Monthly archive

Febbraio 2019

Gli arcieri piemontesi in Turchia

in SPORT

Sono scattati a Samsun, in Tuchia, i Campionati Europei Indoor. Numerosa la spedizione azzurra, di cui fanno parte anche sei arcieri piemontesi (o tesserati per società piemontesi)

Nella prima giornata di gare si sono svolte le qualifiche (60 frecce), si sono allineati i tabelloni individuali dell’olimpico agli ottavi di finale e quelli del compound ai sedicesimi; definiti anche i tabelloni a squadre. Tutti ancora in gara i piemontesi. Nell’olimpico Senior Marco Morello (Aeronautica Militare/Iuvenilia) ha chiuso la qualifica al 14esimo posto con 577 punti e ai sedicesimi ha battuto 7-1 il russo Tsybzhitov, passando agli ottavi dove affronterà il turco Gazoz, terzo nella qualifica vinta dall’altro azzurro Massimiliano Mandia. Nell’olimpico Junior bel quarto posto di Alessandro Paoli (Iuvenilia) dopo le 60 frecce, con 586 punti. Al primo turno il giovane torinese vicecampione italiano indoor nello scorso week end a Rimini ha superato 6-2 lo slovacco Ivan ed è ora atteso dal match degli ottavi contro il francese Vautrin. Nella stessa divisione e classe Aiko Rolando (Iuvenilia) ha concluso la qualifica in sesta posizione con 570 punti; grazie al bye di primo turno è approdata direttamente agli ottavi, dove incontrerà la russa Orshnikova. Tre anche gli arcieri della nostra regione impegnati nel compound. Irene Franchini (Fiamme Azzurre/Arcieri delle Alpi) si è piazzata nona in qualifica con 581 punti e ai sedicesimi troverà la slovacca Shkolna. Fabio Ibba (Oscar Oleggio Bellinzago), 23esimo in qualifica con 583 punti, affronterà invece il finlandese Juutilainen. Alex Boggiatto (Ar.Co. Arcieri Collegno), infine, ha chiuso al secondo posto le qualifiche con l’ottimo score di 590, per un solo punto alle spalle del norvegese Faugstad, ed è direttamente passato agli ottavi di finale. In tabellone anche tutte le squadre azzurre, che a partire da domani andranno a caccia di medaglie. Domattina andranno in scena le eliminatorie individuali senior e junior, mentre la pomeriggio si terranno quelle a squadre. Venerdì si disputeranno le finali a squadre (al mattino gli junior e al pomeriggio i senior), sabato 2 marzo le finali individuali per assegnare tutte le medaglie (al mattino gli junior e al pomeriggio i senior).
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La Mole si tinge di rosa

in FOTO DEI LETTORI

In occasione della manifestazione Just the woman I am la Mole si illumina di rosa. Le foto sono di Mario Alesina

Leonidas Kavakos e Sol Gabetta le stelle di marzo

in CULTURA E SPETTACOLI

Venerdì primo marzo alle 20.30 all’Auditorium Toscanini, concerto dell’Orchestra Rai diretta da William Eddins con Simone Rubino alle percussioni e il Janoska Ensemble
Martedì 5 alle 20, al Teatro Vittoria, per la stagione dell’Unione Musicale, Pedro Robert Toronal , Dong Yang Xing e allievi ed ex allievi del Conservatorio, eseguiranno musiche di Schumann. Mercoledì 6 alle 21 al Conservatorio, Emanuele Arciuli al pianoforte eseguirà musiche di Schonberg, Haydn, Liszt, Berg, Debussy, Castelnuovo-Tedesco. Giovedì 7 alle 20.30 e venerdì 8 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Edward Gardner e con Anna Caterina Antonacci mezzosoprano, eseguirà musiche di Janàcek, Berlioz e Mahler. Martedì12 alle 20 al Teatro Regio, per la Stagione d’opera, debutto di “Agnese”, dramma semiserio in 2 atti, musica di Ferdinando Avater L’Orchestra del Teatro sarà diretta da Diego Fasolis. Repliche fino a domenica 24. Martedì 12 alle 20 al Teatro Vittoria, verrà eseguito l’integrale dei lieder di Schubert. Mercoledì 13 alle 21 al Conservatorio, per la stagione dell’Unione Musicale, Massimo Polidori al violoncello, eseguirà le suites per violoncello solo n.1. n.3. n.5 di Bach. Giovedì 14 alle 20.30 e venerdì 15 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Costantinos Carydis e con Sol Gabetta al violoncello, eseguirà musiche di Guiraud Lalo, Korsakov. Lunedì 18 alle 20 al Teatro Vittoria, Archicembalo Il Modo Italiano, eseguirà musiche di Vivaldi e Handel. Mercoledì 20 alle 21 al Conservatorio, per la stagione dell’Unione Musicale, Leonidas Kavakos al violino e Enrico Pace al pianoforte, eseguiranno un programma ancora da definire. Giovedì 21 alle 20.30 e venerdì 22 alle 20, l’Orchestra Rai diretta da Juraj Valcuha e con Alexander Malofeev al pianoforte, eseguirà musiche di Dvoràk, Cajkovskij, Rachmaninov.

