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Giugno 2019

Ragazzo si lancia dal quinto piano, la madre gli aveva vietato il computer

in prima pagina
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Un  ragazzo di 19 anni si è buttato dal quinto piano di casa sua a Torino

Ora è ricoverato in gravissime condizioni al  Cto. Ne dà notizia  il Corriere della Sera,edizione torinese. Sembra che il gesto sia stato suscitato dalla decisione della madre di togliere al giovane la tastiera del pc di fronte al quale il ragazzo trascorreva tutto il giorno, essendo egli  affetto da sindrome di Hikikomori, che letteralmente significa stare in disparte, isolarsi, e che colpisce migliaia di giovani anche in Italia.

Pallanuoto. L’Aquatica Torino vola in serie A2 femminile

in SPORT
Si conclude con la gioia più grande il campionato delle ragazze dell’Aquatica Torino, promosse in serie A2 al termine dei playoff disputati tra ieri e oggi a Viterbo
Un risultato splendido e conquistato a conclusione di una stagione vissuta da protagoniste, culminata in questo week end con il quadrangolare contro Castelli Romani, Aquarius Trapani e Pallanuoto Moie. Le biancoazzurre guidate da Rosario Ferrigno hanno debuttato ieri nel girone pareggiando 6-6 in rimonta contro l’Aquarius; sono tornate in campo stamattina e hanno raccolto un altro punto contro la Pallanuoto Moie, recuperando nuovamente nella seconda parte di gara e chiudendo 8-8.
Dopo due incontri la classifica vedeva Castelli Romani matematicamente prima con 6 punti e quindi già sicura del passaggio in A2; Aquatica (2 punti), Aquarius e Moie, entrambe a quota 1, si giocavano quindi nell’ultima decisiva sfida il secondo posto, ultimo valido per ottenere la promozione. Le torinesi sono state perfette e hanno superato la capolista con un rotondo 8-2, salendo a 5 punti in graduatoria e risultando irraggiungibili dalle dirette avversarie.

Preso il maniaco della stazione ferroviaria

in BREVI DI CRONACA

Sabato pomeriggio in corso Nigra ad Ivrea presso la stazione ferroviaria in corrispondenza del binario 3 un ragazzo è intervenuto in supporto ad una donna che chiedeva aiuto.

Un uomo, incurante del fatto che la signora era in compagnia di un bimbo piccolo all’interno di un passeggino, l’ha importunata ed ha provato a palpeggiarle il seno proponendole una cena presso la sua abitazione e prestazioni sessuali.

Lei si è difesa: lo ha respinto e si è messa ad urlare attirando l’attenzione dei passanti. Gli agenti del Commissariato di Ivrea hanno arrestato l’uomo, un italiano di 63 anni con precedenti di Polizia, per il reato di tentava violenza sessuale (foto archivio)

A Cuccaro per parlare di fusioni

in POLITICA

PRESTO UNA LETTERA A CIRIO PER CHIEDERE DI MODIFICARE LA LEGGE REGIONALE E FARE RISPETTARE LA VOLONTA’ DEI CITTADINI CHE DICONO NO IN SEDE DI REFERENDUM

 

Sensibilizzare la nuova giunta regionale ed il Consiglio Regionale per evitare che vengano effettuate ulteriori fusioni di comuni in Piemonte contro la volontà delle popolazioni interessate. L’argomento è stato al centro di un incontro che si è svolto martedì 25 a Cuccaro tra Massimo Iaretti, presidente di MPP-Movimento Progetto Piemonte e portavoce del Comitato Autonomia Piemont, con Andrea Riva e Pietro Pabis, già consiglieri comunali a Cuccaro Monferrato, il past sindaco Pier Giuseppe Brusasco e Carlo Maranzana presidente del Comitato No alla Fusione con Lu. Nel corso dell’incontro è stato ribadito che alcuni casi di fusione, come quello di Cuccaro con Lu, dove la maggioranza degli abitanti nel referendum aveva votato contro, o di Gattico e Veruno dove addirittura si erano espressi negativamente gli abitanti di entrambi i paesi, sono stati portati a termine del Consiglio Regionale. Iaretti ha proposto, ottenendo l’appoggio di tutti i partecipanti all’incontro, di inviare una lettera al presidente della Regione Piemonte, all’assessore regionale agli enti locali ed ai capigruppo chiedendo una modifica delle legge regionale sulle fusioni di comuni che preveda l’abbandono della procedura di fronte al voto negativo in sede referendaria da parte della popolazione. Inoltre si è deciso di prendere contatto con altre realtà che hanno avuto analoghe situazioni per creare una rete che possa condividere iniziative ed informazioni.

