Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI
Le trame dei film nelle sale di Torino
A CURA DI ELIO RABBIONE


 

10 giorni senza mamma – Commedia. Regia di Alessandro Genovesi, con Fabio De Luigi e Valentina Ludovini. Papà Carlo, mamma Giulia e tre figli, due dieci e tredici anni, una famiglia normale, felicità ed esasperazioni quotidiane, piccole ribellioni, un lavoro. E la vita continua: fino a quando mamma, che finora ha svolto il proprio lavoro di far quadrare ogni cosa, non decide di prendersi una vacanza, dieci giorni a Cuba con la sorella. Toccherà a “lui”, a Carlo, prima padre assente e sempre indaffarato, un po’ troppo perso nella professione, assaggiare il piacere di trasformarsi in “mammo”. Durata 112 minuti. (Uci)

 
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Asterix e il segreto della pozione magica – Animazione. Regia di Louis Clichy e Alexandre Astier. Asterix e Obelix corrono in aiuto del vecchio Panoramix per trovare la persona cui tramandare il segreto della pozione magica. Sarà Pectin, una giovane ragazza. Ma nel frattempo il rude romano Tomcrus attacca con le sue truppe il villaggio mentre il perfido Sulfurix tenta di impadronirsi della ricetta segreta. Durata 105 minuti. (Ideal)

 
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A un metro da te – Drammatico. Regia di Justin Baldoni, con Cole Sprouse e Haley Lu Richardson. Giovanissimi, diciassettenni, Stella e Will sono affetti entrambi da fibrosi cistica, la loro casa è l’ospedale. Lui affronta la malattia cinicamente, lei in modo più positivo. Al di là del parere contrario e delle apprensioni di medici e di genitori, i due ragazzi si innamorano, sfidando la legge delle terapie che li vogliono distanti l’uno dall’altra di almeno due metri, riducibili possibilmente a un metro e mezzo (ovvero cinque piedi e infatti “Five Feet Apart” suona il titolo originale, ancora ristretto nella nostra traduzione). È un piccolo passo, che tuttavia ha un risultato positivo soprattutto sui comportamenti di Will, pronto ad accettare una nuova cura. Durata 117 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci anche V.O.)

 
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Boy erased – Vite cancellate – Drammatico. Regia di Joel Edgerton, con Nicole Kidman, Russell Crowe, Lucas Edges, Xavier Dolan e Joel Edgerton. Tratto dal libro autobiografico del giornalista Garrard Conley. Jared ha diciannove anni, è il figlio di un pastore battista in un piccola città dell’Arkansas e un giorno svela agli increduli e imbarazzati genitori la propria omosessualità. Il giovane dovrà scegliere, se abbandonare per far prevalere le proprie scelte di vita la famiglia e il rispetto e la fede in Dio o se affidarsi al programma “di cura” portato avanti in un centro chiamato “Love in Action”, un programma di rieducazione eterosessuale. Durata 115 minuti. (Ambrosio sala 2, Uci)

 
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Captain Marvel – Fantasy. Regia di Anna Boden e Ryan Fleck, con Brie Larson, Jude Law, Samuel L. Jackson e Annette Bening. Carole Denvers, nell’America di metà anni Novanta, è una giovane ragazza con un passato confuso, arruolata nell’esercito dei Kree, ricca di emozioni e di un’aggressività che a stento riesce a tenere a freno. In una Terra su cui è stata catapultata, incontrerà l’agente Fury, che le starà al fianco nella lotta e nella comprensione del proprio passato, dove tra l’altro spicca un periodo di esercitazione in un campo militare agli ordini di una misteriosa donna. Successo certo per gli appassionati, in previsione del prossimo “Avengers: Endgame”, in arrivo a primavera. Durata 126 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)

