Salvini spesso non condivisibile, ma evocare piazzale Loreto è barbarie

in POLITICA
Di Pier Franco Quaglieni
La vignetta che circola in internet e che  rievoca piazzale Loreto con un Salvini a testa in giù , appeso ad un lampione ,come avvenne per Mussolini nel 1945 evoca un clima da guerra civile da cui bisogna subito prendere le distanze.
Salvini è difficilmente condivisibile in molte delle sue affermazioni , sempre così esagerate, trancianti, provocatorie, faziose. Quando brandisce un rosario che ciondola da un pugno chiuso e’ patetico ed irritante allo  stesso tempo. Ma la polemica politica ha e deve avere un limite  invalicabile nel rispetto di ogni idea . La tolleranza ha un valore se esercitata verso le idee intollerabili,non verso quelle semplicemente  non condivise .Ritorna il discorso del Salone del libro che vieta ad un editore fascista uno stand regolarmente comprato. La libertà di pensiero va esercitata a 360 gradi,come garantisce l’articolo 21 della Costituzione . La folla furente che si agita in piazza fa sempre inorridire:  dalle triquetteuses  della Rivoluzione Francese che sferruzzavano davanti alla ghigliottina  a chi si mise ad urinare sui cadaveri di Mussolini e della Petacci. Ferruccio Parri, il resistente per eccellenza, definì bassa ma elleria sudamericana quelli che accadde a piazzale Loreto.Andremo,se andremo,ad elezioni . Questo è lo sbocco giusto di ogni crisi politica .
Votare e’ segno di civiltà, demonizzare l’avversario è barbarie . E giungere a certi livelli può persino avvantaggiare SAlvini che diventa vittima e non carnefice,come spesso viene dipinto. I democratici sinceri devono prendere subito  le distanze e  contribuire a riportare il confronto nei termini che la democrazia stabilisce come regole irrinunciabili. Altrimenti si da’ spazio alla piazza come cinquant’anni fa con l’autunno caldo  che degenerò  nella violenza e poi nel terrorismo. I veri antifascisti sono contrari ad atteggiamenti intolleranti che in effetti sono più fascisti che antifascisti. Finché siamo in tempo ,rendiamoci conto di cosa può generare l’odio e il fanatismo, comunque etichettato.A partire da Salvini per giungere ai suoi avversari .