La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città
L’avventura di Renzi – Un grande giornalista – Tra il ricordo di Soldati e di Berrino – Penalizzare il contante? – Lettere
L’avventura di Renzi
La scissione del Pd voluta da Renzi appare incomprensibile perché Renzi ha promosso l’attuale governo con i pentastellati ,dopo aver sempre dichiarato di non volerlo.Entrato in carica il Conte bis, ha staccato la spina ,uscendo da  un partito diventato troppo di sinistra. Renzi ha citato Machiavelli per giustificare la sua disinvoltura ,ma ha dimenticato che Machiavelli amava la grande politica e le grandi bugie,come diceva Nicola Matteucci, e non i personalismi . Tra il  Segretario  fiorentino  del ‘500 e il senatore di Scandicci c’è un abisso. In certi momenti ho anche avuto simpatia per Renzi, anch’io penso alla necessità di un grande centro, ma è difficile che Renzi possa farcela a costruire da solo questa area così decisiva che deve raccogliere i moderati italiani e ridar loro cittadinanza politica piena . Dev’essere uno sforzo progettuale che deve andare oltre Renzi e il suo protagonismo.
Un grande giornalista
Umberto La Rocca già direttore del Secolo XIX e  già vice direttore de “La stampa “ ha lasciato la direzione del Corriere Torino dopo due anni. Ha fatto un ottimo giornale, libero, aperto,  non conformista ,capace di dare notizie che altri non danno. Una lettura indispensabile per conoscere la vita della città. E’ un uomo colto e  riservato, con un grande stile, una profonda umanità, un’eleganza innata, capace di dialogare con la città. Ha creato un’ottima redazione. E’ partito dal nulla ed ha creato un giornale che piace ed è molto diffuso. L’estate scorsa ha toccato le edicole  della Liguria e  di tutte le località di villeggiatura della Valle  d’Aosta. Il Corriere Torino eè stato l’evento giornalistico di questi ultimi anni. La Rocca si è speso con generosità per Torino, facendo un ottimo quotidiano. Ricordo che pubblicò un coraggioso articolo di Elisa Sola su vicende scabrose del circolo dei Lettori sulle quali altri  giornali non scrissero un rigo, dimostrando con i fatti cosa sia la libera informazione.
Tra il ricordo di Soldati e di Berrino
Ieri ho dormito in un hotel di Spinetta Marengo per poter essere puntuale ad un  importante convegno che oggi apro alle 10,30 in uno storico castello dell’Ovadese. Ieri  sera ho finito tardi la presentazione del mio ultimo libro su Soldati a Pollone ,dove Croce andava in villeggiatura , nella bella biblioteca  civica a lui intestata. Sono molto dispiaciuto di non poter essere  oggi ad Alassio dove l’amministrazione comunale non mi ha invitato a ricordare il pittore  Mario Berrino a cui dedicano un giardino, riprendendo una mia proposta, condivisa dell’amico Dado Pagani ,  di sei anni fa . Dopo la sospensione del Sindaco Melgrati, Alassio e’ in affanno ed ha un vice sindaco  vicario abbastanza  inadeguato al ruolo che si trova a ricoprire ,senza aver avuto il voto elettorale. Comunque non avrei potuto esserci, perchè di norma, le date si concordano con gli oratori in precedenza, come avveniva in passato  anche ad Alassio. Io ero stato richiesto due anni fa per la stessa inaugurazione che poi venne rinviata  per un lutto della famiglia Berrino. Diversamente avrei optato sicuramente per Berrino e sarei andato come semplice spettatore , anche per l’amicizia che ho con le figlie di Mario,  Luisella ed Angela.
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Sono stato  ieri sera casualmente in un albergo dove avevo incontrato  nel  maggio 1997 Mario Soldati,  festeggiato a San Salvatore Monferrato  in un convegno di tre giorni . Mario era molto stanco ed erano evidenti i segni della sua  malattia.Fu l’ultima sua comparsa pubblica. Andai a incontrarlo ad Alessandria, malgrado fosse morto da pochi giorni mio Padre, rompendo il raccoglimento interiore  di quei momenti luttuosi. Desiderava vedermi e io andai.  Per me Soldati era,  per altri versi, in qualche modo, un secondo padre. C’era con me una signora torinese  che voleva conoscere lo scrittore, ma,vista la situazione molto delicata in cui ci trovammo, usò con me in privato parole volgari ed irrispettose verso Soldati . Troncai ogni rapporto con quella signora così inumana,anzi cosi’ incivile .  Un vecchio malato, di oltre 90 anni, andava rispettato e non deriso. Un  segno di barbarie di quei  tempi di fine secolo che forse il 2000 ha ancora peggiorato.