 
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Il colpevole – The Guilty – Thriller. Regia di Gustav Möller, con Jakob Cedergren. Asger Holm è un agente di polizia che si è messo nei guai e per questo è stato confinato a rispondere ad un numero di emergenza insieme a più anziani colleghi. Vive questo lavoro con insofferenza e agitazione, anche perché l’indomani lo aspetta il processo che deciderà della sua carriera. Quando riceve la telefonata disperata di una donna che dice di essere stata rapita, Asger decide di mettersi in gioco e fare il possibile, fino a scavalcare le regole, per non tralasciare alcuna possibilità. Il suo desiderio di redenzione si incaglia però in un caso che è molto più complesso di quello che sembra e le sue buone intenzioni rischiano di avere effetti controproducenti per sé e per gli altri. Un film perfetto, teso, con una sceneggiatura e una regia senza una sbavatura, ottimamente interpretato: assolutamente da vedere. Grande successo all’ultimo TFF. Durata 85 minuti. (Greenwich Village sala 1)

La conseguenza – Drammatico. Regia di James Kent, con Alexander Skarsgård e Jason Clarke. Amburgo, 1945. Rachael e Lewis Morgan si sono appena trasferiti in Germania dopo la sconfitta tedesca. Lewis è un alto comandante dell’esercito inglese e gli viene assegnata una casa di grande prestigio: la villa di Stefan Lubert, un celebre architetto tedesco ora ridotto a lavorare come operaio alla pressa. Lubert subisce l’esproprio con dignità, ma sua figlia quattordicenne Freda non riesce a nascondere il proprio disappunto. Lewis decide di comportarsi con clemenza verso il suo ospite proponendogli di abitare sotto lo stesso tetto: i Morgan nelle stanze di rappresentanza, i Lubert in soffitta. Rachael non riesce a comprendere la generosità del marito, anche perché i tedeschi sono stati responsabili di un grave lutto nella loro famiglia. Ma la convivenza con il “nemico” le riserverà grandi sorprese. Durata 108 minuti. (Greenwich Village sala 3, Lux sala 2, Reposi, Uci)

 
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Il corriere – The mule – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Bradley Cooper, Diane Wiest e Clint Eastwood. La storia vera, apparsa su “New York Times Magazine” nel giugno del 2014, di Leo Sharp, veterano della guerra di Corea, un matrimonio alle spalle, che superati gli ottanta (Eastwood con grande immedesimazione ha girato il film a 88 anni), non supportandolo più la sua passione per l’orticoltura, si era messo in tutta tranquillità a trasportare droga con il suo bianco pick-up attraverso l’Illinois per il Cartello di Sinaloa. Incensurato, uomo tranquillo, lontanissimo dal destare sospetti, vede allungarsi le occasioni di trasporto: ma gli agenti del Drug Enforcement Administration (DEA) gli stanno alle costole e la notizia che la moglie è malata terminale lo costringerà a prendere una decisione immediata sul suo futuro. Durata 116 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse)

 
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Dafne – Drammatico. Regia di Federico Biondi, con Carolina Raspanti e Antonio Piovanelli. Una ragazza di trentacinque anni, portatrice della sindrome di Down, si sente indipendente pur vivendo ancora in casa con i genitori. Alla morte improvvisa della madre, il padre cede alla depressione e sarà Dafne a prendersi cura di lui, affrontando prima di ogni cosa quella morte che è entrata nella casa. Durata 94 minuti. (Centrale)

 
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Domani è un altro giorno – Commedia. Regia di Simone Spada, con Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Giuliano e Tommaso sono amici da trent’anni, il primo vive da tempo in Canada e insegna robotica, l’altro è rimasto a Roma e fa l’attore. Entrambi sono romani “dentro”, seppur con caratteri molto diversi: Giuliano estremamente estroverso, seduttore e innamorato della vita: tuttavia, condannato da una diagnosi terminale e ormai deciso, dopo un anno di lotta, ad abbandonare le cure. Tommaso, riservato e taciturno, lo raggiunge a Roma, soltanto quattro giorni per tirare le somme di una vita intera. L’incontro fa ritrovare di nuova quella complicità che li ha sempre uniti, quella capacità di scherzare su tutto che è fondamentare per esorcizzare l’inevitabile. C’è qualche conto da chiudere, soprattutto un luogo antico e ricco da ritrovare, da ripercorrere, da riconoscere come qualcosa per cui ne è valsa la pena: lo spazio intatto e inattaccabile della loro amicizia. Con loro un terzo incomodo, Pato, un bovaro bearnese che per Giuliano è praticamente un figlio. Remake di quel piccolo capolavoro che è stato lo spagnolo “Truman – un vero amico è per sempre” di Cesc Gay, cinque premi Goya all’attivo. Durata 98 minuti. (Eliseo Blu, Reposi)

