La rubrica della domenica

in Cosa succede in città
Giovanni Gentile occultato – Ztl a pagamento : lunedì alle 19 andiamo in piazza – Il Re Umberto II – Lettere
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Giovanni Gentile occultato
A Firenze per una conferenza al Rotary Firenze , sono tornato volentieri al tempio di Santa Croce per un  breve, ma moralmente salutare, percorso foscoliano tra le “itale glorie” racchiuse in quella chiesa: Machiavelli,Michelangelo, Galilei, Alfieri, Foscolo, Gentile .  Due anni fa vidi la tomba di Giovanni Gentile non visitabile per restauri e, a distanza, notai un aspirapolvere accanto alla tomba.Una trascuratezza inspiegabile  o un dileggio voluto.  Oggi la tomba e’ stata addirittura estromessa dal percorso di visita  e appartiene a quella piccola parte di Chiesa riservata esclusivamente a finalità religiose. In ogni caso chi non sapesse della sua esistenza, non potrebbe mai imbattersi nella tomba del filosofo siciliano ammazzato a Firenze nell’aprile del 1944 da partigiani comunisti sconfessati, almeno a parole,dallo stesso CLN fiorentino. Non comprendo questa emarginazione nei suoi confronti che spero non suggerita da ragioni politiche che non farebbero onore a chi ha deciso di occultarla in maniera così conigliesca. Chi scrive e’ da sempre antifascista nel solco della cultura liberale e, proprio per questo, non potrebbe accettare discriminazioni faziose di qualsiasi segno politico, innanzi tutto come studioso di storia. Il giovane Giovanni Spadolini scrisse parole di furente condanna dell’omicidio di Giovanni Gentile, figura di grande significato nel panorama culturale italiano ed europeo. Gentile fu l’autore dell’unica riforma scolastica italiana degna di questo nome e grande organizzatore di culturale a cui si deve l’Enciclopedia italiana. Il suo pensiero filosofico,forse persino più di quello di Benedetto Croce, ha rappresentato un riferimento importante non solo italiano. Mi piacerebbe conoscere il nome del Carneade fiorentino che vuole occultare la tomba di un grande italiano .L’essere stato fascista, ad un certo livello intellettuale, non può essere ragione valida per condannarne la memoria storica anche dopo oltre 70 anni dalla morte. 
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Ztl a pagamento: lunedì alle 19  andiamo in piazza 

La delibera sull’allargamento alle 19,30 della Ztl a pagamento appare un’impostazione molto ideologica che fa pensare alla griglia tramviaria del 1982 voluta da Novelli e che portò a tale scontento i torinesi da decretare nel 1985 la fine delle giunte rosse a furor di popolo. Allora,dopo aver bloccato con assoluta insipienza la costruzione della Metropolitana,si volle imporre una nuova mappa di trasporti pubblici del tutto irrazionale.L’impostazione giacobina del provvedimento dell’amministrazione Appendino fa pensare all’arroganza di Novelli e dell’assessore Rolando e in tempi più recenti agli assurdi manicheismi dell’assessore verde Hutter. L’argomento di salvaguardare dai fumi di scarico il centro è insostenibile perché essi si concentreranno in altre zone circostanti della città.Pensare di creare un’ isola beata e privilegiata per i residenti in centro è una mostruosità radical chic. Imporre una tassa di 5 euro per entrare in centro equivale a far cassa a spese di chi ha necessità per lavoro o altri motivi legittimi di circolare in centro. Ed equivale anche a penalizzare i commercianti del centro,già in evidente difficoltà,a tutto vantaggio dei centri commerciali.Le città devono essere aperte e chiudere si rivela un errore destinato a provocare la protesta dei cittadini. Inoltre un provvedimento del genere potrebbe avere una logica solo se deciso dopo un forte potenziamento del mezzo pubblico.Ma a Torino l’esistenza di una sola linea di metro rende attualmente impraticabile quella strada che le giunte rosse bloccarono per un decennio. Ancora una volta i grillini rivelano inadeguatezza e impreparazione perché il discorso della circolazione e dei trasporti deve riguardare contestualmente centro e periferie in un quadro complessivo che miri alle esigenze dei torinesi. La baraonda creata in piazza Baldissera rende bene l’idea di che risultati sanno generare gli attuali amministratori che non hanno avuto neppure il coraggio di partecipare ad un dibattito pubblico sulla Ztl tenutosi giovedì scorso. Quel non presentarsi all’appuntamento la dice lunga su chi siano effettivamente. Lunedì 18 alle 19 partecipiamo alla grande manifestazione di protesta davanti al Municipio in piazza Palazzo di Città . Io ci sarò sicuramente.  
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Il Re Umberto II 

