Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
Attacco a Mumbai – Drammatico. Regia di Anthony Maras, con Dev Patel e Armie Hammer. Nel novembre del 2008, portato all’attenzione di tutto il mondo dagli ampi servizi televisivi e dei quotidiani, un gruppo di una decina di terroristi tenne sotto assedio il famoso ed elegante Taj Mahal Palace Hotel di Mumbai e gli spazi circostanti, facendo in totale oltre centosettanta morti. Tre giorni di lotta, con ben 500 persone tenute in ostaggio all’interno dell’albergo. Il film è il resoconto, raccontato attraverso testimonianze e documenti, dei tanti episodi di eroismo che si succedettero in quei giorni, di quelle azioni di cui le immagini non poterono allora rendere conto. Durata 110 minuti. (Uci)
 
Attenti a quelle due – Commedia. Regia di Chris Addison, con Anne Hathaway e Rebel Wilson. Due ragazze, provenienti da diverse estrazioni sociali ma ambedue con la frenesia di far quattrini. Il signore preso di mira è un ricco genio del settore tecnologico. Comico, ma capace di guardare anche al giallo e al thriller. Durata 94 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Avengers: Endgame – Fantasy. Regia di Joe e Anthony Russo, con Robert Downey jr, Scarlett Johansson, Chris Evans e Chris Hemsworth. Attesissima dai fan di tutto il mondo, un pubblico affezionato che finora non ha certo perso una tappa, continua la lotta degli eroi della Marvel contro la terrificante Thanos, in una saga che confessa di terminare ma che sotto sotto già annuncia altre avventure, tra eroi che compaiono e ricompaiono mentre altri spariscono del tutto, pronti ad approdare in altre storie, magari nuove di zecca, o perché i loro interpreti hanno ormai esaurito il contratto che li legava alla mastodontica produzione. Per ora Iron Man, Thor e Captain America restano ben saldi sul terreno di gioco. Durata 182 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
 
Bangla – Commedia. Regia di Pahim Bhuyian, con Carlotta Antonelli, Pietro Sermonti e Pahim Bhuyian. Quartiere romano di Torpignattara, immigrazione e integrazione, il ventiduenne attore e regista alla sua opera prima, musulmano proveniente dal Bangladesh, nato in Italia, si innamora di Asia, una effervescente quanto spericolata ragazza nostrana, ricambiato: ma tutto viene rimesso in discussione davanti al principio di una religione che prevede la castità prima del matrimonio e all’aut aut della famiglia di lei, conservatrice all’eccesso che certo non può vedere di buon occhio quell’amoretto giovanile. Un’esperienza personale che l’autore ha voluto raccontare sullo schermo, a rendere più verosimile il racconto vi ha inserito la la mamma vera e propria. Durata 86 minuti. (Cinema Massimo – Museo del Cinema sala Cabiria, Uci)
 
Cafarnao – Caos e miracoli – Drammatico. Regia di Nadine Labaki, con Zain Alrafeea e Nadine Labaki. Zain è un ragazzino di dodici anni, un rifugiato siriano che vive di stenti in un quartiere poverissimo di Beirut, non va a scuola, si arrangia con qualche lavoretto, bada ai fratellini. Viene arrestato per aver accoltellato l’uomo – è il loro padrone di casa – cui la famiglia ha dato in sposa la sorellina, di soli undici anni: e al giudice dichiara di voler far causa ai genitori per averlo messo al mondo senza avere i mezzi per farlo crescere con dignità. Con il processo si dà vita alla vicenda di Zain, all’abbandono della famiglia, al suo cercare rifugio presso Rahil, un’immigrata etiope senza documenti, che fa la prostituta e deve accudire al suo piccolo di nemmeno due anni. Quando la donna viene arrestata, Zain se ne prenderà cura, attraverso le strade della capitale, incontrando altri ragazzini miseri e sbandati come lui, profittatori, tossicodipendenti, poveri. Durata 120 minuti. (Nazionale sala 1)
 
