Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
A un metro da te – Drammatico. Regia di Justin Baldoni, con Cole Sprouse e Haley Lu Richardson. Giovanissimi, diciassettenni, Stella e Will sono affetti entrambi da fibrosi cistica, la loro casa è l’ospedale. Lui affronta la malattia cinicamente, lei in modo più positivo. Al di là del parere contrario e delle apprensioni di medici e di genitori, i due ragazzi si innamorano, sfidando la legge delle terapie che li vogliono distanti l’uno dall’altra di almeno due metri, riducibili possibilmente a un metro e mezzo (ovvero cinque piedi e infatti “Five Feet Apart” suona il titolo originale, ancora ristretto nella nostra traduzione). È un piccolo passo, che tuttavia ha un risultato positivo soprattutto sui comportamenti di Will, pronto ad accettare una nuova cura. Durata 117 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)
 
Bentornato Presidente – Commedia. Regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, con Claudio Bisio, Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti e Cesare Bocci. Ovvero il ritorno nei palazzi della politica di Peppino Garibaldi, dopo un periodo ripassato tra i monti in compagnia dell’amatissima Janis e della piccola Guevara. Ma Janis è sempre più insofferente e contraria ad una simile vita tranquilla e non appena è richiamata a Roma non ci pensa due volte a fare le valigie, con prole appresso. Peppino mugugna e dopo qualche tentennamento raggiungerà la donna che ama: per indossare la nuova veste di Presidente del Consiglio, deciso a far pagare le tasse a tutti gli italiani. Intanto la politica ferve, governo e opposizione stanno alla berlina in una perfetta mescolanza di realtà e fiction dettata da una solida e divertente sceneggiatura (alla regia gli autori di “Metti la nonna in freezer” hanno sostituito Riccardo Milani mentre la Felberbaum ha scalzato la Smutniak). Un’opera che gronda attualità, vedere per credere. Durata 96 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci)
 
Boy erased – Vite cancellate – Drammatico. Regia di Joel Edgerton, con Nicole Kidman, Russell Crowe, Lucas Edges, Xavier Dolan e Joel Edgerton. Tratto dal libro autobiografico del giornalista Garrard Conley. Jared ha diciannove anni, è il figlio di un pastore battista in un piccola città dell’Arkansas e un giorno svela agli increduli e imbarazzati genitori la propria omosessualità. Il giovane dovrà scegliere, se abbandonare per far prevalere le proprie scelte di vita la famiglia e il rispetto e la fede in Dio o se affidarsi al programma “di cura” portato avanti in un centro chiamato “Love in Action”, un programma di rieducazione eterosessuale. Durata 115 minuti. (Ambrosio sala 2)
 
Border – Creature di confine – Drammatico. Regia di Ali Abbasi, con Eva Melander e Eero Milonoff. Film vincitore del premio per la miglior regia, da parte dell’autore di origine iraniana emigrato in Svezia, all’ultimo Cannes nella sezione “Un certain regard”. La storia di Tina, affetta da una deformazione genetica e impiegata presso la dogana dell’aeroporto per il suo olfatto fuori del comune che le dà modo di smascherare criminali e gente dedita al contrabbando. Un giorno le capita accanto Vore, pure lui colpito da una simile deformazione genetica, che tuttavia sfugge a quell’olfatto privo d’errori. Scatta la passione e l’amore tra i due esseri deformi, Vore è pronto a confessarle che, come lui, anche Tina non è una Creatura umana, come chiunque in precedenza le ha fatto credere: ma sarà soltanto frutta di una verità quel che l’uomo le sta confessando? Durata 104 minuti. (Museo Nazionale del Cinema – Massimo sala Cabiria anche V.O.)
 
Captain Marvel – Fantasy. Regia di Anna Boden e Ryan Fleck, con Brie Larson, Jude Law, Samuel L. Jackson e Annette Bening. Carole Denvers, nell’America di metà anni Novanta, è una giovane ragazza con un passato confuso, arruolata nell’esercito dei Kree, ricca di emozioni e di un’aggressività che a stento riesce a tenere a freno. In una Terra su cui è stata catapultata, incontrerà l’agente Fury, che le starà al fianco nella lotta e nella comprensione del proprio passato, dove tra l’altro spicca un periodo di esercitazione in un campo militare agli ordini di una misteriosa donna. Successo certo per gli appassionati, in previsione del prossimo “Avengers: Endgame”, in arrivo a primavera. Durata 126 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)
 
