La rubrica della domenica

in Cosa succede in città

La piattaforma Rousseau – 2 giugno e spirito nazionale – Firpo protoleghista?

 

.

La piattaforma Rousseau

Di Maio è uscito con le ossa fracassate dalle elezioni europee, perdendo circa 6 milioni di consensi ,ma il voto on line  di circa 40.000 iscritti alla piattaforma Rousseau l’ha rimesso in sella, senza nessun dibattito interno al movimento pentastellato . Questo è l’esempio che i grillini sono un partito non democratico governato da un vertice che non è mai stato eletto e che dirige dall’alto e senza controlli una base molto ridotta rispetto ai voti elettorali e poco limpida nei numeri reali, se non del tutto opaca .  Il voto senza dibattito e’ proprio dei regimi plebiscitari solo apparentemente democratici come lo fu il Peronismo argentino. Un movimento come i 5 Stelle  alla guida del Paese è una minaccia per la democrazia . Essa ha anche ben poco dell’utopistica democrazia diretta teorizzata da Rousseau che portò per altro alle nefandezze del giacobinismo rivoluzionario in Francia .Ha ben poco perché abusa della parola democrazia in modo truffaldino , in quanto il vero controllo del movimento appartiene a Casaleggio. La rete non è trasparente ,come dimostra tutta la carriera politica di Di Maio. Rousseau sarebbe il primo ad indignarsi per l’uso indebito del suo nome perché,in modo sia pure profondamente illiberale, il francese era democratico. Anzi, era così democratico da essere illiberale .Tocqueville riflettendo su questi temi parlava, non a caso, di democrazia totalitaria.

.

2 giugno e spirito nazionale  

C’è chi ha scritto che il 2 giugno unisce gli italiani ,mentre  il 25 aprile li divide per via della guerra civile di oltre settant’anni fa, mai  davvero superata in Italia. In un paese civile certe divisioni sanguinose  dovrebbero registrare un momento di pacificazione nazionale ,specie se  le guerre furono anche contro un’oppressore straniero ,ma in Italia l’uso politico della storia non ha mai smesso di essere adoperato, specie in vicinanza di campagne elettorali. C’e’,per altro, un residuato post – bellico  di neo -fascisti che è perfettamente compatibile e fisiologico ad un regime democratico in quanto percentuali elettorali dello 0, non posso certo preoccupare. Anche il 2 giugno ha diviso il Paese perché nel 1946 i monarchici e i repubblicani divisero l’Italia che finì sull’orlo di un’altra guerra civile, evitata dalla partenza del re Umberto II per l’esilio.L’unica data che potrebbe unire sarebbe il IV novembre, festa dell’unica vittoria della storia dell’I talia unita, ma anche qui gli antimilitaristi hanno qualcosa  da eccepire, vedendo della  Grande Guerra solo gli errori e non gli eroismi. Siamo lontani dal 14 luglio francese che pure evoca una rivoluzione di oltre due secoli fa ,assimilata e rivissuta  dai francesi con spirito nazionale. A guastare il 2 giugno italiano non sono il presidente della Camera Fico con le sue rozze e demagogiche dichiarazioni strumentali e non è  neppure l’assenza di quattro generali in pensione . E’ la mancanza di spirito nazionale ,quello che Carlo Azeglio Ciampi aveva cercato di infondere nel Paese il quale oggi è troppo allo sbando per cogliere quel messaggio tricolore. Siamo” dispersi e derisi”  e privi di speranza nel futuro. E quindi siamo incapaci di rivivere il passato con l’equilibrio storico che ha un popolo degno di questo nome.
.
Firpo protoleghista ?
Il prof. Luigi Firpo ebbe il primo battesimo della notorietà, quando nel 1968 venne brevemente intervistato dalla Rai sui meridionali emigrati a Torino che, a parere dell’illustre docente, coltivavano basilico e pomodori nelle vasche da bagno degli alloggi loro assegnati di recente in via Artom .Con una battuta così volgarmente razzista il professore avrebbe dovuto chiudere per sempre le sue esternazioni televisive, tornando definitivamente alle sudate carte di Campanella, che aveva studiato per anni. Anzi ,avrebbe dovuto sollevare un vespaio di polemiche e di contestazione anche all’interno dell’Università . Invece, la caduta di stile suscitò qualche flebile critica e venne presto dimenticata. Firpo era uomo di potere e controllava la UTET, in quell’epoca un vero colosso editoriale . Aveva ottimi rapporti con i comunisti e negli anni successivi con il futuro sindaco Novelli. Addirittura finì eletto deputato come indipendente nel PRI che si dimenticò del suo protoleghismo anti- meridionale. Firpo mori nel 1989, oggi avrebbe più di cento anni. Ma chissà cosa avrebbe scritto di Bossi negli anni degli esordi leghisti. La sua affermazione poteva stare bene anche sulla bocca di Borghezio e di altri ruspanti esponenti della Lega.
.

Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com

.

La guerra di Barbero

Ho letto che lo storico Alessandro Barbero andrà alla Consolata  il 10 giugno a parlare dell’ingresso nella seconda guerra mondiale . Mi sembra un’iniziativa priva di senso. Cosa ne pensa ? Alessandra  Zito                                                          

.

Ho contribuito a far conoscere a Torino il prof. Barbero tanti anni fa. Non trovo positivo che lui storico medievalista invada sempre più sovente la storia contemporanea come divulgatore più che come studioso. E’ il segno dei tempi caratterizzati dagli storici televisivi che devono semplificare per un pubblico di superficiali ed ignoranti. Il ricordare l’ingresso in quella guerra sciagurata mi sembra inutile perché tutti hanno le idee chiare cosa fu il 10 giugno 1940. Ma sicuramente Barbero avrà un vasto pubblico che andrà ad ascoltarlo. Non credo che possa aggiungere nulla di nuovo a quello che già sappiamo da molti anni.

.

Chiappendino addio

Finalmente  Alberto Cirio pone fine all’orribile “CHIAPPENDINO” che ha tenuto bloccato l’asse politico torinese e piemontese . Un’operazione trasformistica. Cosa ne pensa ? Yvonne Peretti
                                                                                                        
Concordo con lei, l’alleanza tra Chiamparino e Appendino culminata in modo improvviso nella censura politica al Salone del libro, e’ stata quanto di meno democratico ci potesse essere. Chiamparino già da Sindaco tentò la stessa operazione con Ghigo con la scusa delle Olimpiadi invernali.la cocente sconfitta di Sergio e i contorsionismi della Appendino rispetto alla sua maggioranza hanno posto fine ad un’operazione volta ad instaurare un regime. Con Cirio si sta respirando aria nuova e pulita; il consociativismo nella sua ultima versione e’ finito con la sonora sconfitta di Chiamparino, letteralmente cancellato dalla scena politica piemontese . E pensare che ci fu un tempo che pensava di diventare lui il leader nazionale del Pd: un’aspirazione davvero surreale  per l’uomo di Moncalieri che voleva egemonizzare la politica piemontese con ipotesi maggioritarie che si sono rivelate tanto arroganti quanto impossibili.

.

Magistratura in crisi

Cosa pensa di cosa sta accadendo al CSM  e in generale nella Magistratura ? Finalmente è scoppiato lo scandalo che era sempre stato coperto? Anna Empoli
                                          .                                                          
Concordo con lei. Ho comunque fiducia nella stragrande maggioranza dei magistrati che silenziosamente fanno il loro dovere,ma la politicizzazione di una parte della magistratura deve finire una volta per tutte  I legami tra politica e Magistratura vanno tagliati e il Csm va riformato radicalmente a costo di ricorrere al sorteggio per le nomine. Anche i membri laici eletti dal Parlamento  vanno rivisti. Al di là dei casi che invadono le cronache dei giornali e che offendono l’idea di una Magistratura indipendente come hanno diritto di avere i cittadini.

 

Recenti: Cosa succede in città

Da qui si Torna su