Che fare quando il mondo è in fiamme? – Documentario. Regia di Roberto Minervini. Una cronaca in bianco e nero, girata nell’estate del 2017, tra Baton Rouge e Jackson, all’indomani di disordini e delle uccisioni di due afroamericani ad opera della polizia, la comunità bianca e la comunità nera, la storia di una donna di colore con un passato di errori e di droga da dimenticare, di due ragazzi che hanno il padre in galera e girano senza meta ogni giorno per quelle strade dove la violenza è di casa, dei nuovi appartenenti, uomini e donne, al Black Panthers Party. Durata 123 minuti. (Centrale V.O., F.lli Marx sala Groucho e Harpo V.O.)
 
Dilili a Parigi – Animazione. Regia di Michel Ocelot. Con il suo raffinatissimo disegno, il regista parla del mondo di ieri, della Parigi della Belle Epoque, per parlare alle generazioni e al mondo di oggi, parla di disuguaglianze, di uomini e donne, di soprusi. Lo fa con un piccolo personaggio, Dilili, che indaga sul rapimento di un gruppo di cinque bambine, dell’incontro con chi vuole aiutarla, non esclusi uomini e donne illustri, da Maria Curie a Toulouse-Lautrec a Pasteur. Tutti contro una famigerata banda che ha il suo covo all’interno del Moulin Rouge. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna a casa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Reposi)
 
I figli del fiume giallo – Commedia. Regia di Jia Zhangke, con Zhao Tao e Liao Fan. Dal regista di “Still life”, Leone d’oro a Venezia nel 2006, e del “Tocco del peccato”, palmarès per la migliore sceneggiatura a Cannes nel 2013, la storia di Quio, all’inizio dei Duemila, una ballerina che si è innamorata di un gangster e che un giorno, durante uno scontro con la polizia, spara un colpo di pistola. Sarà condannata a cinque anni di prigione: quando uscirà la realtà attorno a lei è cambiata e anche l’unione che aveva costruito con il suo uomo. Durata 108 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village sala 2)
 
I fratelli Sisters – Commedia. Regia di Jacques Audiard, con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California. L’uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi eliminarlo. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari. Ma il chimico è pieno di sorprese e finisce per sorprendere Morris, coinvolgendolo nella sua impresa: trovare l’oro e costruire una società ideale a Dallas. Dal regista francese di “Il profeta” e “Un sapore di ruggine e ossa”. Durata 122 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande)
 
Il grande spirito – Commedia. Regia di Sergio Rubini, con Rocco Papaleo, Bianca Guaccero e Sergio Rubini. Nel panorama dell’Ilva di Taranto, l’incontro tra Tonino, un criminale in continua fuga, e Renato, che vive tra la sopportazione dei condomini sul terrazzo di una casa, spirito libero e un po’ filosofo, nella piena convinzione di essere un indiano Sioux. Durata 113 minuti. (Museo del Cinema – sala Rondolino, Reposi, Uci)
 
Le invisibili – Commedia. Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky e Déborah Lukumuena. Quattro donne lavorano come assistenti sociali dell’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, si lanciano in una missione impossibile: dedicando gli ultimi mesi a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, abituate a vivere in strada. Violando ogni regola e incappando in una serie di equivoci, riusciranno a dimostrare infine che la solidarietà al femminile può fare miracoli. Successone oltralpe con un incasso di oltre dieci milioni di euro. Durata 102 minuti. (Nazionale sala 2)
 
John Wick 3 – Parabellum – Azione. Regia di Chad Stahelski, con Keanu Reeves, Ian McShane e Halle Berry. E siamo così arrivati alla terza puntata delle avventure del killer per eccellenza che ha la faccia e i modi spicci di Reeves: questa volta ha fatto fuori un prestigioso membro della congrega degli assassini internazionali, sulla sua testa viene posta una taglia di 14 milioni di dollari e parecchi amici e nemici iniziano a dargli la caccia. Avventura e adrenalina, quante se ne vuole. Durata 113 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)
 