Captive State – Fantascienza. Regia di Rupert Wyatt, con John Goodman, Vera Farmiga e Ashton Sanders. Nell’odierna Chicago, occupata da nove anni dagli alieni, come il resto della terra, che sono divenuti i “Legislatori” e che pur lasciando agli umani qualche libertà sfruttano ogni risorsa naturale del pianeta, un giovane ventenne, Gabe, che ha avuto i genitori uccisi al tempo dell’invasione e un fratello maggiore martire della Resistenza, intende fuggire dalla città attraverso il lago Michigan. Entrerà in contatto con una cellula di una rinata Ribellione e finirà coinvolto nella preparazione di un nuovo attentato, scoprendo verità inattese di suo fratello. Accanto a lui un poliziotto, un amico della sua famiglia, che intende fare di lui un proprio informatore. Durata 109 minuti. (The Space, Uci)
 
Il colpevole – The Guilty – Thriller. Regia di Gustav Möller, con Jakob Cedergren. Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere ad un numero di emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri. Un film perfetto, teso, con una sceneggiatura e una regia senza una sbavatura, ottimamente interpretato: assolutamente da vedere. Grande successo all’ultimo TFF. Durata 85 minuti. (Classico da ven. 29 marzo)
 
La conseguenza – Drammatico. Regia di James Kent, con Keira Knightley, Alexander Skarsgård e Jason Clarke. Amburgo, 1945. Rachel e Lewis Morgan si sono appena trasferiti in Germania dopo la sconfitta tedesca. Lewis è un alto comandante dell’esercito inglese e gli viene assegnata una casa di grande prestigio: la villa di Stefan Lubert, un celebre architetto tedesco ora ridotto a lavorare come operaio alla pressa. Lubert subisce l’esproprio con dignità, ma sua figlia quattordicenne Freda non riesce a nascondere il proprio disappunto. Lewis decide di comportarsi con clemenza verso il suo ospite proponendogli di abitare sotto lo stesso tetto: i Morgan nelle stanze di rappresentanza, i Lubert in soffitta. Rachel non riesce a comprendere la generosità del marito, anche perché i tedeschi sono stati responsabili di un grave lutto nella loro famiglia. Ma la convivenza con il “nemico” le riserverà grandi sorprese. Durata 108 minuti. (Greenwich Village sala 3, Lux sala 3, Reposi)
 
Il corriere – The mule – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Bradley Cooper, Diane Wiest e Clint Eastwood. La storia vera, apparsa su “New York Times Magazine” nel giugno del 2014, di Leo Sharp, veterano della guerra di Corea, un matrimonio alle spalle, che superati gli ottanta (Eastwood con grande immedesimazione ha girato il film a 88 anni), non supportandolo più la sua passione per l’orticoltura, si era messo in tutta tranquillità a trasportare droga con il suo bianco pick-up attraverso l’Illinois per il Cartello di Sinaloa. Incensurato, uomo tranquillo, lontanissimo dal destare sospetti, vede allungarsi le occasioni di trasporto: ma gli agenti del Drug Enforcement Administration (DEA) gli stanno alle costole e la notizia che la moglie è malata terminale lo costringerà a prendere una decisione immediata sul suo futuro. Durata 116 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse)
 
Dafne – Drammatico. Regia di Federico Biondi, con Carolina Raspanti e Antonio Piovanelli. Una ragazza di trentacinque anni, portatrice della sindrome di Down, si sente indipendente pur vivendo ancora in casa con i genitori. Alla morte improvvisa della madre, il padre cede alla depressione e sarà Dafne a prendersi cura di lui, affrontando prima di ogni cosa quella morte che è entrata nella casa. Durata 94 minuti. (F.lli Marx sala Harpo)
 
Dumbo – Fantasy. Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green e Alan Arkin. La guerra è finita e Holt Farrier ritorna acasa, al suo circo e ai suoi due figli, Milly e Joe. Ha perso un braccio, la moglie, il suo numero con i cavalli e anche il resto della compagnia non se la passa molto bene. Il direttore, Maximillian Medici, punta sul cucciolo di elefante in arrivo ma, alla nascita del piccolo di mamma Jumbo, rimane interdetto e furioso, a causa delle sue orecchie fuori misura. I due ragazzi al contrario si affezionano al piccolo dagli occhi azzurri e grandi e scoprono che, dietro l’handicap apparente, nasconde una straordinaria abilità: se stuzzicato da una piuma, Dumbo – questo il vezzeggiativo che il pubblico ha affibbiato all’elefantino – può volare! Lo scoprirà anche il furbo imprenditore Vandevere, e allora per Dumbo e i suoi amici inizieranno i guai. La favola Disney rivista dalla fantasia esplosiva di Burton. Durata 130 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village sala 2, Ideal, Lux sala 1, Reposi,The Space, Uci anche V.O. e 3D)
 
