che si sono visti tutti insieme. Max è andato a passare un po’ di tempo nella sua casa al mare per rigenerarsi e cercare di allontanare le preoccupazioni. La sua pace avrà vita breve con l’arrivo improvviso della sua banda di amici, venuti a festeggiare il suo compleanno. Max si sforza di dimostrarsi contento ma se la sorpresa che gli hanno fatto è riuscita, la sua finta gioia lo è molto meno. In questi anni i bambini sono cresciuti, altri sono nati, i genitori non hanno più le stesse priorità, le separazioni, gli imprevisti della vita… Cosa resterà dell’amicizia quando tutti decideranno di svelare le loro piccole bugie? “Bavardage” in luogo di oceano: ovvero si chiacchiera, si bisticcia, si amoreggia sotto il sole estivo della costa atlantica, ma con una sceneggiatura dal fiato corto si chiacchiera davvero troppo, in maniera inconcludente, memore l’autore e regista Canet del capitolo precedente – “Piccole bugie tra amici” – ma non certo con la stessa freschezza, con la umana autenticità, con la consapevolezza amare del tempo che passa e dei sentimenti che scricchiolano, facendo ricorso spudoratamente ad episodi (la ricerca dei bambini allontanatisi al largo con il catamarano) che allungano il brodo senza aggiungere nulla in verità. Durata 135 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

IT – Capitolo 2 – Horror. Regia di Andy Muschietti, con Jessica Chastain, James McAvoy e Bill Skarsgård. Ricordate i ragazzini del “Club dei Perdenti”, alle prese con la malvagità del clown – Pennywise – che poteva assumere la forma delle loro paure? Dopo 27 anni, sono divenuti adulti e ancora una volta dovranno riunirsi tutti insieme, nella stessa cittadina di Derry, per combattere quello stesso mostro che è tornato. Ancora una volta il genio di Stephen King è pronto a inchiodarci alla poltrona del cinema. Durata 165 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

Martin Eden – Drammatico. Regia di Pietro Marcello, con Luca Marinelli e Jessica Cressy. (Molto) liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Jack London. Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto in casa dalla famiglia del ragazzo e qui conosce Elena, la bella sorella di Arturo, e subito se ne innamora. La giovane donna, bella e raffinata, diventa non solo un’ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira ad elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e si avvicina ai circoli socialisti, entrando in conflitto per questo con Elena e con il suo mondo. Durata 129 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Rosso, Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria)

 

I migliori anni della nostra vita – Drammatico. Regia di Claude Lelouch, con Jean-Louis Trintignant, Anouk Aimée e Monica Bellucci. Jean-Louis e Anne, che si sono conosciuto più di cinquant’anni fa e hanno vissuto una intensa storia d’amore. Oggi, l’uomo, ex pilota dei grandi circuiti, riporta alla memoria sentieri sbiaditi fatti di vecchi ricordi, che non sembrano poi così lontani e che Jean-louis spera fortemente di poter rivivere. Tra queste reminiscenze c’è lei, Anne, che non è riuscito a tenersi accanto e che continua a ricordare con rammarico. Per aiutarlo, suo figlio cerca di rintracciarla ed è così che l’uomo e la donna, lontani dalla giovinezza di un tempo, potranno rivedersi, nella speranza di poter riprendere la loro storia d’amore proprio lì dove l’avevano interrotta. Ma, c’è da chiedersi, il tempo e il pubblico di oggi, sapranno “recuperare” la storia di Lelouch che nel 1966 intenerì i cuori di più di mezzo mondo? Durata 90 minuti. (Eliseo Blu, Romano sala 3)

 

Mio fratello rincorre i dinosauri – Commedia drammatica. Regia di Stefano Cipani, con Alessandro Gassmann, Isabella Ragonese e Rossy De Palma. Per il piccolo Jack la famiglia è croce e delizia: delizia perché è composta da due genitori spiritosi e democratici, croce perché le sorelle lo tiranneggiano, asserendo la loro “superiorità femminile”. Dunque la notizia dell’arrivo di un fratellino è accolta da Jack come un trionfo personale, tanto più che quel fratellino, Giò, si rivela davvero speciale, cioè dotato del superpotere di “dar vita alle cose”. Ma Giò è anche affetto dalla Sindrome di Dawn: e quando Jack raggiunge la (problematica) età di 14 anni il fratellino diventa una presenza ingombrante nonché potenzialmente imbarazzante. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 1 e sala 2, Massaua, Greenwich Village sala 3, Uci)

 