 
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L’eroe – Drammatico. Regia di Cristiano Anania, con Salvatore Esposito e Cristina Donadio. Giorgio, un giovane ma non brillante giornalista, è allontanato dalla testata per cui scrive per aver pubblicato un’inchiesta piuttosto scomoda. Nella provincia in cui quasi s’è rifugiato, è coinvolto in un drammatico caso, ovvero la scomparsa per rapimento del nipote di una donna assai potente, un’imprenditrice del luogo. Durata 90 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse)

 
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Escape Room – Thriller. Regia di Adam Robitel, con Taylor Russell, Tyler Labine e Deborah Ann Woll. Un gioco, pare un gioco con il suo bel milione di dollari come premio in palio. Una sequenza di stanze, la ricerca di una compatta unione da parte dei contendenti, le difficolta, il tempo a disposizione per risolvere gli enigmi (o i tranelli), la paura somministrata a piccole o grandi dosi e da trasmettere allo spettatore. Durata 98 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)

 

Gloria Bell – Drammatico. Regia di Sebastiàn Lelio, con Julianne Moore e John Turturro. Il regista cileno, premio Oscar per il migliore film straniero con “Una donna fantastica”, trasporta a Los Angeles il suo “Gloria” ambientato a Santiago sei anni fa. Nel riproporre la vicenda che lo aveva già fatto apprezzare, ci racconta ancora di Gloria che ama i suoi figli ormai adulti ma che si sente ancora una donna desiderabile, che ama ballare nei club per single e, tra un’avventura e l’altra, non smette di credere all’amore. Proprio in una di quelle serata, sulla pista da ballo, incontra Arnold, fresco di divorzio, e tra i due nasce una passione travolgente che farà riscoprire a entrambi una felicità quasi dimenticata. Tuttavia la ex moglie e le figlie di Arnold sono ancora presenti, il suo cellulare squilla incessantemente e lui non sembra sapersi staccare dal passato. Durata 102 minuti. (Eliseo Blu, Romano sala 1)

 
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Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film poggia sull’enorme bravura di Mortensen, tralasciando lo spettatore tutta la prevedibilità della storia (vera) e certi momenti (la cena di Natale nel finale) troppo zuccherosi; ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: all’attivo cinque Golden Globe, tre Oscar conquistati, tra cui quello inatteso e certo azzardato per il miglior film. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 3, Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village sala 2, Romano sala 3, Uci)

 

Instant Family – Commedia. Regia di Sean Anders, con Mark Wahlberg, Rose Byrne e Octavia Spencer. Pete e Ellie non hanno figli: ma un bel giorno decidono di attorne uno e si iscrivono ad un corso preparatorio. I loro occhi cadono su Lizzie, una ragazzina con una madre, tossicodipendente, in carcere per aver causato un incendio in casa, una probabile scelta tenuta a freno dalla consapevolezza dei problemi che i ragazzi dell’età di Lizzie possono causare. Ad accrescere il disagio è la scoperta che la ragazza ha anche due fratelli di minore età. Alla fine sarà quella scelta a prevalere, con il pericolo, più o meno futuro, che la madre si possa ripresentare. Durata 119 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 
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Momenti di trascurabile felicità – Commedia. Regia di Daniele Luchetti, con Pif, Thony e Renato Carpentieri. Alla base del film del regista del “Portaborse” sono i due libri di Francesco Piccoli (qui anche cosceneggiatore) pubblicati da Einaudi, “Momenti di trascurabile felicità” e “Momenti di trascurabile infelicità”. Momenti che coinvolgono la vita di ognuno: questa volta potrà approfittarne Paolo che, passato a miglior vita per un incidente in motorino – un furgone l’ha messo sotto mentre lui passava con il rosso -, riuscendo a convincere Qualcuno che quella non era assolutamente ancora la sua ora – una sorta di “Il paradiso può attendere” in chiave nostrana -, avrà a disposizione un surplus di 92 minuti (che è poi la durata del film) per intavolare un bilancio della propria esistenza. Durata 92 minuti. (Massaua, Eliseo Rosso, F.lli Marx sala Chico, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)