Escape Room – Thriller. Regia di Adam Robitel, con Taylor Russell, Tyler Labine e Deborah Ann Woll. Un gioco, pare un gioco con il suo bel milione di dollari come premio in palio. Una sequenza di stanze, la ricerca di una compatta unione da parte dei contendenti, le difficolta, il tempo a disposizione per risolvere gli enigmi (o i tranelli), la paura somministrata a piccole o grandi dosi e da trasmettere allo spettatore. Durata 98 minuti. (Massaua, Ideal, Uci)

Fratelli nemici – Drammatico. Regia di David Oelhoffen, con Matthias Schoenaerts e Reda Kateb. Manuel e Driss sono cresciuti come fratelli nelle banlieue parigine ma oggi tutto li opone. Manuel gestisce traffici di droga, Driss è diventato un agente dell’antidroga. All’ombra di un assassinio che ha freddato in strada tre dei suoi compagni, Manuel è costretto a collaborare con Driss. Tra ostilità e risentimento e malgrado la loro reciproca diffidenza, i loro legami si riallacciano intorno alle comuni radici. Durata 108 minuti. (Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 1, Uci)
 
Gloria Bell – Drammatico. Regia di Sebastiàn Lelio, con Julianne Moore e John Turturro. Il regista cileno, premio Oscar per il migliore film straniero con “Una donna fantastica”, trasporta a Los Angeles il suo “Gloria” ambientato a Santiago sei anni fa. Nel riproporre la vicenda che lo aveva già fatto apprezzare, ci racconta ancora di Gloria che ama i suoi figli ormai adulti ma che si sente ancora una donna desiderabile, che ama ballare nei club per single e, tra un’avventura e l’altra, non smette di credere all’amore. Proprio in una di quelle serata, sulla pista da ballo, incontra Arnold, fresco di divorzio, e tra i due nasce una passione travolgente che farà riscoprire a entrambi una felicità quasi dimenticata. Tuttavia la ex moglie e le figlie di Arnold sono ancora presenti, il suo cellulare squilla incessantemente e lui non sembra sapersi staccare dal passato. Durata 102 minuti. (Romano sala 1)
 
Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film poggia sull’enorme bravura di Mortensen, tralasciando lo spettatore tutta la prevedibilità della storia (vera) e certi momenti (la cena di Natale nel finale) troppo zuccherosi; ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: all’attivo cinque Golden Globe, tre Oscar conquistati, tra cui quello inatteso e certo azzardato per il miglior film. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 3, Due Giardini sala Ombrerosse, Greenwich Village sala 3, Romano sala 3, Uci)
 
Momenti di trascurabile felicità – Commedia. Regia di Daniele Luchetti, con Pif, Thony e Renato Carpentieri. Alla base del film del regista del “Portaborse” sono i due libri di Francesco Piccoli (qui anche cosceneggiatore) pubblicati da Einaudi, “Momenti di trascurabile felicità” e “Momenti di trascurabile infelicità”. Momenti che coinvolgono la vita di ognuno: questa volta potrà approfittarne Paolo che, passato a miglior vita per un incidente in motorino – un furgone l’ha messo sotto mentre lui passava con il rosso -, riuscendo a convincere Qualcuno che quella non era assolutamente ancora la sua ora – una sorta di “Il paradiso può attendere” in chiave nostrana -, avrà a disposizione un surplus di 92 minuti (che è poi la durata del film) per intavolare un bilancio della propria esistenza. Durata 92 minuti. (Massaua, Eliseo Blu, F.lli Marx sala Chico, Reposi, Romano sala 2, Uci)
 
Peppermint – L’angelo della vendetta – Azione. Regia di Pierre Morel, con Jennifer Garner e John Gallagher jr. Riley North assiste un giorno all’assassinio del marito e della figlia ad opera di una banda di narcotrafficanti. Catturati, i balordi grazie ad un giudice corrotto vengono rimessi in libertà, mentre Riley è ricoverata in un ospedale psichiatrico. Passeranno cinque anni, ma la donna ritroverà la forza e il coraggio di sostituirsi alla legalità nella ricerca e nell’eliminazione dei componenti della banda. Durata 101 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)
 
