La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città
La richiesta dei “pieni poteri” – Antonio Vigna medico ed umanista- Lettere
La richiesta dei “pieni poteri”
La richiesta dei pieni poteri da parte di Salvini non inquieta tanto perché evoca un’analoga richiesta da parte di Mussolini alla Camera dei Deputati nel 1922.
 I tempi e i modi sono totalmente diversi e forse Salvini non è neppure consapevole di aver richiamato  in termini storici il futuro Duce: la sua ignoranza e’ proverbiale .
Rivolgersi agli elettori per aver i pieni poteri potrebbe anche essere legittimo,se per pieni poteri si intendesse  una maggioranza schiacciante di consensi elettorali. Anche De Gasperi, di fronte al pericolo comunista, ottenne la maggioranza assoluta che ,una volta conquistata nel 1948, egli seppe amministrare con equilibrio e saggezza, facendo un Governo di coalizione con i partiti laici.
Salvini non appare De Gasperi e quell’espressione “pieni poteri” evidenzia ancora una volta il suo profondo illiberalismo, plebiscitario e populista, che fa pensare inevitabilmente a Peron e a certe scelte sud-americane del secolo scorso.
Alexis de Tocqueville che aveva analizzato gli antichi regimi precedenti la Rivoluzione francese e l’oppressione giacobina degli anni del Terrore, parlando della moderna democrazia aveva visto con lungimiranza il pericolo della dittatura della maggioranza che mina alla radice quel  delicato sistema di pesi e contrappesi garante della  democrazia liberale.  E’ il sistema che Tocqueville vedeva realizzato nel nuovo mondo americano ,un sistema che ha impedito finora  anche a Trump di debordare. Quell’espressione “pieni poteri” evoca Putin, Orban ed anche Erdogan che non sono dei veri e propri dittatori ,ma ad essi si avvicinano molto. Sono per la democrazia illiberale, un eufemismo per non dire anti democrazia perché la democrazia illiberale e‘ una dittatura  mitigata da un velo di ipocrisia verbale.
La separazione tra i poteri di cui parlava Montesquieu e l’equilibrio tra i poteri sono l’essenza della democrazia. E su questi temi Salvini appare totalmente digiuno, se non  apertamente ostile ad essi. Li definisce orpelli, invece sono le garanzie della libertà ,come le definiva Vittorio de Caprariis.  Noi non ci nascondiamo le lentezze del parlamentarismo che a volte stroncano ogni volontà di cambiamento e non riteniamo di dover difendere certi rituali a cui Renzi, sia pure in modo maldestro,       voleva porre rimedio con una riforma costituzionale pensata e scritta in modo giuridicamente poco illuminato, ma nella sostanza condivisibile. Ma non possiamo neppure accettare che venga stravolto il senso della Repubblica parlamentare, così come delineata dalla Costituzione.
Non c’ è da scandalizzarsi neppure all’idea di una Repubblica presidenziale alla De Gaulle che ha garantito e garantisce piena democrazia ed efficienza istituzionale in Francia. Ma l’idea dei pieni poteri da parte di un populista è tutt’altra cosa e non può non inquietare. Forse Salvini si è un po’ montato la testa e la calura estiva ha avuto il sopravvento. Ben difficilmente gli italiani che sono sostanzialmente saggi perché sono un popolo che ha sofferto, si lasceranno incantare dalle seduzioni salviniane sia in versione  estiva da spiaggia, sia in quella autunnale da campagna elettorale. L’aver aperto una crisi di governo difficilmente porterà a Salvini i consensi che vorrebbe. Ha commesso un passo falso di cui potrebbe pentirsi amaramente.
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Antonio Vigna medico ed umanista
Ad oltre 90 anni se ne è andato in silenzio il noto medico Antonio Vigna, grande esperto della medicina psicosomatica.Fino a tarda età ha esercitato la professione medica con vasta competenza, come possono testimoniare i tanti pazienti che lo scelsero come medico di fiducia .Era di quei medici che non si sottraevano mai ai propri doveri sia di notte che nei giorni festivi, pronto ad intervenire sempre con tempestività . Con i pazienti riusciva a creare un rapporto di fiducia destinato a rafforzarsi nel tempo . Era stato compagno di Università del prof. Plinio Pinna Pintor di cui era rimasto amico. Come Pinna Pintor era stato attivo nella Resistenza, senza mai aver voluto ricoprire incarichi pubblici  nel dopoguerra, come capitò a tanti resistenti. Rimase appartato e si dedicò esclusivamente alla professione e a qualche attività culturale .Amava leggere molto ed i classici erano la sua passione, ma anche altre letture di carattere scientifico occupavano le sue ore libere.Era un medico che continuava a tenersi sempre aggiornato in tutti i campi,non solo quello della medicina. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a cui parlai di Vigna , lo nominò “motu proprio”  nel giro di una settimana Commendatore al merito della Repubblica ,una distinzione che gli fece piacere, ma non ostentò mai.Era un uomo semplice e colto che non ebbe una vita privata come avrebbe meritato, ma Vigna non era uomo da far intravvedere qualcosa della sua personale  sofferenza. Come diceva lui, bisogna affrontare la vita con umorismo. Ed almeno in parte ci è riuscito.
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Lettere
Il centenario Ana
Quest’anno è il centenario della fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini, ma salvo l’adunata nazionale di Milano, non vedo iniziative volte a ricordare questo anniversario.
Cap. Gino de Pretis

 Poco si parla dell’ANA nel centenario della sua fondazione. Gli Alpini sono una parte gloriosa della nostra storia, ma l’eliminazione della leva obbligatoria sta dando i suoi effetti anche sull’ ANA che non ha più gli iscritti di un tempo. Partecipai qualche anno fa all’adunata nazionale di Asti e colsi che lo spirito non era più lo stesso anche solo di qualche anno prima. Mi piace partecipare idealmente ai festeggiamenti per il centenario dell’Associazione Nazionale Alpini, ci fondata e rifondata nel 1943 da Marcello Soleri ministro della Guerra , citando questo passo dello scrittore inglese Kipling: <<Alpini,forse la più fiera,la più tenace tra le specialità impegnate in guerra. Combattono con pena e con fatica sulle Dolomiti tra boschi e rocce di giorno e la notte sotto un gelo di stelle.Grandi bevitori, svelti di lingua e di mano,orgogliosi di sé e del loro Corpo, vivono rozzamente e muoiono eroicamente>>. Forse le celebrazioni non sono adatte agli Alpini che rifuggono da ogni retorica. Il fatto di non aver ricordato Soleri, alpino, deputato, combattente decorato nella Grande Guerra e più volte ministro,mi è sembrato un errore,ma oggi la storia è  una conoscenza che appartiene davvero  a pochi.