La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città
“Paolo Thaon di Revel il Grande Ammiraglio” – Gribaudo e Agnelli – La tratta degli immigrati – Grazie, Parigi – Lettere
“Paolo Thaon di Revel il Grande Ammiraglio”
Venerdì scorso sono stato a Savona nella storica Associazione “A Campanassa”, cuore pulsante e colto della tradizione ligure del Ponente, a presentare il libro del giornalista e storico Pierpaolo Cervone “Paolo Thaon di Revel il Grande Ammiraglio” edito da Mursia . Si tratta di un libro molto documentato ,scritto da uno dei maggiori storici della Grande Guerra sul comandante della nostra Marina durante il primo conflitto mondiale . Le azioni sul mare Adriatico pensate e realizzate da Thaon di Revel sono state decisive per la vittoria come lo fu sul fronte di terra  Armando Diaz che ,non casualmente ,è sepolto a Roma in Santa Maria degli Angeli insieme al Grande Ammiraglio, devotissimo servitore di  Casa Savoia fino a giungere,lui già senatore del Regno ed ex ministro della Marina,a candidarsi ,ormai in tarda età, nelle elezioni per la Costituente  il 2 giugno 1946, capeggiando lo schieramento apertamente monarchico del Blocco della Libertà in Piemonte .

Non a caso era Collare dell’Annunziata e fu coerente con sé stesso, al contrario del Conte Carlo Sforza che tornò in Italia con pugnaci idee repubblicane,malgrado fosse stato insignito della massima onorificenza sabauda che  lo rendeva cugino del Re. Ho avuto modo in questa occasione di rinfrescarmi la memoria sulle maggiori figure di una delle  famiglie più importanti della storia piemontese dove spiccano ,tra gli altri ,Giuseppe Alessandro fondatore dell’Arma dei Carabinieri Reali ; Ottavio ministro di Carlo Alberto, il grande Ammiraglio  Paolo e il sindaco di Torino e ministro Paolo Ignazio ingiustamente dimenticato .E ‘ stata ed è una famiglia italiana  di patrioti al servizio di nobili ideali che attende ancora lo storico capace di renderle adeguata giustizia .

Gribaudo e Agnelli

Per i suoi 90 anni, Ezio Gribaudo festeggia alla grande con una seconda mostra e un’intervista su “ Torino Sette” dalla quale ho appreso l’amicizia fraterna con Gianni Agnelli di cui non sapevo e i rapporti con il civettuolo intellettuale liberal – comunista Franco Antonicelli che Gribaudo esalta,ignorando invece Vittorio Sgarbi che, forse , a suo parere, non lo ha mai considerato abbastanza . Dall’intervista  Gribaudo appare come  uno dei più grandi artisti contemporanei a livello internazionale, peccato che ad accorgersi del compleanno non siano stati in molti fuori dalla cinta daziaria di Torino. Diceva di lui Adalberto Chiesa, il geniale inventore di Torino Enclicopedia, che Gribaudo  <<sa molto bene a montare la panna >> ,intendendo che è il miglior promotore di sé stesso con un’  abilità davvero eccezionale . Ho appreso delle cose che neppure la sua brillante biografa Marina Rota ,nel suo divertente e fortunato “Sillabario”, aveva scritto.
La tratta degli immigrati

Leggo sui giornali del capo di gabinetto del Prefetto di Torino inquisito per una vicenda legata all’immigrazione . Ma la notizia vera non è questa, ma quella che si legge nel corso dell’articolo e che nel titolo non compare  affatto : un traffico di immigrati in Liguria che rivela come si possano trattare per fini di basso ed illecito guadagno  degli esseri umani sfruttando il business dell’immigrazione . Non casualmente il Vescovo di Ventimiglia mons. Suetta qualche  tempo fa aveva  coraggiosamente lanciato l’allarme sui trafficanti di uomini che possono usare la solidarietà per altri scopi . Lo scandalo non è costituito dalla dirigente della prefettura di Torino, allora in servizio ad Imperia, ma dal contorno che emerge:per usare una parola proibita e che io stesso giudico volgare,ma in questo caso purtroppo veritiera, la “pacchia” dell’immigrazione incontrollata che genera profitti e ingiustizie aberranti.
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Grazie, Parigi
L’ex assessore al turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi deve andare ben fiera dei risultati raggiunti. Se si guardano i dati forniti da Unioncamere e visit Piemonte ,emerge che all’estero il Piemonte e’ sconosciuto ed e ‘quasi  assente sui social. Per il turismo piemontese  vale il vecchio passa-parola . Lo scrive “La Stampa “che aggiunge che chi  decide di passare qualche giorno in Piemonte spende poco rispetto alla media nazionale e non ritorna una seconda volta. Un altro dato importante che smentisce una vulgata che continua a circolare , e ‘ la vocazione turistica del Piemonte e’ del tutto marginale : il turismo vale solo il 3 per cento del Pil, evidenzia il “Corriere della Sera “ Torino. Non occorrono particolari commenti . Bastano i dati a dimostrare dove siamo finiti . E ,in primis , la colpa è della Regione e anche del Comune di Torino .