 

Movimento Progetto Piemonte – MPP

Comitato Autonomia Piemont

Beccato pusher travestito da sportivo

in BREVI DI CRONACA

E’ stato fermato in via Montanaro angolo via Scarlatti dagli agenti della Squadra Volante che stavano effettuando un’attività mirata di contrasto allo spaccio. I poliziotti si sono insospettiti, nonostante il suo abbigliamento facesse pensare che il giovane era in attesa di amici per una partita di calcio. Invece in tenuta sportiva e che con il pallane sotto il braccio attendeva i suoi clienti. Il giovane pusher è stato visto prelevare dalla bocca e cedere una dose ad un uomo sopraggiunto in auto. Si trattava di eroina. L’acquirente è stato sanzionato amministrativamente e lo straniero, un cittadino nigeriano di 21 anni, irregolare in Italia, è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente. Il ragazzo, con diversi precedenti di Polizia, aveva a suo carico anche un divieto di dimora nel comune di Torino e città metropolitana. (Foto archivio)

Il rock di Ben Harper  e il Britpop di Liam Gallagher

in Cosa succede in città

Rock Jazz e dintorni

 

Lunedì. Al Borgo Medievale si esibisce il sassofonista Gianni Denitto.

Martedì. Al GruVillage suona Ben Harper. Allo stadio Olimpico arriva Ligabue.  A Collegno per “Flowers”, sono di scena i Pinguini Tattici Nucleari preceduti dal romano Claudio. All’Off Topic si esibisce Maria Antonietta e Fadi.

Mercoledì. Inaugurazione di “Astimusica” con i Lacuna Coil. Per “Flowers” sono di scena gli Ex-Otago affiancati dal duo Viito. Al Parco Dora canta Michele Zarrillo.

Giovedì. Per “Astimusica” suonano gli America. A Barolo per “Collisioni” si esibisce Liam Gallagher, ex voce degli Oasis. Debutto per “Stupinigi Sonic Park” con l’esibizione di Skunk Anansie. Al Gru Village è di scena il Dj Bob Sinclair. Per “Flowers” si esibisce Madman e Massimo Pericolo.

Venerdì. Al Gru Village suona la band australiana Wolfmother. A Cervere nell’anfiteatro recital di Paolo Conte. Per “Astimusica” sono di scena i Negrita. Per “Collisioni” si esibisce il trio Max Gazzè, Daniele Silvestri e Carl Brave. Per “Flowers” arriva Jack Savoretti.

Sabato. Al Gru Village suonano i Dream Theater. Per “Collisioni” si esibiscono  Salmo e i Maneskin. Al via il “Kappa Futur Festival” con Carl Cox, Prins Thomas, Amelie Lens, Derrick May, Boys Noize. A “Stupinigi Sonic Park” sono di scena Eugenio in Via di Gioia. Ad Ameno Blues suona la chitarrista Ana Popovic. Per “Astimusica” canta Donatella Rettore mentre Nada si esibisce a Valsavarenche per “Musicastelle”. Per “Flowers” si esibiscono Romina Falconi, Djs From Mars, Immanuel Casto, The Andrè.

