Il pd e il fantasma della sinistra

in POLITICA
Dal cappello magico delle primarie del Pd esce il Bianco Coniglio di Paolo Furia. Probabile segretario Pd piemontese. Eletti anche delegati in liste bloccate . In soldoni, senza preferenze. Oramai una costante per questo partito ridotto ai minimi termini
Ma pur sempre qualcosa che ambisce ad essere un partito. Tutti potevano votare. Francamente 13mila in tutta la regione e 3500 tra Torino e provincia sono un po’ pochini. Ma di questi tempi ci si deve accontentare. I risultati: 860 Canalis 1289 Marino e 1390 Furia. Evidenti due cose . Torino vota proporzionalmente meno delle altre provincie e mi sa che la Fam. Gallo arrabbiata ha detto ai suoi, anzi non ha detto ai suoi, di andare a votare. Fam. fondamentale prima per la vittoria dei bersaniani e poi dei renziani. Il disimpegno dei fassiniani ha fatto il resto. Diaspora conclusa con l’inaspettata vittoria di Furia anche a Torino che è pur sempre la capitale di questo nostro Piemonte. Indubbiamente un valore non solo simbolico. Gongolano Anna Rossomando ed Andrea Giorgis. Loro quasi da epurati a centrali, loro che non hanno avuto mai e poi mai tentazioni renziane. Loro che quando Mauro Laus gli ha proposto, quasi imposto, la candidatura di Marino sorridendo hanno declinato l’ invito. Ed eccolo l’altro sconfitto di queste primarie Mauro Laus. È la prima volta . Prezzi che si pagano nel dover stare quasi sempre a Roma. Vantaggio di star vicino al Sole Slendente (Il Toscanaccio) . Così sul territorio si perdono i pezzi. Notoria la sua capacità di mobilitazione. Bastavano 300 amici di Gallo e 300 amici di Laus e cambiava il dato politico. 600 su 3500 fa la differenza. La sconfitta di TORINO brucia di più che altrove. Ci sono le premesse per le candidature in Regione. L’altra vincitrice è la Canalis fedelissima di Lepri. E Paolo Furia dovrà fare i conti con lei, conti politici s’ intende. Anzi quasi sicuramente c’era già un preventivo accordo politico. Così il diavolo e l’acqua santa si dovranno mettere d’ accordo. Proprio letteralmente così, il ragazzo di provincia biellese chiaramente di estrazione comunista con la ragazza di Torino, cattolica fortemente dubbiosa sui nuovi diritti dei gay per i matrimoni. Ad esempio. Ma come si dice le vie del Signore sono infinite. E poi tra i due ci sono Rossomando, Giorgis e Lepri nel vegliare ed accudirli. Bravi politici, sicuramente di lunga esperienza. Sullo sfondo ciò che succede a Roma. Per ora Marco Minniti è andato a fare una visita di cortesia ad Italiani Europei. E il Leader Maximo  D’Alema che ha volato alto con un intervento sulle questioni internazionali. Diciamocelo pure: la classe non è acqua. Minniti che si è ritirato dalla corsa e poi omaggia il suo vecchio amico qualcosa vuol dire. Mentre il Matteo Fiorentino pensando ad una sua candidatura alle Europee sta prendendo tempo per organizzare la valigia e trasmigrare. Stavolta si mette in proprio. Stavolta starà attento nel scegliere chi portarsi. Work in progress zigzagando tra una elezione e l’altra. Europee e Regionali e per non farci mancare niente le politiche anticipate. Persino Di Maio che notoriamente è duro di comprendonio sa che le cose con Salvini così non possono andare. Un Salvini che si sta organizzando per un organico ritorno al centrodestra. Tanto ormai è acclarato che il Capo è Lui. Per Berlusca un seggio a Strasburgo e la chiudono lì. Con un fantasma che si aggira per la sinistra italiana: cosa succederà? Solo un veggente può stabilirlo. Visto che dovranno collimare i tempi tra la politica congressuale eterna del Pd ed appunto le varie elezioni. Roberto Speranza ammette: è stata una stupidaggine fare un cartello elettorale. Anche qui non bisognava essere geni per prevedere il fallimento politico. Anche qui meglio tardi che mai, anche se si sta rasentando l’irreversibile. Con le sorti del Pd si stanno vedendo, verificando, le sorti della sinistra italiana.  Lasciamo perdere la sinistra sbrindellata . I rifondaroli non contano più nulla. Fratoianni una volta eletto ha risolto tutti i problemi teorici della sinistra. Ed i miei cari amici della Fiom con il no Tav hanno sancito il loro definitivo suicidio. Rimane appunto la sinistra riformista che volendo cambiare si deve porre il problema di governare.Ma accontentiamoci della piccola ma pur sempre vittoria di Paolo Furia, che in tutti i modi ha detto che era è e sarà sempre di sinistra. Ed essere di sinistra vuol dire essere dalla parte dei più deboli. . Facile nel dirsi più difficile nel farsi. Vedremo che cosa produrrà questa nuova alleanza tra i cattolici alla Lepri ed i socialdemocratici alla Furia. Chi si ferma é perduto, sperando che la medicina scelta non sia peggiore della malattia.
Patrizio Tosetto