Sempre giovedì 21 alle 10.30, al Teatro Regio per la stagione d’opera, debutto di Pinocchio opera in 2 atti, musica di Pierangelo Valtinoni. Repliche fino a sabato 23. Sabato 23 alle 20 al Teatro Vittoria, Gabriele Casciano e allievi ed ex allievi del Conservatorio, eseguiranno musiche di Schumann. Martedì 26 alle 20.30 all’Auditorium del Lingotto, la Kammerakademie Potsdam diretta da Antonello Manacorda e con Maximilian Hornung al violoncello, eseguirà musiche di Wagner, Schumann e Brahms. Mercoledì 27 alle 21 al Conservatorio, il Quartetto Belcea, eseguirà musiche di Haydn, Britten e Beethoven. Giovedì 28 alle 20.30 e venerdì 29 alle 20, all’Auditorium Toscani, l’Orchestra Rai diretta da Omer Meir Wellber e con Sarah Jane Brandon soprano , Katija Dragojevic mezzosoprano, Patrick Grahl tenore, Istvan Kovacs basso e il coro Maghini diretto da Claudio Chiavazza, eseguirà musiche di Mozart. Sabato 30 alle 20, al Teatro Vittoria, per la stagione dell’Unione Musicale, il Quartetto Daidalos eseguirà musiche di Webern, Verdi e Schumann.
 

Pier Luigi Fuggetta

I giovani azzurri visitano il cantiere Tav

in POLITICA

Varaldo (FI): “Se entro la fine di marzo non saranno pubblicati i bandi perderemo i primi 300 milioni dei finanziamenti europei. Il Governo non perda altro tempo. Al Vicesindaco di Torino che afferma che la Tav non esiste rispondiamo con le foto della talpa Federica che avanza circa 18 metri al giorno verso il confine con l’Italia” 
Oggi una delegazione del movimento giovanile di Forza Italia, guidato dal coordinatore provinciale Tommaso Varaldo, visiterà, insieme al Consigliere della Città Metropolitana di Torino Paolo Ruzzola il cantiere della Torino-Lione a Saint-Martin-La-Porte, in Francia. 
“Siamo stanchi dell’immobilismo che viene imposto a tutto il Paese del m5s a suon di continue fake news – continua Varaldo – Tutto il movimento dei NoTav è stato costruito su falsità per procurare allarme e terrore nella popolazione. Prima le bufale delle montagne piene di amianto e di uranio, smentite da migliaia di analisi preliminari e dai fatti: nessuna traccia di amianto e uranio in oltre 15 anni di scavi e nei 20 km di gallerie già scavate” 
“Smentiti hanno costruito le fake news sui costi e benefici – continua Varaldo – ci raccontano che il costo per costruire la Tav è di 20 miliardi quando i costi sono scritti nell’accordo internazionale e prevedono una spesa per il nostro Paese di circa 4,6 mld: 2,9mld per la sezione transfrontaliera e 1,7 per la tratta nazionale, che potrebbe passare a 850mln dopo la disponibilità dell’Ue a finanziare al 50% anche le tratte nazionali” 
“Smentiti anche sui costi sono partiti con le fake news sui benefici negando il florido scambio commerciale tra Italia e Francia – continua Varaldo – ma i dati sono chiari e in crescita: il 20% del valore degli scambi tra Italia e mondo passa dal confine francese e quasi tutto su gomma in direzione, ad esempio, Spagna, Portogallo e Inghilterra. Ci sono 44 milioni di tonnellate di merci che passano ai valichi con la Francia con oltre 3 milioni di Tir. Verso la Svizzera passano meno di 38 milioni di tonnellate ma grazie alle infrastrutture il 70% del trasporto di queste passa su ferrovia, solo il 30% su Tir” 

“Con la nuova linea ferroviaria toglieremo dalla strade migliaia di Tir. Basta pensare che ogni treno porterebbe l’equivalente di 60 Tir – prosegue Varaldo – questo è un bene per l’ambiente, per la sicurezza e per il nostro export. Ma per i No Tav si tratta di un costo per lo Stato perché significa ridurre incassi su pedaggi e accise sui carburanti” 
“La nostra presenza oggi ai cantieri della Tav – conclude Varaldo – oltre che per dimostrare che i giovani smentiscono tutte le fake news dei No Tav è anche testimonianza di solidarietà e di ringraziamento per le centinaia di uomini e donne delle Forze dell’Ordine che negli anni passati sono stati feriti in Valle di Susa, da pietre, razzi e petardi per difendere i cantieri e i lavoratori. Noi vogliamo un’Italia ad alta velocità. Con la Tav la direzione è il futuro” 
A commentare la presenza dei giovani al cantiere è il Coordinatore Regionale di Forza Italia in Piemonte l’On. Paolo Zangrillo “La visita di una delegazione dei giovani di FI ai cantieri della TAV è un ‘ulteriore testimonianza dell’impegno del nostro partito a rivendicare con vigore e coerenza la necessità di procedere senza indugio alla realizzazione dell’opera – afferma Zangrillo – È proprio con riguardo ai giovani e al loro futuro che possiamo ricercare le ragioni più solide sul perché del SI alla TAV, come infrastruttura essenziale per costruire un contesto di sviluppo e crescita dei nostri territori, e quindi fertile a favorire opportunità di lavoro”

