La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città
Gustaw Herling 1919- 2019  – L’addio a Gregoretti – Montanari stupisce – Lettere
Gustaw Herling 1919- 2019  
La Polonia ricorda lo scrittore Gustaw Herling nel centenario della nascita .E ‘ una Polonia che non sarebbe piaciuta ad Herling ,come non gli piacque la Polonia sotto il giogo comunista e, prima ancora, sotto il giogo nazista. Herling, che aveva combattuto a Montecassino nella guerra di Liberazione italiana ,visse tanti anni e morì a Napoli dove aveva sposato Lidia ,la figlia  terzogenita di Benedetto Croce . Era stato imprigionato nel gulag  dai comunisti sovietici e nel libro “Un mondo a parte “ ha reso testimonianza di quella tragedia quando nessuno parlava di gulag. Oggi quel libro è stato pubblicato negli Oscar Mondadori ,ma quando uscì da Laterza ( solo perché egli era il genero di Croce ), venne stampato in un numero limitatissimo di copie e non venne  di fatto diffuso in libreria . L’egemonia soffocante del PCI impediva alla libera cultura di esprimersi  e diffondersi .
Non a caso Herling fu amico di Ignazio Silone ,ex comunista perseguitato dai comunisti italiani per aver affermato nella sua opera il valore della libertà e di un socialismo dal volto umano ante litteram .  L’editore Einaudi chiese ad Herling una prefazione ai” Racconti della Kolyima” di Salamov, che però  non venne pubblicata perché la tesi dell’ equivalenza tra i lager nazisti ed i gulag sovietici non fu gradita dalla casa editrice: una vera censura .  Anche Primo Levi la pensava  più o meno come la casa editrice di via Biancamano. In Italia il nome di Herling rimase sconosciuto ai più . Chi scrive lo conobbe e lo frequentò a Napoli insieme alle sorelle Croce . Era un uomo animato da un alto senso morale ,da quella che Croce definiva la “ religione della libertà “. In tempo di sovranismi devastanti e di  rozze semplificazioni manichee , in un’epoca in cui prevalgono le idee illiberali di Orban,di Putin e di Trump, riandare a Hetling significa riscoprire il valore inestimabile della libertà come condizione irrinunciabile di vita dell’uomo.
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L’addio a Gregoretti
E’ morto Ugo Gregoretti , autore e regista di rango,legato alla televisione degli esordi insieme al più famoso Mario Soldati .Fu anche regista cinematografico di pochi film di qualità . Dal 1980 si occupò di teatro ,dirigendo dal 1985 al 1989 il Teatro Stabile di Torino che con lui conobbe una nuova vita dopo il decennio rosso di Novelli sindaco. Fu comunista anche lui, ma il gusto dell’ironia di Gregoretti mitigò quella scelta . Molti comunisti, come li rappresentava Guareschi, erano sempre ingrugniti .Ugo era un uomo pieno di estro geniale  che si manifestava con  una  costante ed effervescente creatività. Ci incontrammo a Roma  l’ultima volta qualche anno fa e mi chiese di Torino sotto  l’ Appendino .Mi disse della Raggi e io gli dissi che non c’erano sostanziali differenze tra le due sindache grilline . Era molto deluso dal Pd renziano,ma non era disposto ad accordare fiducia ai pentastellati.La sua esperienza allo Stabile torinese è tra quelle che meritano di essere ricordate. Gregoretti fu un uomo libero privo di pregiudizi, come, in teoria dovrebbe essere, ma spesso non è, un uomo di sinistra.
Montanari stupisce
Il vice sindaco grillino di Torino Montanari, noto esponente della “ decrescita felice “ ed esempio dell’uso improprio della fascia tricolore alle manifestazioni No Tav ,non smette di stupirci per le sue affermazioni eclatanti. L’ ultima è quella relativa al fatto che se dipendesse da lui e i costi lo consentissero,vorrebbe tutta Torino pedonalizzata, cioè senza macchine.  Ai tempi in cui a Torino esisteva la Fiat,nessun amministratore avrebbe mai osato fare un’affermazione simile.Gli amministratori torinesi,anche quelli comunisti, erano tutti, sotto sotto, succubi della Fiat. Oggi è possibile dirlo, ma l’affermazione appare una vera e propria sciocchezza ,tanto utopistica ,quanto velleitaria . Non viviamo nell’ Atene di Pericle o nella Roma di Cesare in cui il cavallo era, oltre ai piedi, il mezzo per muoversi. Viviamo in una società comunque industriale ,malgrado la crisi che ha messo in ginocchio  Torino. Al massimo, i torinesi potrebbero essere costretti ad andare a piedi perché privi di soldi. Al massimo, Montanari permettendo, potrebbero imitare Parigi e ricorrere al monopattino elettrico. Sarebbe un modo per tornare ad essere una piccola Parigi. Pensare ad una città appiedata è tanto assurdo quanto impraticabile . Andrebbe bene se fossimo una città di bambini e di pensionati,ma ,per fortuna, siamo una città che lavora e produce.La Ztl che hanno in mente Appendino e Montanari non risolverà il problema dello smog provocato soprattutto dagli impianti di riscaldamento ,ma ucciderà il commercio in centro. L’idea di Montanari la dice lunga su certi estremismi velleitari  che in particolare i grillini torinesi esprimono e che ci hanno fatto perdere le Olimpiadi invernali.Ci sono situazioni in cui l’automobile e’ indispensabile .Le fughe bucoliche di Montanari fanno davvero tenerezza . Sembrano quelle dell’assessore Hutter  di fine secolo scorso che almeno ha avuto il buonsenso di andare a vivere a Milano.
