La rubrica della domenica

in Cosa succede in città
L’assalto delle cavalletteTorino Pride – Il Tricolore alternativa al Crocifisso?
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L’assalto delle cavallette
Il governo giallo-verde annuncia nuove immissioni in ruolo di docenti e corsi abilitanti facilitati. Invece di un minimo di rigore, torniamo alle solite operazioni demagogiche che rendono tutti “todos caballeros”,tutti in ruolo o, per dirla con Gaetano Salvemini, torniamo ad un nuovo assalto delle cavallette come venne intitolato sul “Mondo” di Pannunzio un suo veemente articolo. Per riqualificare la scuola occorrono docenti preparati e selezionati, non docenti inseriti nei ruoli  “ope legis”. Questo fu l’errore dei governi del primo centro-sinistra, sempre imitati da quelli successivi, forse ad esclusione delle detestata Gelmini che qualcosa ha fatto per cambiare la scuola in meglio. Così il Ministro dell’Istruzione -professore di educazione fisica –  dimostra tutta la sua limitatezza e la sua accondiscendenza al populismo anche nella scuola dalle conseguenze devastanti.
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Torino Pride
Si è svolto a Torino il solito, rumoroso corteo del Torino Pride. E’ una manifestazione a cui non parteciperei mai, specie oggi che il Torino Pride si è caricato anche di valenze politiche che per me non sono condivisibili, prima tra le quali proporre un codice etico al Salone del libro. C’è una fotografia del sindaco Piero Fassino che rivela il suo  evidente disagio di fronte a certe forte sguaiate del corteo di qualche anno fa. Anch’io mi sentirei a disagio. Fa male l’estrema destra ad attaccare in modo spietato e greve, che rivela un’evidente omofobia, questa manifestazione, ma i Rettori dell’Università e del Politecnico di Torino non hanno fatto bene a sfilare. I Rettori non sono dei politici e non debbono esserlo e l’Università e il Politecnico devono restare . C’è domandarsi poi che cosa ci faccia il Museo Egizio. C’entra davvero come i cavoli a merenda, ma la demagogia porta a forzare la mano perché -corrono voci- la signora Christillin ambirebbe ad essere il futuro sindaco di Torino. Università e Politecnico devono restare fuori dalla mischia.
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Il Tricolore alternativa al Crocifisso?
Elena Lowenthal che apprezzo e seguo da tanti anni e che mi spiace non abbia posto in Consiglio regionale per il repentino cambiamento dell’ex governatore Chiamparino- che sembra voler tenere il seggio per sé  dopo aver annunciato l’uscita di scena- in riferimento alla reintroduzione del Crocifisso nell’ospedale di Chivasso, ha proposto in alternativa al medesimo il Tricolore e la bandiera europea come segni indentitari. Mi spiace, ma non sono d’accordo. Le bandiere sono simboli importanti che vorrei venissero sventolate in tutte le occasioni possibili, ma non sono il sostituto di un simbolo di valore universale come il Crocifisso che non è solo la sintesi della religione cattolica o cristiana più in generale, ma va molto oltre, come colse Natalia Ginzburg in un famoso articolo. Pensare alla laicità come privazione di ogni segno religioso è il retaggio storico della III Repubblica francese che voleva cancellare il fatto religioso da ogni manifestazione pubblica. E’ laicismo e non laicità e il maestro di laicità Norberto Bobbio ci mise in guardia contro forme di intolleranza antireligiosa che finivano per essere l’equivalente laicista del fanatismo religioso. In ogni caso le radici giudaico- cristiane dell’Europa non possono essere cancellate, malgrado nel recente passato siano state estromesse con un atto discriminatorio antistorico dalla Costituzione europea. Basterebbe leggere o rileggere il “Perché non possiamo non dirci cristiani” di Benedetto Croce per capire il valore del Cristianesimo nella storia della civiltà umana. Ad un uomo che soffre in ospedale forse l’idea di vedere un altro uomo che soffre le atrocità del Calvario può essere di conforto, in ogni caso non di fastidio. Anche un uomo che muore, forse, può trovare un estremo conforto solidale, nel Cristo morto in croce. E noto con fastidio come in un seggio elettorale per il ballottaggio dei sindaci  ci sia stato chi voleva che venisse rimosso il Crocifisso. La laicità vera è rispetto di tutte le fedi e di tutte le idee ,non la rimozione di qualcosa che dà fastidio agli intolleranti di turno.
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Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com
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SE CHIAMPA NON SI DIMETTE
Ho letto che il presidente Chiamparino vorrebbe rimanere in Consiglio Regionale dopo aver proclamato ai quattro venti che lasciava il seggio. Cosa ne pensa? Ettore Chieli
                                                        
Ritengo che il potere abbia sempre una forte attrattiva e che l’idea di essere il leader dell’opposizione, magari vezzeggiato dai giornali, possa influire su certe scelte. Ritengo che Chiamparino abbia già dato abbondantemente come deputato, sindaco, governatore e persino presidente della Fondazione San Paolo. Oggi gli tocca di diritto il meritato riposo. E’ stato lui stesso a dichiarare di non aver più nulla da dire.
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PRO E CONTRO IL VATE
A Trieste il   sindaco vuole erigere un monumento a Gabriele D’Annunzio nel centenario dell’impresa di Fiume, ma c’è chi si oppone in nome dell’antifascismo. Chi ha ragione ?   Lorenzo Petrolati
                                                                                                                                                                      
Sto decisamente dalla parte del Sindaco perché D’Annunzio e’ stato un grande protagonista del Novecento ed e’ stato uno dei nostri maggiori poeti. Ebbe coraggio durante la Grande Guerra e dopo la “vittoria mutilata “fu tra i pochi a gridare l’italianità ‘ di Fiume. La sua impresa ebbe dei lati oscuri, ma dimostro ‘ anche la   lungimiranza del Comandante .La Carta del Carnaro ,la costituzione di Fiume, fu persino apprezzata da Lenin per la sua concezione sociale molto avanzata. A Fiume c’era il bilinguismo e il rispetto per gli Slavi e gli Ungheresi. Studino un po’ di storia gli antifascisti triestini e capiranno chi era   veramente D’Annunzio al di là delle stupide semplificazioni manichee delle vulgate. E se hanno un po’ di tempo libero, leggano la “Pioggia nel pineto” e capiranno cos’è la parola poetica che diventa   magicamente musica .Non un semplice gioco verbale ,ma arte vera che fa di D’Annunzio un uomo che merita un monumento proprio nella Trieste dove egli   preparo ‘ l’impresa .Circa il fascismo, non dimentichiamo che furono molto più fascisti di lui tanti scrittori e poeti italiani che divennero successivamente antifascisti, a cominciare dal celebratissimo Ungaretti.

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