 
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Non sposate le mie figlie 2 – Commedia. Regia di Philippe de Chauveron, con Christian Clavier e Chantal Lauby. Necessario seguito alle “tragicomiche” peripezie della prima puntata: ora i coniugi Verneuil debbono affrontare quattro nuovi casi, dal momento che gli altrettanti mariti delle loro figlie hanno deciso di lasciare la Francia per vari motivi. Che succederà questa volta? Durata 90 minuti. (Reposi, Uci)

 
 
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Peppermint – L’angelo della vendetta – Azione. Regia di Pierre Morel, con Jennifer Garner e John Gallagher jr. Riley North assiste un giorno all’assassinio del marito e della figlia ad opera di una banda di narcotrafficanti. Catturati, i balordi grazie ad un giudice corrotto vengono rimessi in libertà, mentre Riley è ricoverata in un ospedale psichiatrico. Passeranno cinque anni, ma la donna ritroverà la forza e il coraggio di sostituirsi alla legalità nella ricerca e nell’eliminazione dei componenti della banda. Durata 101 minuti. (Massaua, Ideal, The Space, Uci)

 

Peterloo – Storico. Regia di Mike Leigh, con Rory Kinnear, Maxine Peake e Pearce Quigley. Un ritratto epico degli eventi legati ai fatti di Peterloo, quando nel 1819 un pacifico raduno si riunì presso St Peter’s Fields a Manchester e si trasformò in uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti della storia britannica. Contro una folla di oltre 60.000 persone (molti degli uomini presenti avevano combattuto sui campi di Waterloo), guidate dal politico Henry Hunt, radunate per richiedere riforme democratiche tra cui l’estensione del diritto di voto e per protestare contro i crescenti livelli di povertà, nel pericolo di una successiva rivolta insurrezionale, fu dato il comando di un assalto ad opera di uno squadrone di Ussari: una quindicina di morti e oltre 600 feriti rimasero sul terreno. Proteste si sparsero in tutto il paese e con esse nuove repressioni da parte del governo. Durata 154 minuti. (Nazionale sala 1: il regista Mike Leigh, Palma d’oro a Cannes per “Segreti e bugie” e Leone d’oro a Venezia per “Vera Drake” sarà in sala venerdì 22 per presentare al pubblico il suo nuovo film, grande successo – sottovalutato – alla Mostra di Venezia 2018)

 
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Il professore e il pazzo – Drammatico. Regia di P.B. Shemran, con Mel Gibson, Sean Penn e Natalie Dormer. La vera storia del professor James Murray al quale è affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le regole di lingua inglese. Per far ciò l’uomo avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a inviare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato tuttavia ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester, un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza pronta a trasformarsi in una splendida amicizia. Durata 124 minuti. (Ambrosio sala 1, F.lli Marx sala Harpo, Uci)