Sabato sono stato  ad Altacomba a partecipare con Alessandra Belotti ,responsabile del gruppo Savoia di Torino ed altri amici , ad una cerimonia religiosa in ricordo e in suffragio dell’ultimo Re d’Italia Umberto II ,mancato in esilio nel 1983 e sepolto nell’antica abbazia benedettina sul lago del Bourget. Ero stato ai funerali del Re ,che conobbi quando avevo 14 anni a Cascais ,insieme a due alti e coraggiosi magistrati miei amici, Attilio Rossi e Guido Barbaro.  Sono tornato volentieri a rendere omaggio ad un Re che seppe regnare in tempi difficili e dimostrò equilibrio,pazienza e spirito democratico. Regno’ di fatto due anni e non solo il mese di maggio del 1946,come venne detto, perché dalla liberazione di Roma nel giugno 1944 fu luogotenente generale del Regno con  i poteri di re. Partì dall’Italia dopo un referendum non privo di ombre e di dubbi il 13 giugno 1946 per evitare all’Italia una quasi certa guerra civile. Non fosse altro che per questo atto, Umberto II meriterebbe rispetto,per non parlare dei decenni di esilio vissuti con una dignità umana e cristiana davvero esemplari .Vedere con me tanti italiani presenti ad Altacomba mi ha fatto bene perché essi dimostrano che ci sono donne e uomini orgogliosi di un passato che merita, se non rimpianto, almeno attenzione.  
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Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com
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La moglie di Firpo  
.Ho letto nella rubrica di domenica scorsa l’episodio inedito del prof.Luigi Firpo che si rifiutò di scrivere a Berlinguer una lettera sollevando dal versante laico dei dubbi sul compromesso storico ,come aveva fatto il vescovo di Ivrea Bettazzi dal versante cattolico. Il compromesso storico rischio’ davvero di strozzare la democrazia liberale in Italia, come affermò un altro presidente del Centro Pannunzio,Mario Soldati.  Lei ha spiegato il rifiuto di Firpo a sollevare dubbi con le sue amicizie in ambienti del PCI o vicini a quel partito,ma non ha citato la persona  a lui più vicina,la seconda moglie, Laura Salvetti, appassionata comunista ed amica stretta dell’ex sindaco Novelli che, come lei ricorda, era abituale frequentatore di casa Firpo.   
 
                                                                    Luigina Ferraris
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Gentile lettrice, lei ha pienamente ragione :la signora Laura Salvetti vedova Firpo aveva ed ha proprio quell’orientamento. In una recente intervista a “Repubblica “  per i suoi 80 anni ha dichiarato che dopo il matrimonio aveva cambiato il professore ,a partire dell’abbigliamento . Sicuramente ha anche influito politicamente,anche se poi Firpo si candidò con i repubblicani e riuscì eletto deputato.In effetti l’eminenza grigia -anzi potremmo dire  rossa -di casa era proprio la signora Laura Salvetti.  In molti casi il “cherchez la femme “e’ d’obbligo e Firpo era davvero innamorato della sua Laura . Anche Norberto Bobbio,studioso di ben altro livello e spessore di Firpo,subiva un po’ l’influenza politica della moglie, molto più a sinistra di lui.Io ho conosciuto e frequentato ambedue e lo posso testimoniare 

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