Domenica. Ad Ameno Blues suona il pianista Carlos Franzetti. A Barolo è di scena Jared Leto leader dei Thirty Seconds To Mars con Mahmood. Per il “Kappa Futur Festival” si esibiscono Ricardo Villalobos, The Black Madonna, Peggy Gou, Vitalic, Modesellektor, Richie Hawtin, Motor City Drum Ensemble, Seth Troxler, Nina Kraviz. A Valsavarenche è di scena Enrico Nigiotti.

 

Pier Luigi Fuggetta

 

 

 

Antonmario Semolini, il maestro che dialoga con la musica

in CULTURA E SPETTACOLI

Alla direzione dei Virtuosi dell’Accademia di San Giovanni. Un omaggio al valore artistico e spirituale del Duomo di Torino

 

Reduce dal recente successo riscosso dal concerto diretto in Duomo venerdì 21 giugno scorso, preludio alle festività patronali di San Giovanni, alla guida dell’Orchestra dei Virtuosi dell’Accademia di San Giovanni, incontriamo il maestro Antonmario Semolini, di recente nominato primo direttore ospite di questa Orchestra, che è espressione musicale dell’Accademia, con sede nel Duomo di Torino.

 

Lei che ha da sempre avuto tra i suoi estimatori personalità del mondo culturale, quali il direttore d’orchestra GIuseppe Sinopoli, il flautista Severino Gazzelloni, l’artista Ugo Nespolo, von Matacic, il musicologo Enzo Restagno, come sta vivendo questo periodo ricco di soddisfazioni? Poche settimane fa, infatti, sono stati eseguiti in prima mondiale due suoi brani per violino solo, da una grande concertista italo-svizzera, Irene Abrigo, al festival internazionale di Brunegg.

– Premetto, intanto, che non mi ritengo un compositore; so scrivere la musica come ogni buon musicista dovrebbe saper fare. Soltanto il tempo potrà decretare o meno il successo di un lavoro che, come il mio, rappresenta per me un momento di grande libertà intellettuale. Nel caso dei “Two fragments of an Ancient Legend” sono rimasto lusingato dal successo che hanno ottenuto grazie alla bravura della solista Irene Abrigo.

 

E di questa nomina importante che cosa pensa?

– Debbo ammettere che l’ho trovata una piacevolezza inaspettata. In un mondo dove persiste tanta vanità, mi fa piacere indubbiamente godere dell’attenzione positiva di coloro che sono stato chiamato a dirigere. I Virtuosi, anche se saranno necessarie alcune minime limature, sono tutti eccellenti musicisti e persone con le quali il momento dell’incontro è piacevole, oltre che costruttivo per la preparazione di un progetto musicale comune, nella certezza che mirino, insieme a me, al migliore dei risultati.

 

Come ottiene questi risultati, vista l’esiguita’ dei tempi di prova che lei deve spesso affrontare?

– Ricavo dall’intimo della musica le sue magie, i sortilegi, gli incantamenti che raggiungo con prove volutamente essenziali per mantener salda l’attenzione dei musicisti, appropriandomi del pensiero di ciascun compositore attraverso un approccio estetico-estatico.

Come si  articola il suo lavoro?

– Ciò che risulta fondamentale è la prima lettura, magari cantando insieme all’orchestra i punti più connotati della mia interpretazione, quindi rieseguo questi stessi punti per poi dirigere il tutto, usando il gesto come medium dei miei intendimenti. Al momento del concerto mi concentro poi utilizzando le mie antiche conoscenze di telepatia.

 

Lei nasce come flautista, poi si approccia alla composizione e, quindi, alla direzione d’orchestra. Non male per una persona che ha iniziato “tardi”, a diciassette anni, a studiare musica.

-Ogni tanto qualcuno mi chiede quando abbia deciso di fare il musicista. Sinceramente non mi ricordo d’essermi avvicinato alla musica, io sono nato nella musica. Mio padre era un eccellente violinista e mia madre una melomane accanita, per non parlare di mio nonno materno, che conosceva praicamente a memoria tutte le opere di Verdi e Puccini. Con questi presupposti mi meraviglio di aver iniziato così tardi!

