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Dicembre 2015

Un libro e un film per tutti per promuovere il buon senso

in ECONOMIA E SOCIALE

guida felicitaCopie del libro, realizzato in un formato tascabile di 72 pagine, vengono consegnate agli esercizi commerciali maggiormente frequentati di Torino e provincia

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Prosegue l’iniziativa di PRO.CIVI.CO.S. onlus i cui volontari sono impegnati nella distribuzione di una guida scritta da L. Ron Hubbard “per promuovere il buon senso e tutti quei valori ampiamente condivisi, ma in forte declino in una società resa caotica da chi cerca di dividere la gente per favorire interessi particolari.”

 

L’ampia diffusione del libretto sta contribuendo a ridurre i disordini sociali in intere nazioni e comunità a rischio e il fatto di metterne in pratica i semplici suggerimenti su base individuale può costituire un valido supporto alla prevenzione di tensioni sociali e calamità.

 

Copie del libro, realizzato in un formato tascabile di 72 pagine, vengono consegnate agli esercizi commerciali maggiormente frequentati di Torino e provincia, della Valle d’Aosta, dell’astigiano e del cuneese, oppure lasciati nelle buche delle lettere o consegnati a mano ai passanti. 

 

Nella mattinata di giovedì 31 dicembre verrà svolta una distribuzione in zona Centro, tra via Cernaia e Piazza Statuto mentre in via Villar 2, all’angolo con corso Venezia, esiste un punto permanente dove chiunque può ritirare una o più copie della pubblicazione e richiedere la visione gratuita del lungometraggio interamente basato sul libro, intitolato La Via della Felicità. 

Falsa identità per incassare rimborsi Irpef: un arresto e tre denunce

in BREVI DI CRONACA

POLIZIA FESTAIn tutta Italia sono state una ventina le vittime, decine di migliaia di euro sottratte

 

I rimborsi Irpef  erano destinati ad altre persone, ma li incassavano tre uomini e una donna, di origine napoletana, – informa l’Ansa – che sono stati individuati dalla polizia postale di Torino. Avevano rubato la comunicazione dell’Agenzia delle entrate ai veri destinatari . Uno dei tre è stato arrestato, gli altri denunciati per sostituzione di persona, falso, uso di sigilli falsi e ricettazione. In tutta Italia sono state una ventina le vittime, decine di migliaia di euro sottratte.

 

(foto: Il Torinese)

Beautiful Curvy, arrivano le piemontesi!

in LYFESTYLE

CURVY6CURVY1CURVY4CURVY3CURVY5CURVY2Alla sua quarta edizione, il Calendario ritrae un insieme eterogeneo di donne curvy, immortalate dall’obiettivo di Stefano Bidini, fotografo di moda e sostenitore da sempre del progetto, che in un gioco di squadra rivendicano il loro spazio nella società

 

Non un semplice calendario e nemmeno un susseguirsi di immagini di donne perfette ed irreali, ma un vero e proprio messaggio che con cadenza mensile sottolinei e ricordi il valore della diversità ed unicità, di corpi sinuosi che esprimono una propria identità, non omologandosi agli stereotipi di bellezza imposti da un sistema troppo spesso lontano dalla realtà.Un desiderio divenuto possibile grazie alla costanza e perseveranza di Barbara Christmann, redattrice e corrispondente moda di testate internazionali che, in primis, attraverso il suo Blog beautifulcurvy.com, ha ideato un contenitore volto a supportare, consigliare e comunicare un mondo Curvy a 360°, con un obiettivo ben chiaro: sostenere e valorizzare ogni donna al di là della fisicità che la distingue.

 

Alla sua quarta edizione, il Calendario ritrae un insieme eterogeneo di donne curvy, immortalate dall’obiettivo di Stefano Bidini, fotografo moda e sostenitore da sempre del progetto, che in un gioco di squadra rivendicano il loro spazio nella società. Declinando al femminile il risorgimentale “Arrivano i piemontesi”,  il calendario ha per protagoniste anche quattro ragazze della nostra regione: Laura Brioschi, alias LOVE CURVY, è la madrina del calendario, ragazza copertina e modella Curvy da 8 anni. Vive a Bra e iniziato otto anni fa  con un casting della Miroglio Fashion. Nella foto dell’edizione 2016 indossa un elegante corsetto della linea WONDERFULL prodotta proprio a Bra!, (100% made in italy e hand made). E poi le torinesi Sara Rezaie, Monica Guglielminetti Vieira e Emanuela GriecoTutte donne normali, lontane dal Fashion System, che divertite interpretano il ruolo da modella, valorizzate dagli accorgimenti di Make-up Artists di Aegyptia Milano Make-up e da Sebastiano Attardo, Hair Stylist di note Celebrities e fondatore dei Saloni Imago.