Rambo last blood – Azione. Regia di Adrian Grunberg, con Sylvester Stallone. Ultimo appuntamento (per ora) con il combattente, veterano del Vietnam, eroe che più eroe non si può, John Rambo. Questa volta (dando una mano anche nella sceneggiatura) s’immagina un angolo di paradiso nella verde Arizona, dove il nostro passa in tranquillità le proprie giornate guardato con amore (badato?) dalla fedele Maria. Tuttavia il dovere chiama ancora e quando la giovane nipote della donna è rapita da una masnada di ferocissimi brutti ceffi ecco che Rambo urla tutta la sua vendetta, con l’accanimento e la prontezza che da anni gli conosciamo. Chiaro che per tutti gli altri non ci sia più scampo. Durata 100 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)

 

Il regno – Drammatico. Regia di Rodrigo Sorogoyen, con Antonio de la Torre e Josep Maria Pou. Vincendo in patria con questo suo ultimo film sette premi Goya, il regista spagnolo già autore dell’acclamato “Che Dio ci perdoni” (2016) mette in scena la parabola di un uomo politico, carismatico, di gran successo, che vive del calore della famiglia e della vicinanza degli amici: ma che veleggia da sempre nella piena corruzione, con una ricchezza accumulata con i fondi pubblici. Sarà costretto a difendersi dai compagni di partito e da quanti gli hanno voltato le spalle nel momento in cui maggiore era la necessità di un appoggio. Ma il fine ultimo, ancora una volta, sarà non perdere il potere conquistato negli anni: fin dove l’uomo politico sarà disposto a spingersi pur di salvare la propria posizione? Durata 78 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Il re leone – Fantasy. Regia di Jon Favreau, con le voci di Marco Mengoni, Elisa, Edoardo Leo, Stefano Fresi, Luca Ward e Massimo Popolizio. Il nuovo film in live action ci porta in un viaggio nella savana africana dove è nato un futuro re. Simba prova una grande ammirazione per suo padre, re Mufasa, e prende sul serio il proprio destino reale. Ma non tutti nel regno celebrano l’arrivo del nuovo cucciolo. Scar, il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi e la drammatica battaglia per la Rupe dei Re, segnata dal tradimento e da tragiche conseguenze, si conclude con l’esilio di Simba. Con l’aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici, Simba dovrà imparare a crescere e capire come riprendersi ciò che gli spetta di diritto. Durata 118 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 

Selfie di famiglia – Commedia. regia di Lisa Azuelos, con Sandrine Kiberlain e Victor Belmondo e Thaïs Alessandrin. Héloïse è una mamma single, tre figli al seguito, i primi due vivono già fuori del tetto. È rimasta incollata alla più piccola, che tuttavia è in procinto di lasciarla, se ne andrà a studiare lontano: ecco che lei prende a filmare – mentre la figlia maggiore le rinfaccia di non averlo fatto anche con lei – con il suo smartphone ogni momento che le separa dal distacco. Durata 87 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico)

 

La vita invisibile di Euridice Gusmao – Drammatico. Regia di Karim Aïnouz, con Carol Duarte e Jùlia Stokler. Euridice e Guida sono due ragazze che crescono nella stessa famiglia rigida e conservatrice. Quando Guida fugge una notte per incontrare il proprio amante, Euridice acconsente a reggerle il gioco. Guida però non farà ritorno, sceglierà di sposarsi all’estero e la lontananza tra le due sorelle diventerà presto un abisso insuperabile quando il padre di entrambe deciderà di eliminare Guida dalla memoria della famiglia, impedendole di avere qualunque contatto con la sorella. Durata 139 minuti. (Nazionale sala 1)

Vivere – Drammatico. Regia di Francesca Archibugi, con Adriano Giannini, Micaela Ramazzotti, Marcello Fonte, Massimo Ghini e Enrico Montesano. Una famiglia come tanto, vive alla periferia di Roma, Luca giornalista freelance non proprio all’apice del successo e con un gran debole per le donne, Susy di professione ballerina ma costretta ad arrotondare aiutando certe signore a smussare quel tanto di ciccia che si portano addosso, la piccola Lucilla che soffre d’asma, il vicino di casa testimone dell’andare e venire dei tre, il fratellastro Pierpaolo erede di una dinastia di avvocati ammanicati con la politica, una ragazza alla pari che nella sua permanenza annuale verrà a sconquassare i già fragili equilibri di quel nucleo familiare. Durata 103 minuti. (Reposi, Romano sala 1, The Space, Uci)

 

Yesterday – Commedia. Regia di Danny Boyle, con Himesh Patel, Lily James e Ed Sheeran. Jack Malik è un musicista di scarso successo. In lui crede soltanto Ellie, manager, amica e forse qualcosa in più, benché inespresso. Finché una sera, dopo che ha deciso di smettere con la musica e cercare un lavoro più regolare, Jack ha un incidente e perde coscienza durante un blackout planetario. Quanto si sveglia, scopre che il mondo è stato privato delle canzoni dei Beatles e che lui è rimasto il solo a ricordarle. E se nella amnesia generale, lui tentasse di proporre quei favolosi brani come “suoi”? Durata 116 minuti. (Classico, Massaua, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)