 

Dirigere è  molto emozionante, ma può creare anche paura e tensioni, vero?

– Non ho mai avuto paura, né tantomeno mi emoziono perché sono troppo impegnato ad emozionare gli altri ed ho, sin da subito, avvertito molto forte su di me la responsabilità di donare agli altri quello che la musica ha donato a me. Anche di fronte alle grandi platee immagino che almeno uno spettatore possa comprendere realmente ciò che sto facendo ed è per lui che debbo eseguire, in modo tale che egli non abbia da sentirsi tradito nelle sue aspettative.

 

Quale è il suo rapporto con la musica?

– Essa scaturisce nel mio intimo dal silenzio e si tramuta in suono; la musica è amore e, come tale, essa rappresenta un moto interiore dell’anima e non necessita di troppe parole.

 

E il suo rapporto con gli orchestrali?

– È  quello che dovrebbe avere ogni musicista che ha vissuto dal di dentro l’esperienza orchestrale: mai annoiare l’orchestra, mai estenuarla con troppe ripetizioni, ma dimostrare la capacità di adattamento alle risorse umane che si hanno di fronte. La disciplina la si ottiene con uno sguardo ed un sorriso. Non tutti, soprattutto i giovani, hanno avuto buoni insegnanti di solfeggio, ma non per questo si debbono scartare, vanno solo educati e poi funzionano perfettamente. Sempre che chi sbacchetta sappia ciò che sta facendo.

 

 

E con il pubblico?

– Semplicissimo.  Non amo essere ascoltato, ma amo che mi si viva, come io vivo e condivido l’isolamento intellettuale con la musica, mia fedele amica e preziosa compagna d’una vita.

 

Un ottimo risultato, direi, è, per una compagine che ha segnato il suo debutto poco più di un anno e mezzo fa, quello di aver accompagnato nella Sinfonia Concertante di Mozart due solisti quali Irene Abrigo e Jurg Dahler, oltre che essere invitati a partecipare ad un importante festival estivo quale il Macugnaga Piano Trail ed essere già stati contattati per una tournée oltreoceano. Non le pare?

– Per la musica, come per ogni altro aspetto nella vita, vale, secondo me, il detto evangelico “Vi riconosceranno dalle opere”. Soltanto le opere di valore permettono, infatti, di raggiungere determinati obiettivi; i Virtuosi dell Accademia di San Giovanni lo hanno ben compreso,  gratificando chi sa guidarli con prestazioni eccellenti. Da alcuni filmati pubblicati in rete si può notare la loro “spalla ” Massimo Bairo (e non soltanto lui) con uno sguardo sempre rivolto alla parte e l’altro al direttore, permettendo così a quest’ultimo di poter mettere in atto soluzioni interpretative anche improvvise, come in un seducente scambio di idee.

 

In  conclusione chi è oggi un buon direttore?

– Quello che per la prima volta di fronte ad una partitura ne ha il risultato sonoro immediato nella mente. Il resto sono solo chiacchiere e mestiere e, in certi casi, neppure quello; ahimè ormai un diploma non lo si nega a nessuno!

 

Mara Martellotta

Boni sospende lo sciopero della fame

in POLITICA/TRIBUNA
“Al 6° giorno di sciopero della fame oggi ho ripreso a mangiare con un gelato. Sono scesi tutti i naufraghi e questa è la notizia buona. Chi minacciava di non farli scendere nemmeno a Natale ha perso di nuovo. L’urgenza era tornare a rispettare diritti umani e diritto, dopo oltre due settimane di follia che potevano essere tranquillamente evitate accettando le disponibilità tedesche, della chiesa Valdese e dall’Arcivescovo di Torino Nosiglia.
Ora la palla passa alla Magistratura e vedremo cosa accade. Nel caso Diciotti non abbiamo potuto vederlo perché il Parlamento ha impedito il processo a Salvini. La cosa di cui sono assolutamente certo è che nel momento in cui la violenza delle parole, degli atti e delle Istituzioni arriva a questo livello noi dobbiamo dare corpo alla nonviolenza. Grazie agli oltre 15 cittadini che insieme a me hanno deciso di intraprendere questa lotta. Lo abbiamo fatto e se servirà lo rifaremo”.
Igor Boni (Direzione nazionale Radicali Italiani) 