 

Uno staff di professionisti al completo, volto ad aprire una finestra sul mondo reale, composto da una molteplicità di donne, che attraverso i loro corpi esprimono altrettanta bellezza, da amare, accettare e mostrare.Il Calendario Beautiful Curvy 2016, scaricabile gratuitamente o acquistabile su ordinazione sull’omonimo Blog, rappresenta così uno strumento attraverso il quale proporre un modello positivo, che possa aiutare l’emisfero femminile a comprendere che ciò che davvero conta è l’amore per se stesse, al di là della forma che lo contiene, sostenendo un concetto di benessere legato alla capacità di stare bene nel proprio corpo, in salute, sollevando chiunque dal senso di inadeguatezza e frustrazione nel perseguire qualcosa che in realtà non ci appartiene.

 

Un set dinamico, frizzante e motivato con donne di età, provenienza e corporeità di natura differente, scortate da veri e propri bodyguard, presenze maschili per la prima volta del Calendario, uniti dalla forza di comunicare un messaggio profondo: l’accettazione e la valorizzazione. Un ventaglio di Sponsor di tutto rispetto: Big & Tall per l’importazione dall’estero di taglie plus size, Bonprix, Christies per gli abiti Shapedress ed i costumi, Maxfort per gli outfit maschili, Impronte by Parah per il beachwear, Sophia Curvy, Sara Borghi per calze e collant, Kiabi ed infine Wonderfull per il bustino in copertina. Una Curvy Revolution che nel Curvy Pride, ideato tre anni fa da Marianna Lo Preiato, ha portato in piazza ciò che ha mosso, ancor prima, la nascita del Calendario Beautiful Curvy. Dentro e fuori dal set, l’unione fa la forza!

 

Il bilancio 2015? Positivo, dicono Fassino e Chiamparino

in Cosa succede in città

chiampafassinoE’ positivo il bilancio tracciato dal presidente Sergio Chiamparino e dal sindaco Piero Fassino nel corso delle tradizionali rispettive  conferenze stampa di fine anno, in Regione e a Palazzo Civico

 

CHIAMPARINO

 

“Nel corso del 2015, primo anno interamente vissuto al governo della Regione, abbiamo ottenuto risultati più che soddisfacenti in tutti i campi”: “E’ stato un anno – ha ricordato Chiamparino – sviluppatosi in un contesto di segnali incoraggianti di ripresa economica in tutti i campi, a cominciare dal turismo, che ha acquisito una forza propulsiva che va sostenuta ed accompagnata. In Giunta è prevalso molto lo spirito di squadra, che ha facilitato la gestione delle attività.”

 

 La prima peculiarità dell’attività amministrativa è stata la sistemazione dei conti della Regione: “Abbiamo trovato i conti in una situazione disastrosa e finalmente siamo riusciti ad approvare un bilancio vero e trasparente, che consentirà di attuare i punti programmatici poggiando su basi stabili e non sulle sabbie mobili. Tutto ciò senza incidere significativamente sul sociale, sulla cultura e sui trasporti, sistemi che vanno comunque riformati, e stanziando i cofinanziamenti necessari per l’avvio della nuova stagione dei fondi europei e le risorse per le Province. La pressione fiscale non aumenta, ed i ritocchi effettuati al bollo auto consentono comunque al Piemonte di essere di gran lunga la Regione che incoraggia i sistemi di propulsione puliti. Significativa anche l’opera di razionalizzazione delle società partecipate, con la speranza che nel 2016 diventi possibile per il CSI una soluzione di politica industriale che aumenti la presenza dei privati”.

 

Altro elemento di soddisfazione è stata la sanità. “Abbiamo messo mano ad una situazione non governata – ha puntualizzato il presidente – e l’abbiamo cambiata anticipando alcune indicazioni del Patto nazionale per la salute, come le modalità di scelta dei direttori delle aziende sanitarie ed ospedaliere, il riordino della rete ospedaliera e territoriale per migliorare la qualità del servizio, l’approvazione dei conti consuntivi 2012, 2013 e 2014. Il nostro obiettivo è uscire dal piano di rientro, che avverrà nei prossimi mesi dopo il via libera ai consuntivi 2015, e poter così disporre liberamente delle risorse”.