 
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La promessa dell’alba – Drammatico. Regia di Eric Barbier, con Charlotte Gainsbourg e Pierre Niney. Già circa quarant’anni fa Jules Dassin aveva affrontato il romanzo di Romain Gary avendo come interpreti Melina Mercouri e Assaf Dayan, aveva portato sullo schermo quello che è stato definito “uno dei più straordinari tributi mai scritti da un uomo alla propria madre”. La storia avventurosa dello scrittore, l’infanzia in Polonia e l’adolescenza e la successiva vita di studente tra la Costa Azzurra e Parigi, la sua partecipazione al secondo conflitto mondiale come intrepido pilota, le sue tante avventure femminili, il proprio rapporto con la madre Nina, che lo ha allevato da sola, il folle amore di una madre possessiva ed eccentrica, indomabile negli sforzi di vedere il figlio affermarsi come scrittore, un rapporto che ha sempre unito due forti personalità ma che è stato altresì un faticoso peso per tutta la vita. Romain Gary morì suicida a Parigi nel 1980. Durata 131 minuti. (Nazionale sala 2)

 
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Ricordi? – Drammatico. Regia di Valerio Mieli, con Luca Marinelli e Linda Caridi. Un amore, un legame coltivato e dopo qualche tempo perduto, che riunisce un giovane docente universitario, pieno di dubbi, imperfetto e introverso, e una altrettanto giovane insegnante di liceo. Mentre le immagini si mescolano lungo tutto il film tra passato e presente, al termine di un percorso compiuto insieme, entrami ricorderanno in maniera completamente diversa quell’amore. A nove anni da “Dieci inverni”, Mieli regala un altro intenso ritratto della generazione giovanile, applauditissimo a Venezia. Durata 106 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria)

 
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Scappo a casa – Commedia. Regia di Enrico Lando, con Aldo Baglio e Angela Finocchiaro. In libera uscita dal Trio (con Giovanni e Giacomo: ma i tre daranno inizio ad un nuovo loro film nel prossimo giugno), Aldo è Michele, uomo superficiale, egoista, intollerante, vive di apparenza, gira in macchina di lusso e porta al polso orologi di marca (ma taroccati), in testa un parrucchino che lo aiuta a fare colpo sul gentil sesso. Dovrà necessariamente cambiare carattere e stile di vita, se un giorno, durante un viaggio d’affari (e di piacere) in Ungheria, verrà scambiato per un immigrato e obbligato a sottostare a numerose avventure tra il comico e il drammatico. Durata 92 minuti. (Massaua, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)

 
 
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Un viaggio indimenticabile – Drammatico. Regia di Til Schweiger, con Nick Nolte, Matt Dillon, Jacqueline Bisset, Emily Mortimer e Greta Scacchi. Amadeus è rimasto vedovo da poco tempo e deve combattere contro l’Alzheimer. Non essendo più in grado di bacare a se stesso, va a vivere in casa del figlio e della nuora, una coppia già carica di problemi. La presenza della piccola Tilda, di soli dieci anni, darà una svolta alla vita dell’anziano uomo: quando esprimerà il desiderio di ritornare sui luoghi che in passato lo hanno visto felice, sarà la bambina ad accompagnarlo, sottraendosi alla volontà dei genitori: da Londra a Venezia, in un viaggio che cambierà non soltanto le loro due vite ma anche le abitudini dell’intera famiglia. Durata 139 minuti. (Centrale V.O., F.lli Marx sala Groucho, Uci)

 
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I villeggianti – Commedia. Regia di Valeria Bruni Tedeschi, con Riccardo Scamarcio, Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi. Anna alla fine di un amore (è lui a lasciarla), Anna sollecitata da un produttore a presentarsi al Centro di cinematografia per convincere la commissione a finanziare il suo prossimo film, Anna che vive con la sua “corte”, con le debolezze e gli slanci che le conoscono e che lei stessa si riconosce, Anna con sua figlia tra familiari e amici durante le vacanze estive nella villa in Costa Azzurra. La vita della regista/interprete che si mescola tra realtà e finzione cinematografica, Valeria in perfetta sovrapposizione personaggio/interprete che mette ancora una volta il suo presente e il suo passato dentro un suo film, i volti della madre e della figlia adottata con Louis Garrel, la sceneggiatrice del film da fare che è l’autentica sceneggiatrice del film che vediamo oggi sullo schermo. Durata 128 minuti. (Classico, Reposi)

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