“Visitare il cantiere TAV significa prendere consapevolezza che l’opera è concreta e necessaria. Che ogni giorno di ritardo porta a perdita di posti di lavoro – dichiara Daniela Ruffino, parlamentare di Forza Italia eletta nel collegio Valsusa – Per questi motivi ritengo importante che i giovani di Forza Italia possano vedere e toccare con mano ciò che Toninelli e Di Maio in modo infantile e capriccioso rifiutano di fare” Insieme a Tommaso Varaldo e a tutto il gruppo giovani alla visita partecipa anche il Consigliere della Città Metropolitana Paolo Ruzzola. Nel ricordare il voto favorevole alla realizzazione della Torino -Lione espresso a larghissima maggioranza dalla Conferenza Metropolitana dei Sindaci Ruzzola rilancia l’importanza dell’opera quale collegamento strategico est-ovest dell’Europa da cui l’Italia non può e non deve essere esclusa. “Visitare il cantiere con i giovani di Forza Italia – afferma Ruzzola – è una straordinaria occasione per condividere  una visione di sviluppo che guarda in particolare al futuro dei nostri giovani”

Nel ristorante cinese cibo avariato e 20 pesci gatto vivi

in BREVI DI CRONACA

Agenti del Reparto di Polizia Commerciale della Polizia Municipale Torino hanno effettuato un controllo in un ristorante cinese di corso Vittorio Emanuele II° nei pressi di via Arsenale

All’interno dei locali, in un frigo pozzetto, sono stati rinvenuti 20 pesci gatto vivi e sono stati posti sotto sequestro ai sensi del Regolamento di Igiene in attesa dell’intervento del medico del servizio veterinario. Inoltre, sono stati sequestrati 40 chilogrammi di merce perché in cattivo stato di conservazione. Il titolare dell’attività, cittadino di nazionalità cinese, è stato indagato in stato di libertà per tentata frode in commercio (i menù non indicano l’origine surgelata di alcuni alimenti), maltrattamento di animali e cattivo stato di conservazione alimenti.

Il basket è patrimonio di Torino

in SPORT
Molto stretta la via della cessione della Fiat basket Torino. Vero che anche la matematica è opinabile, ma non i numeri. Soprattutto i numeri che sono la premessa per un bilancio veritiero
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La novità sarebbe che si può fare l’operazione se la società viene ricapitalizzata almeno per un milione di euro.  Fonti ufficiali. Usiamo il termine sarebbe, visto che non ci sembra un fulmine a ciel sereno.  Oltre ai problemi in campo ci sono problemi societari. La ricapitalizzazione avviene quando le perdite superano il capitale netto della società. Si è speso di più di quanto incassato. Poi in una società sportiva il patrimonio netto e di fatto solo nel parco atleti. Con le nuove norme sulla proprietà dei cartellini la contabilizzazione del valore a patrimonio rischia di essere un po’ aleatoria, a meno che la società sia direttamente proprietaria di impianti genericamente sportivi. Altra soluzione, che ci sia un mecenate o più finanziatori che nel corso dell’anno immettono denaro fresco in società. E non mi sembra questo il caso. Si ripropone la domanda se la serie A di Basket avrà un futuro, stando così le cose. I continui rinvii non fanno bene alla chiusura delle trattative stesse. Molti in questi mesi hanno fatto gli struzzi per non vedere cosa realmente accadeva. Personalmente sono convinto che la società per essere continuamente competitiva abbia accumulato molti e fin troppi debiti che stanno incidendo sulla possibilità da parte di Forni di passare la mano o di decidere di chiudete tutto. Vorremmo sbagliarci ma l’esistenza di una cordata torinese è molto improbabile. Insomma ci si prepari al peggio.  Successivamente gli appassionati, i tifosi e l’ intera città cercheranno di fare ciò che si deve fate. Una decina di anni fa degli esperti del settore mi spiegavano la quasi inutilità del settore giovanile. Era più economico arruolare giovani stranieri e poi “vendere” il cartellino a società nazionali. Quando inaspettatamente Sassari vinse lo scudetto contro Reggio Emilia il guru del Basket Romeo Sacchetti disse: “Reggio ha perso la sua occasione d’oro e comincerà la sua fase discendente”. Così è stato. Tutto ciò per dire che se Torino vorrà ritornare in auge fino in fondo dovrà partire dal territorio: una rondine non fa primavera e molti si sono illusi che con la vittoria della coppa Italia Torino avesse definitivamente superato le sue decennali crisi. Non c’erano fondamenta per reggere gli inevitabili contraccolpi che anche le vittorie portano. Infine fatemi fare un po’ il retrò.  Lo sport è competizione e formazione. Qui l’informatica può fare da importante supporto ma non la fa da padrona.  Continua a essere il singolo individuo la figura centrale. Individuo che ha una ragione d’essere, soprattutto in un gioco di squadra come il Basket, in un insieme dove tutti giocano la loro parte. Tutti secondo le proprie capacità e possibilità. Anche per questo meglio chi punta sull’insieme del collettivo e non si affida troppo ai procuratori che per antonomasia hanno solo interesse nel piazzare il proprio.  Fiat Auxilium  è stata osannata ed oggi abbastanza vituperata. Ha rappresentato nel bene e nel male Torino. Ora la città  non può girarsi dall’altra parte e tentare di fare altro.  Ci sono due  possibilità. La continuazione o il dopo con un altro progetto.  In tutti e due casi  Torino ci dovrà essere.
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Patrizio Tosetto