 

FASSINO

 

“Nonostante la complessità degli anni che ci siamo lasciati alle spalle e gli influssi della crisi economica più difficile mai incontrata dal dopoguerra, siamo riusciti a tenere in piedi la città e a conservarne il dinamismo che ci permetterà di cogliere i primi già visibili segni di ripresa”. Il sindaco Piero Fassino ha voluto ricordare le difficoltà di una congiuntura sfavorevole incontrata all’inizio della sua esperienza alla guida dell’Amministrazione comunale e il cambiamento di prospettive indotto da una pluralità di nuove vocazioni che si sono via via aggiunte all’identità industriale e manufatturiera tipicamente subalpina.

 

“Sono stati anni difficili – ha ricordato il sindaco – anni di grave crisi che ha portato lacerazioni profonde anche nel tessuto sociale, indotte da una diffusa precarietà del lavoro che ha colpito larghi strati di popolazione e alla parallela stagnazione economica che ha danneggiato il mondo dell’imprenditoria. A questo si sono aggiunte le politiche pubbliche di spending review che hanno messo in crisi le politiche sociali proprio quando la domanda di aiuto era fortemente in crescita. A questo si è aggiunto l’indebitamento consistente della nostra città e i limiti imposti dal patto di stabilità”.

 

Una situazione che ha visto però la città reagire: “Nonostante questo scenario abbiamo tenuto la città in piedi, c’è stata una reazione positiva. Abbiamo investito sulla rigenerazione urbana, a partire dalle periferie; nel sapere e nell’innovazione, facendo perno sul progetto di città della conoscenza; nella cultura e nel turismo, che oggi ci proiettano tra le mete più frequentate dai turisti; nella proiezione internazionale di Torino, a favore di un’immagine di città aperta e cosmopolita. Abbiamo mantenuto i livelli essenziali dei servizi, nonostante tutto”. Tutto ciò accompagnato dal sostegno a tutti quegli investimenti che potevano arginare la crisi e consolidare i percorsi di sviluppo intrapresi. Le risorse sono state recuperate  agendo su dismissioni immobiliari, organizzazione del personale e contratti di servizio. Grazie all’impegno dell’Anci, si è ottenuto un minore vincolo sul patto di stabilità.

 

“Siamo stati tra quelli che hanno creduto alla ripresa dell’industria in città e non hanno ceduto allo slogan che diceva ‘la Fiat lascerà la città’ – ha proseguito il sindaco – nel 2016 ripartirà la produzione a Mirafiori, che tornerà così ad essere il primo stabilimento industriale italiano”.

 

www.regione.piemonte.itwww.comune.torino.it

Sotto la Mole si registra il tutto esaurito negli hotel per il weekend lungo di Capodanno

in prima pagina

turistiI dati di queste festività superano quelli dello scorso anno

 

Anche quest’anno Torino risulta tra le mete più ambite dagli italiani e dai turisti stranieri per il weekend di Capodanno. Circa il 90% degli alberghi registra il tutto esaurito, informa Confesercenti e Giancarlo Banchieri, presidente di Assohotel, dichiara all’Ansa che la nostra città esercita sempre più attrazione nei confronti dei turisti. I lettori diano uno sguardo all’inchiesta del Torinese sul turismo sotto la Mole, pubblicata sul nostro giornale, sempre in Prima pagina. I dati di queste festività superano quelli dello scorso anno e l’invito di Confesercenti ai commercianti è di sfruttare l’occasione ed evitare che il primo gennaio la città sia caratterizzata da “serranda selvaggia”

 

(Foto: il Torinese)

"Un giocattolo a tutti"

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gioco ocaIniziativa promossa dal presidente della prima circoscrizione Massimo Guerrini

 

Anche quest’anno la Circoscrizione 1 di Torino, per iniziativa del presidente Massimo Guerrini, promuove l’iniziativa “Un giocattolo a tutti”. Si tratta di una raccolta di giochi nuovi o usati che saranno poi destinati ai bambini bisognosi. La raccolta prosegue fino  a venerdì  8 gennaio in via Bertolotti 10. Sono graditi i libri, ma non si raccolgono peluches. I giocattoli devono essere integri e funzionanti.