Ma cosa ci dice il cervello – Commedia. Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi e Stefano Fresi. Smessi i panni della Befana in quello che forse rimane uno dei più brutti film dell’annata – lì eravamo manco a dirlo all’Epifania -, adesso, in tempo di palme e di colombe pasquali, la prolifera Cortellesi in coppia con il fedelissimo consorte (firmano anche come sceneggiatori) incarna il doppio ruolo di puntuale impiegata del Ministero e di James Bond in gonnella agli ordini dei servizi segreti, vale a dire che terrorismo internazionale e sbarchi clandestini sono il suo pane quotidiano. Poi il film vira intorno al riappropriarsi delle buone maniere, dell’educazione di un tempo ai danni di una prepotenza e di un inselvaticume che oggi sono all’ordine del giorno in ogni dove e in ogni situazione. I presi di mira (e i ridenti) sono quattro vecchi compagni di liceo della Nostra, saprà lei come incanalare tutta quella rabbia e il carico di indignazione che le bollono dentro. Durata 100 minuti. (Reposi, Uci)
 
Pet Sematary – Horror. Regia di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, con Jason Clarke. Dal romanzo di Stephen King. Louis Creed si trasferisce con la famiglia da Boston ad una piccola città del Maine, in mezzo ai boschi, scoprendo una natura quasi magica. Un giorno il vicino di casa gli mostra l’esistenza di un cimitero in cui vengono sepolti gli animali domestici dei vari proprietari lì intorno: anche il gatto di casa Creed viene travolto da un camion e dopo poco ritorna, vivo ma completamente cambiato. Durata 101 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)
 
Quando eravamo fratelli – Drammatico. Regia di Jeremiah Zagar. Opera prima, tratta dal romanzo “Noi, gli animali” di Justin Torres (pubblicato in Italia da Bompiani). Le esistenze, nella Pennsylvania rurale e delle grandi coltivazioni, di Manny, Jonah e Joel e dei loro genitori, padre portoricano e madre bianca, un nucleo familiare difficile, tra litigi continui che portano a separazioni traumatiche e a riconciliazioni. I ragazzi, di differenti età, vi si trovano al centro, per Manny e Joel la figura di riferimento è quella del padre, mentre Jonah, non ancora decenne, voce narrante della vicenda e sguardo attraverso il quale autore e direttore della fotografia filtrano il panorama di quanto sta intorno, guarda alla madre e sviluppa un carattere taciturno e introverso. Durata 94 minuti. (F.lli Marx sala Groucho)
 
Red Joan – Drammatico. Regia di Trevor Nunn, con Judi Dench e Sophie Cookson. L’anziana Joan Stanley vive serenamente in un elegante sobborgo londinese, tra le fotografie dei nipotini e la passione per il giardinaggio, quando viene arrestata con l’accusa di spionaggio (avrebbe passato importanti informazioni sulla bomba atomica ai sovietici) e tradimento. Il figlio avvocato, Nick, non crede ai suoi occhi, ma durante l’interrogatorio Joan viene spinta a ricordare i tempi in cui studiava fisica a Cambridge, la passione per il comunista Leo, un ebreo russo rifugiatosi in Inghilterra, e il lavoro negli uffici del segretissimo Tube Alloys Project, alle dipendenze del professor Davies, e il passato riaffiora, più complesso e drammatico di quanto Nick avesse mai potuto immaginare. Ispirato alla vera storia di Melita Stedman Norwood. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 2, Greenwich Village sala 1, Uci)
 