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Privilegi culturali
Ho letto la Sua intervista al” Corriere della Sera”sulla vita culturale torinese e condivido le sue perplessità. Ha avuto coraggio a denunciare i privilegi del Polo del 900 e del Circolo dei lettori.La sua è una voce libera fuori dal coro del conformismo. La cultura non torinocentrica è davvero sommersa .Chi  in questi anni non è stato allineato a sinistra , è stato discriminato dal duo Chiamparino-Parigi.    Prof.Gino D’Ettorre Asti
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E’ tanti anni che denuncio il monopolio creato da Regione Piemonte, Comune di Torino e Fondazione San Paolo che ha fatto saltare ogni regola di leale  e libera concorrenza . Esistono dei leviatani della cultura che egemonizzano tutto. Se ci fosse un’ antitrust della cultura , le cose sarebbero diverse . Io mi auguro che il nuovo Presidente della Regione  Alberto Cirio voglia cogliere l’opportunità di una  netta discontinuità con il recente passato. Il modello a cui richiamarsi è il decennio di Enzo Ghigo e di Giampiero Leo. Mi auguro che la nuova maggioranza in Regione faccia le scelte giuste. Da come il dibattito si sta svolgendo sulle pagine del “ Corriere” dopo la mia intervista, mi sorge francamente qualche dubbio.

La spiaggia di Alassio
La  seguo da Alassio da  due anni. La nostra spiaggia e’ stata erosa dalle mareggiate e molto tardivamente hanno pensato di porre rimedio alla mancanza di sabbia,sparando in pieno giorno , dalla passeggiata a mare , con dei cannoni-come fossimo a  Cortina d’inverno – della sabbia ,in piena stagione balneare. Una cosa incredibile ! Con il vento la sabbia e’ stata portata negli stabilimenti balneari vicini con gravo disagio per i bagnanti . Ma i giornali hanno minimizzato.       Lettera firmata 
Ho saputo anch’io del grave inconveniente . Se ci fosse stato il sindaco eletto Marco  Melgrati, sospeso recentemente  ai sensi della Legge Severino, queste cose non sarebbero capitate .Alassio non può  permettersi di improvvisare, deve restare sempre la perla della Riviera,la prima.Questa vicenda la umilia e la declassa .Immagino l’ira di Mario Berrino  artefice delle grandi estati alassine,se fosse ancora in vita .Ma Alassio ha mille risorse e si riprenderà sicuramente.
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Scurati e lo “Strega”
Cosa pensa dell’assegnazione del Premio Strega ad Antonio Scurati ? Io non condivido la scelta.            Carlo del Papa
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Premesso che  anche il Premio Strega e’ molto decaduto,ritengo l’assegnazione del Premio al libro “M.il figlio del secolo” di Scurati  un’assegnazione deliberatamente politica e non letteraria . Si tratta di un romanzo storico infarcito di grossolani errori ,come dimostro ‘ Ernesto Galli della Loggia ,un polpettone noioso e fortemente ideologizzato.Insistere sempre su Mussolini e’ anche un errore,almeno per chi è antifascista , perché pone in evidenza la sua rilevanza storica a cent’anni dalla fondazione dei fasci.Forse  Scurati non se n’è accorto,ma ha contribuito anche lui a rafforzare il mito di Mussolini come fanno coloro che considerano il passato remoto  come un passato prossimo,se non addirittura come un presente. Bobbio diceva venticinque anni
fa  che, davanti o dietro Berlusconi ,c’era il fascismo e sbagliava . Non così ritenevano gli storici Giovanni Spadolini e Aldo Garosci, sicuramente antiberlusconiani , ma in possesso di quel senso della storia che manca a Scurati,  scrittore che ha bisogno di Mussolini per vincere lo “ Strega”. Per due volte, in precedenza, si era piazzato secondo.