 

Per info: 0110135126

Fassino e Nosiglia servono i bisognosi alla "Cena dei Mille"

in Cosa succede in città

fassino noasiglia cena milleCento in tutto le tavole allestite al Lingotto

 

Erano mille torinesi “in difficoltà” che sono stati serviti a tavola da 170 volontari. Tra questi il sindaco Piero Fassino e l’arcivescovo Cesare Nosiglia. E’ il quinto anno consecutivo, della ‘Cena a Mille’, l’appuntamento promosso dal Banco Alimentare del Piemonte, con la città di Torino, dedicato ai bisognosi. Cento in tutto le tavole allestite al Lingotto. I commensali hanno degustato un prelibato  menù elaborato da una squadra di chef stellati guidata da Marco Sacco.
   

Divisionisti e (poeticamente) individualisti

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vecchineLa presenza delle tante opere degli esponenti del Divisionismo fa comprendere come ognuno, pur concorde nel rispetto delle regole, ha dato una interpretazione stilistica individuale dettata dalla propria poetica

 

Da visitare l’esaustiva mostra sul Divisionismo tra Piemonte e Lombardia presso la Fondazione Accorsi-Ometto già di per sé prestigiosa per la straordinaria collezione di mobili Piffetti, cristalli Baccarat, porcellane Meissen, oggetti in oro e argento, dipinti di Boucher, affreschi di Cignaroli. A confronto i molti pittori accomunati dal desiderio di rompere con l’Accademismo per affermare il Neo Impressionismo scientifico che, proseguendo l’impressionismo nell’uso del colore puro, nell’attenzione agli effetti della luce e del colore en plein air, sostituiva l’impressione effimera e momentanea con la rappresentazione meditata e bloccata rifinita in atelier con l’ausilio della fotografia.

 

La presenza delle tante opere degli esponenti del Divisionismo fa comprendere come ognuno, pur concorde nel rispetto delle regole, ha dato una interpretazione stilistica individuale dettata dalla propria poetica.

 

ParcheA conferma il simbolismo misticheggiante nello studio per la Processione” e nell’“Amore per la vita” di Pellizza, il senso di appartenenza alla valle natia nell’”Autoritratto” di Fornara che si ritrae tra le baite di un riconoscibile paesino vigezzino, l’intimismo familiare e sociale di Sottocornola nella deliziosa “ Piccola ricamatrice”, la visionaria inquietudine di Previati nella “ Via del calvario” il simbolismo della montagna e delle madri nel” Alpe di Maggio” di Segantini.

 

E ancora altri artisti tra cui Balla e Boccioni, non ancora futuristi, legati alla divisione del colore. Particolarmente significativo l’accostamento della quattro opere di Morbelli ormai considerato da una condivisa valutazione come uno dei più importanti divisionisti( per Sgarbi il più grande)

 

Sicuramente il più osservante delle teorie ottiche di Chevreul e infaticabile sperimentatore della scomposizione del colore. La perfetta padronanza della tecnica, che qualcuno tra cui lo stesso Vittore Grubicy riteneva irritante e maniacale, non pregiudica l’ispirazione ma è supporto di un’arte dalle varie sfaccettature.

 

Il dipinto “ Vecchine curiose” è indice di un realismo meditativo con accenti sociali, L’” Ave Maria della sera” e le “ Parche” si impregnano d’ ideismo e simbolismo mentre la natura morta “ Tegamino con uova” rivela l’attenzione alla semplicità delle cose quotidiane ma forse anche un omaggio a Velasquez perché Morbelli, pur rivolto al nuovo, teneva sempre in considerazione i grandi dell’epoche precedenti traendone insegnamento come testimonia la “ Via Crucis del Divisionismo” quaderno in cui annotava citazioni di importanti artisti del passato ognuno dei quali depositario di competenze tecniche utili da studiare attentamente.

 

Giuliana Romano Bussola

TESSERA TRASPORTI DISABILI: DANNO E BEFFA

in TRIBUNA

busInterrogazione urgente del Consigliere Regionale Alfredo Monaco (Rete Civica)  rivolta all’assessore Francesco Balocco, sulla nuova tessera per i trasporti disabili (Bip) 

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 

 

I portatori di handicap hanno ricevuto in questi giorni una lettera dell’Assessorato ai trasporti in cui si chiede loro un complesso sistema per il rinnovo della tessera e il pagamento di 15 euro per il rilascio della smart card Bip (biglietto integrato Piemonte).