Stefano ucciso ai Murazzi per una fotografia?

in prima pagina

Il testimone interrogato dai carabinieri ha tracciato un identikit dell’assassino di Stefano Leo, il giovane di 33 anni ucciso nei giorni scorsi ai Murazzi da un feroce assassino che gli ha tagliato la gola con un coltello. L’uomo che ha parlato con gli inquirenti ha detto che mezz’ora prima del delitto, quello che poi si sarebbe rivelato l’omicida, descritto alto circa un metro e ottanta, forse nordafricano, era seduto su una delle panchine lungo il viale che costeggia  il Po, e  temendo di  essere fotografato (forse perché spacciatore di droga)  si è lamentato violentemente con il passante. Dunque un possibile pusher che potrebbe avere ucciso  Stefano per lo stesso motivo: il timore di essere immortalato con un cellulare. L’assassino sarebbe comunque stato inquadrato dalle telecamere della zona. I funerali del giovane si terranno domani nel Biellese. 

“LEZIONE IN OSPEDALE” AL MAURIZIANO

in BREVI DI CRONACA

Venerdì 1° marzo si svolgerà la prima “Lezione in Ospedale” al Mauriziano di Torino. L’iniziativa pilota, fortemente voluta dalla Direzione Generale, è l’estensione dei Progetti “Giovani Cuori” ed “A scuola per la Vita”, ideati e realizzati dall’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus che vedono la fattiva collaborazione della Cardiologia del Mauriziano per la prevenzione cardiovascolare, in particolare tra i giovani, sostenuti dai contributi della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi. 200 alunni dei licei Primo Levi e Sella Alto Lagrange di Torino parteciperanno nell’Aula Carle dell’ospedale Mauriziano a due momenti formativi. I professionisti sanitari, medici e infermieri effettueranno interventi di informazione ed educazione alimentare e sanitaria, promozione di corretti stili di vita, prevenzione all’abuso di alcool e fumo, educazione alle malattie sessualmente trasmissibili, l’importanza della corretta igiene delle mani, l’alimentazione e la prevenzione della morte cardiaca giovanile improvvisa. “Le Aziende Sanitarie della Regione Piemonte sono impegnate da anni con molteplici iniziative nella promozione della salute”. – dichiara Maurizio Dall’Acqua (Direttore generale dell’ospedale Mauriziano) – “E’ importante coinvolgere, in questi momenti informativi e formativi, gli alunni delle Scuole Elementari e poi gli studenti delle Scuole Medie di primo e secondo grado, in modo tale da diffondere nei giovani la cultura della prevenzione delle malattie, insegnando corretti comportamenti e stili di vita che sono determinanti nel contribuire a garantirci benessere psico-fisico ed una lunga vita in salute”. “Ritengo importante che in un ospedale, luogo di cura delle malattie e patologie, siano organizzate iniziative di informazione ai giovani per aumentare sensibilità e consapevolezza per una buona vita in salute”. – sostiene Graziella Costamagna (Direttore della SC Direzione delle Professioni sanitarie) – “E’ con soddisfazione vedere che alcuni professionisti dell’ospedale, quali medici, infermieri, dietisti decidano di dedicare un tempo, mettendo a disposizione dei ragazzi le proprie conoscenze e competenze in tema di prevenzione e promozione della salute e soprattutto riduzione dei rischi. La Direzione delle Professioni sostiene tali iniziative consolidando un’alleanza sempre più stretta tra ospedale ed Associazioni di promozione e tutela della salute”. “L’attività di prevenzione nelle scuole ottiene grande consenso e soddisfazione” sottolinea Marcello Segre (Presidente dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus) “la collaborazione con l’Ufficio Scolastico, le Direzioni degli Istituti e gli insegnanti è fondamentale. Solo incontrando gli studenti classe per classe, attraverso momenti di confronto e completando con esami elettrocardiografici la sensibilizzazione ai diversi rischi per la salute, si possono ottenere miglioramenti per la salute delle future generazioni. I possibili cambiamenti negli stili di vita nei giovani sono gli obiettivi che ci vedono uniti con il Mauriziano, grazie alle eccellenze dei professionisti che operano giornalmente, in un rinnovato contesto di collaborazione”.