Lettere                    scrivere a quaglieni@gmail.com 

Camilleri tra cinquant’anni
Sono rimasto colpito dalle infinite paginate su Andrea Camilleri. Neppure Pirandello ebbe tanto e morì fascista durante il regime mussoliniano.  Tristano Cotroneo 
Camilleri e’ stato uno scrittore molto prolifico e di grande successo.Il contrario esatto di Giovanni Verga che ebbe pochi lettori e pochissimo seguito. Il contrario anche di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che vide il suo libro stroncato da Vittorini e pubblicato postumo da Feltrinelli.Camilleri è stato anche molto lontano da Sciascia che ebbe il coraggio di denunciare i “ professionisti dell’antifamia “ attirandosi le scomuniche anche di Camilleri coerentemente comunista dall’inizio alla fine ,direi quasi faziosamente comunista ,se non si trattasse di scrivere di un morto recente.  Non credo che il suo impasto linguistico abbia un valore universale, come ha scritto Scurati . Conosco tante persone che hanno trovato difficoltà nel leggerlo.  C’è chi lo ha paragonato a Gadda, ma il gran Lombardo appartiene ad un’altra classe di scrittura. Anch’io trovo esagerata l’enfasi di quasi tutti i giornali,l’editoriale di Cazzullo mi è sembrato del tutto fuori posto e grondante retorica .Forse non sarebbe piaciuto neppure a Camilleri.  A dare successo allo scrittore siciliano sono stati la televisione e l’attore Zingaretti. Prima di Montalbano Camilleri fece molta fatica ad affermarsi.  Il fatto poi di sostenere che il giallo sia diventato con lui un genere letterario appare un’affermazione un po’ azzardata.  Nello squallore della letteratura d’oggi Camilleri appare giganteggiare ,ma bisognerà attendere il giudizio del tempo,l’unico vero arbitro imparziale . Oggi non si parla neppure più di Moravia e di tanti altri.  Cosa sarà di Camilleri tra cinquant’anni ? Questo è il vero problema .
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Ingegnere con l’anima
E’ mancato un personaggio minore , Luciano De Crescenzo , che a me piaceva moltissimo, un uomo di cultura e di spettacolo,lieve eppure profondo . Mi da’ un suo giudizio?  Girolamo Verri
Innanzi tutto de Crescenzo, ingegnere all’ IBM , ha dimostrato che Musil sbagliava quando considerava gli ingegneri sen’anima . Di anima De  Crescenzo ne aveva molta ed era un’anima napoletana verace,colta,ironica,misurata . Ha rappresentato una Napoli che non c’è più e che ebbe in Benedetto Croce il suo punto più alto.Non voglio ovviamente paragonare De Crescenzio a Croce,ma la civiltà a cui egli guardava era la stessa di Croce ,di  Francesco Compagna, di Giuseppe Galasso: una Napoli nobilissima .Pur nel suo  apparente disincanto tutto partenopeo , De Crescenzio fu vicino a Marco Pannella nel suo impegno civile,come ha testimoniato  Valter Vecellio ,l’ultimo,autentico  custode della memoria pannelliana .Non so cosa resterà di lui,forse nulla ,ma dobbiamo essergli grati per il suo modo d’essere intellettuale ,tanto diverso da quelli che,ad esempio, firmarono l’infame manifesto contro il commissario Calabresi che armo’ la mano ai suoi assassini .Fu un uomo libero e i suoi libri filosofici trasudano il buon senso che molto spesso e’ assente negli intellettuali organici storditi dall’oppio delle ideologie .
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Ristoranti e affari
Ho letto dei noti ristoranti torinesi alla moda che invece che profitti fanno perdite milionarie . Cosa ne pensa ?       Gabriella Lorenzi
Rivelano come certe mode sismo effimere e superficiali. Questi locali alla moda hanno dei costi insostenibili e dei prezzi esorbitanti,ma non riescono a chiudere i bilanci in attivo o almeno in pareggio. Dietro di loro ci sono grandi nomi della finanza .Io da sempre sono contro i cuochi stellati,io sono fermo a Sandro Doglio ,il grande gastronomo ,che non dava stelle o cappelli,ma descriveva con sincerità i locali senza farsi foraggiare per scrivere. Io preferisco le buone trattorie toscane, sono contrario alle ricette alambiccate che non rivelano genio,ma stranezza e forzature . Una milanese, un piatto di spaghetti ,una fonduta con tartufi, una costata alla Fiorentina ,un buon risotto ed io sono contento. Quando sono invitato in certi locali mi trovo spesso a disagio. Di mia iniziativa non ci vado .Li ho provati,ma non mi fregano più . Credo di non essere il solo.