La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città

La crisi vista da Capri – Le ambiguità dell’8 settembre  – Colombino: tradizione e rinnovamento – Lettere

La crisi vista da Capri

Ho seguito con un certo distacco l’evolversi della crisi politica  perché a Capri dove mi trovo e’ quasi impossibile star dietro ai nostri politicanti di fronte alla magia dei Faraglioni e al ricordo dei grandi che sono stati ospiti dell’isola azzurra nei corso dei secoli. Vista da Capri, senza seguire i vari Mentana in Tv,la crisi di governo si è chiusa essenzialmente perché la paura dei pentastellati  di nuove elezioni ha prevalso su tutto e il desiderio del Pd di tornare al governo si è rivelato spasmodico. Con un posto di ministro a Leu il Conte bis e’ il governo più a sinistra della storia,anche se i gruppi parlamentari democratici, formati in larga misura da renziani ,possono riequilibrare certe situazioni e possono rappresentare la mina vagante del governo.
Il  Conte bis  nasce in salita e i sondaggi lo dimostrano: alla maggioranza degli Italiani questo governo non piace. La colpa di Salvini, un vero colpo di sole in spiaggia, e’ evidente : aprire la crisi al buio senza valutarne le conseguenze e senza piani B e’ stato un gesto che rivela l’incapacità politica del leader leghista,forse abilissimo nell’indossare le felpe più fantasiose,ma del tutto incapace a prevedere una strategia.Bossi era sicuramente più abile e lungimirante di lui. E’ riuscito a perdere il governo ed a far arretrare di molti punti il centro-destra dato per vincente. Gli estremismi di Meloni che scenderà in piazza non sono la reazione giusta ad un governo legittimo che otterrà il voto in Parlamento. Si tratta di atti di infantilismo politico. Forza Italia sta rivelando la sua inconsistenza e la sua afasia politica,dimenticando che la sua dichiarata  anima liberale avrebbe oggi più che mai significato. Alla ripresa dalle vacanze gli italiani hanno un nuovo governo,ma non possono stare tranquilli .Il Conte bis forse rasserena i vertici europei di Bruxelles ,ma non può tranquillizzare i cittadini italiani. Se il governo giallo- verde e’ stato pessimo,forse quello rosso- giallo riuscirà a superare quello precedente. L’incontro tra le anime di sinistra del M5 e la sinistra del Pd può determinare un rigurgito demagogico di vaste proporzioni .Appare significativo che la prefetta nuova ministra dell’interno abbia cominciato già a parlare dei migranti come risorsa e come ricchezza. Se sbagliava – e gravemente – Salvini a considerarli dei nemici,sbaglia anche l’attuale ministra  a non considerare i migranti un grave problema, in primis per l’Italia. Nel curriculum della ministra c’è un dato inquietante: e’ stata capo gabinetto al Viminale di Alfano negli anni degli sbarchi senza controllo che non possono essere un modello per il futuro. Io non dò giudizi apriostici di natura ideologica, ma certo molti motivi di preoccupazione appaiono giustificati.