"Presidio anarchico + suk = bomba pronta a scoppiare"

in POLITICA

“Le mancanze dell’Amministrazione hanno creato le condizioni per questa miscela esplosiva. Aspetto con preoccupazione il weekend: intervenga la Procura. E troviamo in fretta una destinazione d’uso per l’ex Asilo Occupato”

Una zona ormai fuori controllo. L’Amministrazione, con la sua incapacità di gestire la situazione, ha posto le basi per questo salto di qualità: ora il degrado e l’illegalità diventano terreno fertile per le azioni politiche dei soliti noti (il riferimento è al presidio anarchico di fronte alla Scuola Holden). La miscela è esplosiva, anche perché – ne abbiamo già avuto un assaggio gli scorsi sabati – non sono affatto escluse tensioni tra gli operatori del libero scambio e i militanti. Mi chiedo con preoccupazione che cosa succederà nel weekend, quando centinaia e centinaia di operatori si disporranno tra Canale Molassi e San Pietro in Vincoli. A farne le spese, ancora una volta, residenti e commercianti onesti, quelli che pagano le tasse, rispettano le regole e si spaccano la schiena tutto il giorno senza calpestare i diritti degli altri. Ribadisco che sarebbe utile un intervento della Procura alla luce della palese, ripetuta e continuata situazione di illegalità. L’Amministrazione prenda in mano la situazione, se ne è capace. E si trovi al più presto una destinazione d’uso per l’immobile dell’ex Asilo Occupato.

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Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione
 
10 giorni senza mamma – Commedia. Regia di Alessandro Genovesi, con Fabio De Luigi e Valentina Ludovini. Papà Carlo, mamma Giulia e tre figli, due dieci e tredici anni, una famiglia normale, felicità ed esasperazioni quotidiane, piccole ribellioni, un lavoro. E la vita continua: fino a quando mamma, che finora ha svolto il proprio lavoro di far quadrare ogni cosa, non decide di prendersi una vacanza, dieci giorni a Cuba con la sorella. Toccherà a “lui”, a Carlo, prima padre assente e sempre indaffarato, un po’ troppo perso nella professione, assaggiare il piacere di trasformarsi in “mammo”. Durata 112 minuti. (Ideal, Massaua, Reposi, The Space, Uci)
 
Alita – Angelo della battaglia – Fantasy. Regia di Robert Rodriguez, con Rosa Salazar, Mahershala Ali, Jennifer Connelly e Christoph Waltz. Cosceneggiato e prodotto da James Cameron, è la storia ambientata nel 26mo secolo di Alita, un cyborg che viene ritrovata tra le macerie di una discarica dal medico Dyson Ido. Ha dimenticato tutto del proprio passato, ma quando questo inizia a riemergere nella sua mente ecco che Alita ricorda i suoi anni di guerriera ed il suo straordinario talento nelle arti marziali: con questi ricordi, la ragazza decide di divenire una cacciatrice di taglie, alla ricerca di pericolosi criminali. Il versante amoroso è salvaguardato dall’amore che Alita sente per un ragazzo, dalle fattezze completamente umane. Durata 122 minuti. (Ideal, Reposi, Uci)
 
Bohemian Rhapsody – Commedia musicale. Regia di Bryan Singer, con Rami Malek. La vita e l’arte di uno dei più leggendari idoli musicali di tutti i tempi, Freddie Mercury, leader dei britannici Queen, il rapporto con i genitori di etnia parsi, l’amore (sincero) per la giovane Mary, la trasgressione e l’omosessualità, i vizi privati e il grande successo pubblico, la sregolatezza accompagnata al genio musicale: il ritratto completo di un uomo e della sua musica, sino al concerto tenuto nello stadio di Wembley nel luglio del 1985. Rami Malek si è già aggiudicato un Golden Globe, riuscirà a mettere le mani anche sull’Oscar? Durata133 minuti. (Lux sala 3, Massaua, Reposi, Uci)
 
La casa di Jack – Thriller. Regia di Lars von Trier, con Matt Dillon, Uma Thurman e Bruno Ganz. America, gli anni Settanta. Seguiamo l’astuto Jack – ingegnere con velleità di architetto – attraverso cinque “incidenti”, e cioè gli omicidi (del primo è vittima la Thurman) che definiscono il suo sviluppo come serial killer. Viviamo la storia dal punto di vista di Jack che vede ogni omicidio come un’opera d’arte in sé, anche se la disfunzione gli dà problemi nel mondo esterno. Nonostante l’inevitabile intervento della polizia (cosa che provoca pressioni su Jack) si stia avvicinando, contrariamente a ogni logica, questo lo spinge a rischiare sempre di più. Lungo il cammino scopriamo le sue condizioni personali, i suoi problemi e i suoi pensieri attraverso conversazioni ricorrenti con lo sconosciuto Virgilio (l’ultima prova di Bruno Ganz), una miscela grottesca di sofismi mescolata con un’auto-pietà quasi infantile e con spiegazioni approfondite di azioni difficili e pericolose. Per il mensile “Ciak” un’occasione per affidare a due voci critiche il giudizio del film, la prima lo ha definito “capolavoro”, l’altra una “boiata pazzesca”, confermando appeno l’iniziativa che von Trier è uno di quei registi che da sempre o si ama o si butta alle ortiche, in maniera definitiva. Il film è vietato ai minori di 18 anni. Durata 155 minuti. (Nazionale sala 2, Uci)
 