Sarah&Saleem – Là dove nulla è possibile – Drammatico. Regia di Muayad Alayan, con Silvane Kretchner, Maisa Abd Elhadi e Mohammad Eid. In una Gerusalemme intrigante quanto la trama, dove due comunità dovrebbero coesistere ma dove il potere e l’influenza sono esercitati da un’unica forza dominante, anche una storia esclusivamente privata tra due persone (l’israeliana Sarah ed il suo amante palestinese Saleem da un lato, dall’altro la moglie di questi, in attesa di un bambino) scatena conseguenze politiche e sociali di portata inimmaginabile, a dimostrazione di come, in questa terra, nulla sia davvero possibile. Durata 127 minuti. (Romano sala 3)
 
Stanlio & Ollio – Commedia. Regia di Jon S. Baird, con Steve Coogan e John C. Reilly. Stan Laurel e Oliver Hardy, i due comici più amati al mondo, partono per una tournée teatrale nell’Inghilterra del 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro ad un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così nasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, la i due comici non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia. Durata 97 minuti. (Classico, Eliseo Blu, Reposi, The Space, Uci)
 
Ted Bundy – Fascino criminale – Drammatico. Regia di Joe Berlinger, con Zac Efron, John Malkovich e Lily Collins. La storia vera di un serial killer dalla faccia innocente e dai modi estremamente gentili, che convinse la propria fidanzata e altre donne innamorate di lui di essere accusato ingiustamente, come pure gran parte della platea televisiva (fu il primo processo in diretta tv) che seguì il dibattito, riuscendo a rimandare la propria esecuzione per oltre dieci anni, sul finire degli anni Ottanta. Non soltanto una ricostruzione dei fatti, ma pure l’uso di materiale d’archivio, servizi e telegiornali dell’epoca, immagini. Durata 110 minuti. (Ideal, Lux sala 3, The Space, Uci)
 
Torna a casa, Jimy! – Commedia. Regia di Marios Piperides, con Adam Bousdoukos. Yannis, musicista fallito, abbandonato da una fidanzata che ancora lui ama, progetta una tre giorni in Olanda, in cerca di nuove emozioni, non solo musicali, e soprattutto per il piacere di lasciare Nicosia, la capitale cipriota, città in cui vive, divisa a metà tra greci e turchi, secondo ferree leggi. A mandare a monte tutti i suoi progetti è il suo bastardino Jimy, in ricordo di Hendrix, che gli sfugge di mano per scappare proprio nella parte avversa. Il problema non è recuperarlo, il problema è riportarlo a casa, dal momento che le leggi proibiscono di “importare” cibo, piante e animali. Yannis dovrà farsi dare una mano dal turco che ora occupa la casa che un tempo era appartenuta ai suoi genitori e ad un losco trafficante che bada esclusivamente ai propri affari. Durata 93 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo)
 
Tutti pazzi a Tel Aviv – Commedia. Regia di Sameh Zoabi, con Kais Nashif, Lubna Azabal e Yaniv Biton. Salam, un affascinante trentenne palestinese che vive a Gerusalemme, fa l’assistente ai dialoghi per una nota e seguitissima soap opera intitolata “Tel Aviv brucia”, prodotta a Ramallah. Ogni giorno, per raggiungere gli studi televisivi, Salam deve passare attraverso un posto di blocco israeliano. Qui incontra il comandante incaricato del posto di blocco, Assi, la cui moglie è una fedelissima fan della soap opera. Per impressionare la moglie, Assi si fa coinvolgere nella stesura della storia che è ambientata a Tel Aviv nel 1967. Durata 97 minuti. (Romano sala 1)
 
Un’altra vita – Mug – Drammatico. Regia di Malgorzata Szumowska, con Mateusz Kosciukiewicz e Agnieszka Podsiadlik. La storia di Jacek, un tipo bizzarro, un ragazzo che abita in una piccola comunità rurale polacca e che adora l’heavy metal. Lavora presso un cantiere edile alla costruzione di quella che sarà la più alta statua di Cristo al mondo: ma un giorno un terribile incidente lo sfigura completamente. Dovrà sottoporsi al primo trapianto facciale del Paese, mentre i suoi concittadini cominciano a girargli le spalle. Durata 91 minuti. (Greenwich Village sala 3)

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