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Penalizzare il contante?
La carta di credito o il bancomat  devono essere un’opportunità in più ,una comodità in più anche se la percentuale trattenuta dalle banche penalizza i commercianti. Ma l’idea balzana di Confindustria, poi della Gabanelli e adesso del Governo Pd -5 stelle di penalizzare il contante con una tassa del 2 per cento per il versamento e il prelievo di somme superiori ai 1500  euro, appare una vera e propria patrimoniale imposta con la scusa di combattere l’evasione. Gli evasori sono maestri del riciclaggio e non si lasceranno certo spaventare da questi mezzucci che colpiscono invece  il cittadino normale che ha il diritto sacrosanto di far uso dei suoi soldi liberamente ,innanzi tutto a tutela della sua privacy. Un Paese libero non penalizza il contante ,un Paese che vuole togliere la libertà incomincia da queste cose ,come si evince  dalle dichiarazioni battagliere di un oscuro sottosegretario pentastellato. Stupisce che l’idea bastarda sia venuta proprio dal centro studi di Confindustria. Bisogna suonare le campane a martello ,questo è un segno di asfissia e di stupidità perché un Paese in crisi come il nostro, ingessato nella crisi, dovrebbe favorire in tutti i modi la spesa e non penalizzarla con balzelli che sanno di Medio Evo ? Vogliono obbligarci ad usare il materasso come banca o a tornare al baratto ?
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Un francobollo per Nilla
Ho visto il francobollo di Nilla Pizzi e mi ha fatto piacere ,anche se la cantante non è stata così importante; cosa ne pensa ?   Umberto Casalegno
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L’ho visto anch’io  ed e ‘ un bel francobollo per il centenario della sua nascita .Nilla ha rappresentato una stagione della canzone italiana   con il maestro con il maestro Cinico Angelini ,senza mai diventare una diva perche ‘era rimasta una donna semplice di origini povere e contadine. Cantò una canzone coraggiosa “Vola colomba “ che  rivendicava  nei primi anni Cinquanta il ritorno  di Trieste  all’ Italia .La sentii ragazzino esibirsi a Bordighera  e nei primi anni del nuovo secolo in piazza Madama Cristina a Torino. A me piaceva.
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Marchesi e il fascismo
Ho letto un articolo di Paolo Mieli che distrugge totalmente la figura del grande latinista Concetto Marchesi, accusandolo, lui comunista , di cedimenti al fascismo. Qual è la sua opinione ? Lei ha scritto su Marchesi e il suo giudizio mi interessa molto.     Odette Servello
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Mieli si limita a recensire sul Corriere  un libro di Luciano Canfora davvero molto  distruttivo dell’immagine privata e pubblica   di Marchesi,ma  ci mette un po’ di veleno in più in modo  abbastanza maramaldesco , come spesso e’ bello stile di Mieli .Marchesi  fu un grande latinista, va giudicato in base alla sua opera .Piccoli errori nella sua vita sono errori umani,  in ogni caso tutti veniali.Canfora, che scrive di tutto ,non sarà mai uno studioso come Marchesi . Gli sciacalli non mi piacciono .Io ho studiato e ho scritto su Marchesi e mi riciodo anche  di altri fatti che fanno onore al grande studioso siciliano dell’ Universita’ di Padova  di cui a volte mi parlava Bobbio che era stato suo collega al Bo.
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La scomunica di Petrini
Ho letto che Lurisia è stata comprata da Coca Cola ,suscitando una scomunica di Carlin Petrini che si distacca dal suo fratello siamese Oscar Farinetti, comproprietario di Lurisia. Cosa ne dice?         Angiolina Peretti
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Le dico solo che Lurisia, senza il guru Petrini, io la berrò molto più volentieri . Che titolo ha Petrini per lanciare scomuniche ? Adesso ha superato il limite della presunzione e dell’arroganza. L’acqua di Lurisia sarà sempre la stessa perché nessuno potrà delocalizzarla.