Copia originale – Drammatico. Regia di Marielle Heller, con Melissa McCarthy e Richard E. Grant. Nella New York di inizio anni Novanta, Lee Israel, vittima dell’alcolismo e di un’eccessiva misantropia, scrittrice di un certo talento, vittima dell’insuccesso del suo libro su Estée Lauder, viene licenziata e dove trovare al più presto una nuova occupazione per pagare l’affitto, le bollette e accudire soprattutto al suo adorato gatto. Frequenta le biblioteche ed in un libro preso a caso ritrova due lettere di Fanny Brice (ricordate la Streisand e “Funny Girl”?): venderle a 75 dollari e immaginare un nuovo lavoro è tutt’uno. Perché allora non “inventare” altre lettere, prendere di mira autori famosi, Noel Coward ad esempio, e “rifarsi” ad essi? La aiuterà con amicizia e dedizione un alcolizzato al pari suo. Tre statuette Oscar forse in arrivo, ai due attori e agli sceneggiatori. Vedremo. Durata 106 minuti. (Greenwich Village sala 1, Nazionale sala 1)
 
Il corriere – The mule – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Bradley Cooper, Diane Wiest e Clint Eastwood. La storia vera, apparsa su “New York Times Magazine” nel giugno del 2014, di Leo Sharp, veterano della guerra di Corea, un matrimonio alle spalle, che superati gli ottanta (Eastwood con grande immedesimazione ha girato il film a 88 anni), non supportandolo più la sua passione per l’orticoltura, si era messo in tutta tranquillità a trasportare droga con il suo bianco pick-up attraverso l’Illinois per il Cartello di Sinaloa. Incensurato, uomo tranquillo, lontanissimo dal destare sospetti, vede allungarsi le occasioni di trasporto: ma gli agenti del Drug Enforcement Administration (DEA) gli stanno alle costole e la notizia che la moglie è malata terminale lo costringerà a prendere una decisione immediata sul suo futuro. Durata 116 minuti. (Centrale V.O., Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo Blu, F.lli Marx sala Chico, Greenwich Village sala 2, Reposi, Romano sala 3, The Space, Uci)
 
Creed II – Drammatico. Regia di Steven Caple jr, con Sylvester Stallone, Dolph Lundgren e Michael B. Jordan. Adonis Creed è campione del mondo, il campione indiscusso del ring, ripete il successo di un padre che non ha mai conosciuto. Aspetta un figlio dalla sua ragazza, che vuole sfondare nel mondo della musica. Incontrerà Viktor Drago, figlio di quell’Ivan che più di trent’anni prima ha ucciso suo padre sul ring. Durata 129 minuti. (Uci)
 
Croce e delizia – Commedia. Regia di Simone Godano, con Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio, Jasmine Trinca e Filippo Scicchitano. Il regista di “Moglie e marito” (lui nel corpo di lei, lei in quello di lui) confonde anche questa volta i generi, prende due uomini, lontanissimi tra loro, un pescivendolo rimasto vedovo e padre legatissimo al figlio e un gallerista, anche lui padre, fa nascere una grande confusione nel momento in cui i due annunciano alle rispettive famiglie la decisione del loro matrimonio. In uno scontro di idee e di comportamenti, in un forzato avvicinamento di radical chic e di rappresentanti di estrazione sociale assai più umile, i figli cercano in tutti i modi di ostacolare il progetto. Durata 100 minuti. Massaua, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci)
 
Domani è un altro giorno – Commedia. Regia di Simone Spada, con Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Giuliano e Tommaso sono amici da trent’anni, il primo vive da tempo in Canada e insegna robotica, l’altro è rimasto a Roma e fa l’attore. Entrambi sono romani “dentro”, seppur con caratteri molto diversi: Giuliano estremamente estroverso, seduttore e innamorato della vita: tuttavia, condannato da una diagnosi terminale e ormai deciso, dopo un anno di lotta, ad abbandonare le cure. Tommaso, riservato e taciturno, lo raggiunge a Roma, soltanto quattro giorni per tirare le somme di una vita intera. L’incontro fa ritrovare di nuova quella complicità che li ha sempre uniti, quella capacità di scherzare su tutto che è fondamentare per esorcizzare l’inevitabile. C’è qualche conto da chiudere, soprattutto un luogo antico e ricco da ritrovare, da ripercorrere, da riconoscere come qualcosa per cui ne è valsa la pena: lo spazio intatto e inattaccabile della loro amicizia. Con loro un terzo incomodo, Pato, un bovaro bearnese che per Giuliano è praticamente un figlio. Remake di quel piccolo capolavoro che è stato lo spagnolo “Truman – un vero amico è per sempre” di Cesc Gay, cinque premi Goya all’attivo. Durata 98 minuti. (Eliseo Rosso, Massaua, Ideal, Reposi, Romano sala 1, The Space, Uci)
 