Le ambiguità dell’8 settembre 

Oggi e’l’8 settembre, anniversario dell’Armistizio del 1943 ,una delle pagine più ambigue e discusse della storia italiana caratterizzata dal disfacimento dell’ Esercito ,salvo alcune eroiche eccezioni,come la Divisione Acqui a Cefalonia. C’è chi parlò di morte della Patria  non senza ragione; solo in modo molto parziale si può considerare l’inizio della resistenza al tedesco diventato  in poche ore da alleato invasore. Emblematico di quella data, non certo esaltante, fu il maresciallo Badoglio, uno dei personaggi più ambigui e screditati della vicenda italiana dalla Grande alla seconda guerra mondiale. Il re Vittorio Emanuele III decise di trasferirsi al Sud per conservare la continuità dello Stato e porre le premesse del riscatto, ma le modalità in cui tale trasferimento si attuo’  ha fatto pensare ad una fuga da Roma. Un tipico caso di atto politico indispensabile per salvare l’Italia messa in ginocchio  dalla guerra, le cui modalità ,forse imposte da una situazione drammatica , costarono alla Monarchia un prezzo altissimo. Dopo l’8 settembre nacque la repubblica sociale, fantoccio nelle mani tedesche,
e l’Italia fu divisa in due. Insieme alla Resistenza ci fu un’atroce  guerra civile che insanguinò il Nord Italia. E’  il caso di ricordare quella data con una cerimonia  ad hoc ? Direi di no. Invece ci sono amministrazioni comunali – tra cui Torino- che promuovono cerimonie  in modo del tutto ingiustificato.
.
Colombino: tradizione e rinnovamento
Michele Colombino, già collaboratore del presidente della Regione Edoardo Calleri di Sala, ha creato una grande e benemerita  associazione che raccoglie i piemontesi nel mondo. Detta associazione riannoda i fili con i figli,i nipoti,i pronipoti di quei piemontesi che sono emigrati in cerca di fortuna e di lavoro nei paesi più lontani. In Argentina, ad esempio, c’è una grande comunità piemontese di cui il Papa Francesco fu un esponente. Nino Costa ha cantato la gente piemontese laboriosa e pronta al sacrificio.Il Papa in visita a Torino ha citato non casualmente il poeta,sia pure italianizzandolo. Colombino ha anche realizzato un monumento dedicato ai piemontesi nel mondo e un museo a Frossasco. La sua associazione non ha il riconoscimento che meriterebbe, ma forse il benemerito Colombino, giunto all’invidiabile età di 93 anni, dovrebbe pensare di  circondarsi di nuove energie più giovani. Guai se l’Associazione Piemontesi nel Mondo, non avesse donne e uomini capaci di proseguire l’azione diuturna di Colombino nel corso dei decenni che ha dimostrato di che tempra coriacea siano i piemontesi.
Lettere      scrivere a quaglieni@gmail.com
.
La ministra Pisano
Cosa pensa della nuova ministra grillina all’Innovazione Pisano, attuale assessore comunale di Torino? Io sono esterrefatta.                  Luisa Giuliani
.
Paola Pisano non ha lavorato bene come assessore, l’esempio dell’Anagrafe a Torino lo sta a dimostrare perché le disfunzioni e i ritardi sono sono sotto  gli occhi di tutti. I grillini hanno però saputo esprimere due ministri piemontesi,mentre il Pd ha negato rappresentanza ministeriale al Piemonte,commettendo un grave errore. I grillini inoltre hanno il merito di non aver promosso Laura Castelli ad un posto di ministro: una presuntuosa abbastanza impreparata ( diploma da ragioniere ) che si sarebbe rivelata forse la più inadeguata del Conte bis.
La Pisano vedremo cosa farà da ministro. Non diamo giudizi preventivi. Il PD scelse un ministro dell’istruzione come  l’ex rettore del Politecnico Francesco Profumo che si rivelò molto deludente e commise molti errori.Avrebbe avuto tutti i titoli per far bene,ma il suo periodo al ministero è da dimenticare.
.
Giallorossi a Torino
L’alleanza giallo-rossa ricadrà anche sul Comune di Torino ? Sarebbe un disastro e un tradimento da parte del Pd.             Antonino Casula
.
Oggi non si può prevedere nulla,ma sicuramente ci sono nel Pd dirigenti che vorrebbero estendere la nuova alleanza a regioni ed enti locali per battere la Lega.
Bisognerà vedere se il Governo terra ‘ perché in politica,malgrado le apparenze , valgono anche  i fatti .Certo se il Pd che con Fassino si oppose ad Appendino ammorbidisse le posizioni,apparirebbe vergognosamente inspiegabile nel suo trasformismo . Ma la politica e’ anche vergogna,cambiamento di posizioni, trasformismo, appunto. Lo stesso Fassino oggi ha benedetto con una dichiarazione la nuova maggioranza rosso-gialla,considerandola una scelta politica di lungo respiro. Lo sconfitto al ballottaggio con Appendino avrebbe fatto meglio a tacere anche perché in alcune occasioni si è rivelato profeta di sventura per il suo partito. E Fassino, sia chiaro,era ed e ‘ mille volte meglio di Appendino e di grillino non ha proprio nulla.