Telefono scippato, ma un passante blocca il ladro

in BREVI DI CRONACA

Lo scorso mercoledì sera, una cittadina italiana, seduta su una panchina del centro insieme al fratello di 77 anni, ha subito il furto del proprio cellulare

Un ragazzo straniero, di 27 anni, le ha strappato dalle mani, con un gesto fulmineo,  il telefonino, per poi fuggire in direzione di Palazzo Reale.Il giovane è stato, però, inseguito e raggiunto da un passante, che lo ha trattenuto fino all’arrivo della pattuglia della Squadra Volante.

La normativa penale consente, infatti, ad un cittadino, anche non appartenente alle forze dell’ordine a trattenere chi venga colto nell’immediatezza del compimento di un reato, naturalmente sino all’arrivo delle forze dell’ordine che devono venire tempestivamente avvisate.Il ventisettenne ha origini rumene e numerosissimi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e la persona. E’ stato così arrestato per furto con strappo.

Massimo Iaretti

 

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città
Si apre la nuova legislatura regionale – Sono cent’anni dalla nascita di Carlo Donat – Cattin – Le “madamine” si sono ritrovate in 50

Si apre la nuova legislatura regionale con tante speranze forse perché quella che si è appena conclusa, ha creato molte delusioni ed è vissuta all’insegna di un grigiore che ha mortificato il Piemonte. Cirio ha evocato a ragione i tempi di Aldo Viglione e della sua capacità di ragionare in grande. Oggi egli appare l’unica vera risorsa del Piemonte ,specie se consideriamo che non ha scelto la convivenza conciliante e  collaborativa con il sindaco grillino di Torino ,ma ha cercato di cambiare passo : l’esempio delle Olimpiadi è molto chiaro . Ascolteremo il discorso di insediamento del nuovo presidente , ma già le prime mosse, i primi viaggi ,i primi incontri rivelano  una capacità di impegno certamente diversa dal predecessore. L’aver dichiarato di volere una Tav piena,non ridimensionata dai cedimenti chiamparineschi ai grillini ed essersi mosso subito per trovare nuovi finanziamenti rivela uno stile d’azione che, se continuerà così, porterà al raggiungimento di grandi obiettivi.C’è da sperare che la Lega non voglia rovinare un bel progetto con il protagonismo  partitico.

Sono cent’anni dalla nascita di Carlo Donat – Cattin,lo statista democristiano piemontese più importante insieme a Giuseppe Pella Deputato,senatore, più volte ministro, Donat –  Cattin si rivelò capace di essere assai poco democristiano se per democrazia cristiana si intende il moderatismo pauroso di ogni cambiamento . Al contrario, Donat –  Cattin fece grandi scelte anche molto contrastate .La sua corrente “Forze nuove” ha rappresentato per anni un pensatoio importante e un vivaio di nuove intelligenze politiche . Egli rappresentò la sinistra sociale in seno alla Dc ,una cosa molto diversa da Zaccagnini e da De Mita ,perché lui non fu mai vicino ai catto-comunisti,ma si sentì in competizione con il PCI sul terreno sociale in nome della libertà e della democrazia . Seppe opporsi al compromesso storico con fermezza .Fu colpito a morte  dalla tragedia del figlio terrorista che patì con una  dignità pari alla sofferenza . Era un politico capace di essere leader,di suscitare entusiasmi e di scatenare dissensi .Fu un uomo di carattere in un partito in cui il coraggio non fu la maggiore delle virtù . Ci lascia un’eredità discussa,ma limpida che fa onore al Piemonte e all’Italia. Non appartenne all’ala liberale della Dc ,ma seppe vivere il popolarismo democratico  in modo originale e significativo,superando Sturzo e in qualche modo la stessa Dc che lui non voleva identificare nel doroteismo prevalente in quegli anni. Mi rattrista che la Fondazione a lui dedicata, da quando si è trasferita nel Polo del ‘900 ,abbia perso un po’ di quella grinta  e di quell’indipendenza che la contraddistingueva .

