“Ho disegnato un amore che sembra vero”

in CULTURA E SPETTACOLI

Music Tales, la rubrica musicale

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Ho disegnato un amore che sembra vero

Una pozzanghera illusa d’essere cielo

Ed una lacrima fine che non si può vedere

Una collana di spine la strada fatta insieme

E la mia schiena bruciare la casa azzurra

La carne, il sangue, le vene della mia guerra

E disertare il cammino chiuso nella mia mano

Tentare un altro destino che vada più lontano ”

La storia di Frida Kahlo, il suo percorso di sofferenza al centro di un brano che la prende come simbolo. Come per Buona Vita, il clima festoso dalle radici sudamericane, accompagna un testo intenso e profondo. La casa Azul, dove Frida morì vittima di una vita esasperatamente complicata.

Un altro omaggio, questa volta alla pittrice di cui Picasso scriveva in una lettera al marito di lei Diego Rivera “Né tu, né Derain né io sappiamo dipingere i volti come quelli di Frida Kahlo”.

La sua storia travagliata ha fortificato la sua immagine e l’ha resa l’artista immensa che è e un simbolo di femminismo ante litteram e di libertà. “La casa azul” vuole accostarsi all’ombra fuggevole di questa donna meravigliosa, alla sua arte, allo squarcio che i suoi pennelli sono stati in grado di aprire sulla condizione umana. E vuole essere un invito per tutti noi a saper trasformare la sofferenza in forza.

Per rendere il brano ancora più prezioso, la voce sicura e carica di storia di Adriano Celentano , è la pennellata finale, il graffio definitivo di una canzone perfetta.

Una donna dei primi del novecento, Frida, affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall’adolescenza manifestò una personalità molto forte, unita a un singolare talento artistico e aveva uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.

Un evento terribile, il 17 settembre 1925, all’età di 18 anni, cambiò drasticamente la sua vita e la rinchiuse in una profonda solitudine che ebbe solo l’arte come unica finestra sul mondo. Frida all’uscita di scuola salì su un autobus con Alejandro per tornare a casa e pochi minuti dopo rimase vittima di un incidente causato dal veicolo su cui viaggiava e un tram. L’autobus finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell’incidente furono gravissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo del femore e le costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture; il piede destro rimase slogato e schiacciato; la spalla sinistra restò lussata e l’osso pelvico spezzato in tre punti. Subì 32 operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad anni di riposo nel letto di casa, col busto ingessato.

Dalla costrizione al “fermo” scaturisce la sua “nascita” artistica.

Ho scelto questo brano e questa storia per dire a tutti noi:

Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni, e meno sono le chance più dolce è la vittoria.”

CHARLES BUKOWSKI

Buon ascolto

Chiara De Carlo