 

Nella lettera, ci si riferisce al “contenimento dei costi” che “serviranno comunque ad   implementare servizi al mondo della disabilità”: oltre ai 15 euro di versamento, occorre aggiungere il costo del bollettino postale stesso – unico mezzo di pagamento previsto – e il costo di fotografie a colori e spese di spedizione.

 

Inoltre, il beneficiario deve avere una connessione internet ed una discreta abilità alla navigazione online. Infine, si carica di un costo il beneficiario di una agevolazione sociale, cioè si tratta di un ossimoro.

 

Dichiara il Consigliere Regionale Alfredo Monaco: “Per questo nell’interrogazione che ho predisposto, chiedo all’Assessore di specificare nel dettaglio la genesi dei costi della smart card e quali strumenti sono stati adottati per definirne il miglior costo di mercato. Chiedo di specificare quali ragioni e modalità tecniche hanno nei fatti caricato di un ulteriore costo una categoria per la quale si è operata una scelta di sostegno. E naturalmente chiedo quali misure si intendono adottare per rimuovere un costo che appare ingiusto e mortificante verso le persone diversamente abili eventi diritto”.

I poveri e gli ultimi: accogliere l’appello di Nosiglia

in ECONOMIA E SOCIALE

nosiglia lanzo 2merlo giorgio“Si tratta di un invito che ricorda l’impronta pastorale e culturale dell’indimenticabile card. Michele Pellegrino e di tutto ciò che il suo magistero ha rappresentato in questi anni per Torino e per tutto il Piemonte”

 

Alcuni giorni fa l’arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, ha invitato tutti i partiti e i movimenti torinesi a porre al centro dei loro programmi elettorali in vista delle ormai prossime comunali il tema della povertà e delle persone che sono in seria difficoltà. O meglio, ha invitato chi si presenterà per la prossima tornata amministrativa a non dimenticare gli ultimi, le persone che patiscono maggiormente la crisi e tutti coloro che subiscono sulla loro pelle le ripercussioni pesanti della situazione economica e sociale. Che a Torino, purtroppo, come in altre grandi città italiane, sono tantissimi. Sotto questo profilo, si tratta di un invito che ricorda l’impronta pastorale e culturale dell’indimenticabile card. Michele Pellegrino e di tutto ciò che il suo magistero ha rappresentato in questi anni per Torino e per tutto il Piemonte.

 

Ma il richiamo rivolto laicamente e nel pieno rispetto della distinzione dei ruoli da Mons. Nosiglia, assume un’importanza fondamentale ai fini della stessa qualità dell’offerta politica. Un’offerta politica che, soprattutto per i partiti e i movimenti che fanno del solidarismo e del riformismo la loro cifra politica e programmatica, non può trascurare l’invito e la riflessione avanzata proprio dall’autorevole presule torinese. Del resto – e mi rivolgo in particolare ed innanzitutto al campo del centro sinistra – il programma di un partito o di uno schieramento è la carta di identità con cui ci si presenta di fronte ai cittadini elettori.  E il programma, al contempo, non può ridursi ad una grigia ed arida sommatoria di priorità e di impegni che poi rischiano di essere puntualmente smentiti appena si conclude la competizione elettorale. Anche se oggi non ci sono più partiti che fanno dell’ispirazione cristiana o della scelta classista la loro ragion d’essere nella dialettica politica nazionale e locale, è indubbio che il capitolo della povertà, o degli ultimi, o delle persone in difficoltà, non può diventare un settore programmatico relegato alla sola dimensione della politica sociale o dell’assistenza. Messa così, il tutto si ridurrebbe ad una visione puramente caritatevole ed assistenzialistica per chi rischia – e purtroppo il numero è destinato ad aumentare in modo esponenziale – di finire ai margini dello sviluppo e della potenziale crescita economica e produttiva. Certo, non c’è benessere se non c’è crescita e sviluppo.

 

E l’obiettivo, anche e soprattutto per una città come Torino che in questi anni ha saputo “reinventare” la propria offerta e la propria identità senza perdere nessuna scommessa, resta proprio quello da saper unire in un disegno armonico e percorribile la cultura dello sviluppo e della crescita con la difesa e la promozione di chi rischia di non agganciare – o di non avere alcuna ricaduta positiva – quel carro potenzialmente sicuro e garantito. E l’invito/riflessione di Mons. Nosiglia, al di là delle appartenenze politiche e culturali, non può che essere accolto e condiviso sino in fondo.

 

Giorgio Merlo

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