Le “madamine” si sono ritrovate in 50 davanti al Municipio di Torino . Da oltre 30mila persone ad appena 50 sostenitori accaldati .  Un grave insuccesso .In parte hanno giocato sicuramente l’afa estiva  e l’ora non proprio ideale ,ma ,in larga misura, si è visto  con eclatante evidenza che ,dopo le elezioni ,quel patrimonio di consensi raccolto magicamente nel novembre scorso si è volatilizzato. L’improvvida scelta politica di una “madamina” candidata con Chiamparino nel listino e la candidatura di Giachino in una lista civica alle regionali hanno distrutto il lavoro fatto in precedenza dal movimento che si presentava come apartitico e senza  scopi elettorali. Spiace che una speranza torinese si sia dissolta perché sarebbe stata utile contro la peggiore delle “madamine” torinesi,la sindaca di Torino .E sempre a riguardo di altre “madamine”, non credo sia pensabile che la signora Christillin possa pensare seriamente  a candidarsi a sindaco.,come si vocifera .E’ bene che si occupi del Museo Egizio ed eviti di confondere l’Egizio con certe demagogie dell’accoglienza migratoria come ha fatto di recente.

Lettere

Ricordando Spadolini

Lei è stato amico di Giovanni Spadolini, morto esattamente  25 anni fa. Vorrebbe ricordarlo? Arnaldo Vigna 

Sono stato amico di Spadolini ,ma non sono mai stato repubblicano.Credo che la figura di Spadolini vada considerata da tre punti di vista.  In primis va evidenziato il grande giornalista e direttore di quotidiani e di riviste che sicuramente ha lasciato una traccia nella storia del giornalismo italiano.  Poi va ricordato il politico più volte senatore,ministro,presidente del Consiglio e del Senato ed infine senatore a vita .  Infine andrebbe citato lo storico ,ma in questo campo la sua opera servì a dare risalto e dignità al politico,ma fu insufficiente a far ricordare la sua opera storiografica. Spadolini ha sacrificato la ricerca storica alla passione politica in cui si gettò dal 1972.Ebbe ruoli importanti, creò il Ministero dei beni culturali , fu presidente del Consiglio in tempi difficili dopo lo scandalo della P2.  Fu il leader che portò al successo i repubblicani che conobbero percentuali da record che poi non seppero mantenere .Se confrontato ai politici di oggi, Spadolini appare un grande statista , se confrontato con la storia italiana egli ci appare una figura di secondo piano.Faccio violenza all’affetto e all’amicizia, ma credo di dover scrivere la verità.A 25 anni dalla morte il suo sopravvive a stento e,se non fosse per la fondazione che porta il suo nome ed ha sede  sulla collina di Firenze nella sua bella villa, Spadolini sarebbe totalmente dimenticato. Il suo stile pubblico – le scenate private non erano certo edificanti – appare l’esempio lontano  di un ‘Italia  civile che non c’è più . Oggi prevale l’Italia  barbara di cui parlava Malaparte .Non a caso ,oggi ,si associa, al massimo , il nome di Spadolini a quello di Verdini che in origine fu repubblicano e sostenitore toscano del leader.Un accostamento che avrebbe reso furente Giovannone, come lo chiamava il perfido Vanni Sartori. Del macellaio di Fivizzano   gradiva le  utilissime truppe cammellate, ma non la compagnia . Gli preferiva Bobbio.
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