Peterloo – Storico. Regia di Mike Leigh, con Rory Kinnear, Maxine Peake e Pearce Quigley. Un ritratto epico degli eventi legati ai fatti di Peterloo, quando nel 1819 un pacifico raduno si riunì presso St Peter’s Fields a Manchester e si trasformò in uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti della storia britannica. Contro una folla di oltre 60.000 persone (molti degli uomini presenti avevano combattuto sui campi di Waterloo), guidate dal politico Henry Hunt, radunate per richiedere riforme democratiche tra cui l’estensione del diritto di voto e per protestare contro i crescenti livelli di povertà, nel pericolo di una successiva rivolta insurrezionale, fu dato il comando di un assalto ad opera di uno squadrone di Ussari: una quindicina di morti e oltre 600 feriti rimasero sul terreno. Proteste si sparsero in tutto il paese e con esse nuove repressioni da parte del governo. Durata 154 minuti. (Nazionale sala 2)
 
Il professore e il pazzo – Drammatico. Regia di P.B. Shemran, con Mel Gibson, Sean Penn e Natalie Dormer. La vera storia del professor James Murray al quale è affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le regole di lingua inglese. Per far ciò l’uomo avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a inviare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato tuttavia ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester, un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza pronta a trasformarsi in una splendida amicizia. Durata 124 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande, F.lli Marx sala Groucho, Uci)
 
Ricordi? – Drammatico. Regia di Valerio Mieli, con Luca Marinelli e Linda Caridi. Un amore, un legame coltivato e dopo qualche tempo perduto, che riunisce un giovane docente universitario, pieno di dubbi, imperfetto e introverso, e una altrettanto giovane insegnante di liceo. Mentre le immagini si mescolano lungo tutto il film tra passato e presente, al termine di un percorso compiuto insieme, entrami ricorderanno in maniera completamente diversa quell’amore. A nove anni da “Dieci inverni”, Mieli regala un altro intenso ritratto della generazione giovanile, applauditissimo a Venezia. Durata 106 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino)
 
Scappo a casa – Commedia. Regia di Enrico Lando, con Aldo Baglio e Angela Finocchiaro. In libera uscita dal Trio (con Giovanni e Giacomo: ma i tre daranno inizio ad un nuovo loro film nel prossimo giugno), Aldo è Michele, uomo superficiale, egoista, intollerante, vive di apparenza, gira in macchina di lusso e porta al polso orologi di marca (ma taroccati), in testa un parrucchino che lo aiuta a fare colpo sul gentil sesso. Dovrà necessariamente cambiare carattere e stile di vita, se un giorno, durante un viaggio d’affari (e di piacere) in Ungheria, verrà scambiato per un immigrato e obbligato a sottostare a numerose avventure tra il comico e il drammatico. Durata 92 minuti. (Massaua, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
 
Una giusta causa – Drammatico. Regia di Mimi Leder, con Felicity Jones , Armie Hammer e Katie Bates. Ruth Bader Ginsburg è una delle nove donne ad entrare, nel 1956, al corso di Legge dell’Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, fu rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin e dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon, accetta un controverso caso di discriminazione di genere. contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo, determinando un epocale precedente nella storia degli stati uniti sul fronte dela parità dei diritti. un tributo a una delle figure più influenti del nostro tempo, seconda donna a essere nominata giudice della corte suprema, un omaggio a tutte le donne, un invito a non farsi sopraffare. Durata 120 minuti. (Centrale V.O., Nazionale sala 1, The Space, Uci)
 
I villeggianti – Commedia. Regia di Valeria Bruni Tedeschi, con Riccardo Scamarcio, Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi. Anna alla fine di un amore (è lui a lasciarla), Anna sollecitata da un produttore a presentarsi al Centro di cinematografia per convincere la commissione a finanziare il suo prossimo film, Anna che vive con la sua “corte”, con le debolezze e gli slanci che le conoscono e che lei stessa si riconosce, Anna con sua figlia tra familiari e amici durante le vacanze estive nella villa in Costa Azzurra. La vita della regista/interprete che si mescola tra realtà e finzione cinematografica, Valeria in perfetta sovrapposizione personaggio/interprete che mette ancora una volta il suo presente e il suo passato dentro un suo film, i volti della madre e della figlia adottata con Louis Garrel, la sceneggiatrice del film da fare che è l’autentica sceneggiatrice del film che vediamo oggi sullo schermo. Durata 128 minuti. (Classico da ven. 29 marzo)
 
 

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