La favorita – Drammatico. Regia di Yorgos Lanthimos, con Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz. Primi anni del secolo XVIII: una fragile regina Anna siede sul trono mentre l’amica intima Lady Sarah Churchill governa il paese in sua vece e al tempo stesso si prende cura della cattiva salute e del temperamento volubile della sovrana. Quando l’affascinante Abigail Masham arriva a corte, viene accolta con benevolenza da Sarah (appartiene al ramo povero della sua famiglia), che la prende sotto la sua protezione. Per Abigail è l’occasione di tornare alle radici aristocratiche da cui discende. Mentre gli impegni politici legati alla guerra con la Francia richiedono a Sarah un maggiore dispendio di tempo, Abigail ne approfitta per diventare la confidente della regina. Grazie all’amicizia sempre più stretta con Anna, Abigail ha la possibilità di realizzare tutte le sue ambizioni e non permetterà a niente e a nessuno di intralciarle la strada. Dal contrastato regista di “The lobster” e del “Sacrificio del cervo”, il film ha ricevuto dieci nomination agli Oscar 2019, conquistando soltanto la statuetta per la miglior attrice protagonista. Durata 120 minuti. (Eliseo Blu, F.lli Marx sala Harpo, Greenwich Village sala 3)
 
Green Book – Drammatico. Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortersen e Mahershala Ali. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la chiusura del locale di New York in cui lavora come buttafuori, l’italoamericano Tony Vallelonga detto Lip dovrà cercarsi un nuovo lavoro. Lo assolda come chauffeur un pianista raffinato, tranquillo e omosessuale, Don Shirley, dal momento che lo vede menar le mani in maniera rassicurativa e nonostante i pregiudizi razziali che riempiono i discorsi dell’uomo: Don deve andarsene nel Sud per lavoro e in quegli anni nessun uomo di colore osava avventurarsi là senza l’aiuto del “Greenbook”, vademecum necessario a conoscere gli hotel, i ristoranti, i luoghi pubblici in cui i neri erano ammessi. Tuttavia nel lungo viaggio qualcosa cambia, i due uomini imparano a conoscersi. Tratto da una storia vera, il film poggia sull’enorme bravura di Mortensen, tralasciando lo spettatore tutta la prevedibilità della storia (vera) e certi momenti (la cena di Natale nel finale) troppo zuccherosi; ha tra gli sceneggiatori Nick Vallelonga, il figlio di Tony: all’attivo cinque Golden Globe, tre Oscar conquistati, tra cui quello inatteso e certo azzardato per il miglior film. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 1 anche V.O., Massaua, Classico, Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Grande, Romano sala 2, Uci)
 
Il mio capolavoro – Commedia. Regia di Gastòn Duprat, con Guillermo Francella e Luis Brandoni. L’amico del cuore di Arturo, gallerista d’arte, è Renzo Nervi, un pittore che negli Ottanta aveva raggiunto un grande successo ma ora è caduto in disgrazia a causa del suo carattere impossibile. Renzo è un ubriacone e un donnaiolo, vive nel degrado e nella sporcizia, non si interessa al denaro e campa di espedienti, togliendosi il gusto di insultare chiunque non gli vada a genio – cioè praticamente tutti. Tuttavia sono proprio questi difetti a renderlo simpatico agli occhi di Arturo. Quando però un incidente confina Renzo in ospedale privandolo temporaneamente della memoria, il pittore chiede all’amico di toglierlo per sempre dalla sua miseria esistenziale. Quale decisione prenderà il gallerista? Durata 104 minuti. (Greenwich Village sala 3)
 
Modalità aereo – Commedia. Regia di Fausto Brizzi, con Paolo Ruffini, Lillo, Dino Abbrescia e Violante Placido. Il regista di “Notte prima degli esami” torna a lavorare dopo un lungo periodo di inattività e ostracismo dovuto alle accuse e alle polemiche. Un giovane imprenditore vinicolo, ricco e strafottente, dimentica nelle mani di due addetti alle pulizie di Fiumicino, che ha in precedenza insultato, il proprio cellulare: gli costerà caro, dal momento che i due sono entrati nei suoi conti alle Cayman, rubano i numeri di cell di vip, spendono i suoi quattrini, buttano ai quattro venti sue dichiarazioni non certo edificanti. Riuscirà il nostro a riavere quel maledetto cellulare? Durata 90 minuti. (Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci)
 
La paranza dei bambini – Drammatico. Regia di Claudio Giovannesi. Dal romanzo di Roberto Saviano, qui anche in veste di cosceneggiatore. Gomorra e chi ne viene attratto, come paranza è quella pesca notturna in cui l’uso delle luci confonde i pesci: qui un gruppo di giovani (quindici/sedicenni, non bambini) di un quartiere napoletano, sui loro motorini e con una facile pistola tra le mani, in cui Nicola gioca il ruolo del bello e dannato e duro, lontani dalla fatica ma pronti a prendersi tutto liberamente, tra spari e spaccio, agli ordini di un boss. Ma pronti a prendere il suo posto o a mettersi al servizio di un altro boss. Giovannesi, già regista di “Alì ha gli occhi azzurri” e “Fiore” ha detto che questo “è un film sulla perdita dell’innocenza”. Durata 105 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Uci)
 
Parlami di te – Drammatico. Regia di Hervé Mimran, con Fabrice Luchini e Leïla Bekhti. Un uomo d’affari, un brillante oratore, legato al proprio lavoro per cui sottrae spazio alla famiglia e agli svaghi, è un giorno colpito da ictus restando offeso nella memoria e nella parola. Deve ricominciare daccapo. Si dovrà affidare alle cure e alla sensibilità di Jeanne, una giovane logopedista: sarà anche l’occasione per entrambi di fare i conti con se stessi. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 2)
 
Il primo re – Drammatico. Regia di Matteo Rovere, con Alessandro Borghi e Alessio Lapice. La violenza, i corpi, il fango, la fragilità e la ferocia, la forza, la natura ostile, il sangue, i riti, il fuoco affidato a chi lo dovrà custodire: al centro la vicenda di due fratelli, soli nel panorama arcaico e ostile del Lazio, nell’uno la forza dell’altro, pronti a sfidare il volere implacabile degli dei. Dal loro sangue nascerà Roma, e il suo impero, il più grande che la Storia ricordi. Un legame fortissimo, destinato a diventare leggenda. Durata 127 minuti. (Reposi)
 
The front runner – Il vizio del potere – Drammatico. Regia di Jason Reitman, con Hugh Jackman, J.K. Simmons e Vera Farmiga. Ascesa e rovinosa caduta del senatore democratico Gary Hart, in corsa per le Presidenziali del 1988 e dato per sicuro vincitore, fascinoso e preparato, capace di far presa sulle folle, lucido, intelligente, poteva essere davvero il mutamento all’amministrazione Reagan, incappato nello svelamento di una sua relazione con l’affascinante modella Donna Rice, mentre moglie e figli ne attendevano il ritorno a casa. Vita pubblica e vita privata, ritiro della candidatura, carriera distrutta: la bandiera del partito la raccolse Michael Dukakis, che venne a sua volta sconfitto da Bush padre. Perfetta critica alla stampa alla perenne ricerca del gossip, un momento che cambiò il metodo di confrontarsi con la vita politica del proprio paese. Gran prova d’attore per Jackman e gran successo al TFF dello scorso novembre. Durata 113 minuti. (Centrale, F.lli Marx sala Groucho)
 
The Vanishing – Il mistero del faro – Thriller. Regia di Kristoffer Nyholm, con Gerard Butler, Peter Mullan e Connor Swindells. Una piccola isola al largo delle coste scozzesi, tre guardiani prestano servizio al faro, per sei settimane, due di loro hanno già una lunga esperienza, il terzo al suo primo incarico. Le giornate sempre eguali si interrompono quando i tre scoprono il relitto di una barca e il corpo di un naufrago: c’è anche una cassa piena d’oro. Tratto da una storia vera, la sparizione di tre persone cui il regista cerca di dare una spiegazione. La solitudine e la desolazione all’intorno, drammi che nascono inevitabili: tre anni fa “La luce sugli oceani”, l’arrivo per mare di una neonata nella vita della coppia Michael Fassbender (Alicia Vikander, per la stagione siamo in attesa di “The lighthouse”, un horror fantastico che vedrà insieme Willem Defoe (recente Van Gogh) e Robert Pattinson. Durata 107 minuti. (Ideal, The Space, Uci)
 
Un uomo tranquillo – Drammatico. Regia di Hans Petter Moland, con Liam Neeson. Tutto appare tranquillo a Kehoe, splendida stazione sciistica nel Colorado, fino a che il figlio di colui che è stato eletto il “cittadino dell’anno”, Nels Coxman (di professione conducente di spazzaneve), non è assassinato dal boss della droga locale. Nels non conosce mezze misure e sa che la polizia se ne starebbe in disparte, alla ricerca del colpevole: nuovo giustiziere della notte, decide di farsi giustizia da sé, va alla ricerca di tutti quelli che hanno contribuito alla morte del figlio. Prima prova americana per Moland, che già aveva ambientato la vicenda nei panorami nevosi della Norvegia nel 2014 con “Il ordine di sparizione”. Durata 118 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)
 
Un valzer tra gli scaffali – Commedia. Regia di Thomas Stuber, con Franz Rugowski e Sandra Hüller. In un vasto supermercato, dalle parti di Lipsia, dove i carrelli si possono anche spostare sulle note del “Bel Danubio” di Strauss, viene assunto (scaffalista notturno) il giovane Christian, emblema di timidezza e silenzi, che tuttavia immediatamente si invaghisce della sua compagna di lavoro Marion, reparto dolciumi. Tra scaffali da riordinare e merci da disporre per il viavai e le preferenze dei clienti, all’ombra della macchinetta del caffè, complice di tenere conquiste, nasce una semplice amicizia, che per il ragazzo è subito qualcosa di più. Marion è sposata (infelicemente) e quando prende un permesso per malattia, Christian cade in depressione. Il supermercato come specchio della società, immagini di sogno che si mescolano alla monotonia della quotidianità, solitudini e malinconie, ma anche emozioni e complicità. Durata 125 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino)
 

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