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Aprile 2014

Governatori sulla carta: Filingeri in pole position, Chiampa quarto, Pik in coda

in prima pagina

Le “postazioni” considerate più ambite sulla scheda elettorale sono, secondo la tradizione politicante, la prima e l’ultima, per una questione di immediata identificazione del simbolo da parte degli elettori. Ma a volte, per vincere,  contano anche i programmi elettorali

 

regione giuntaLa marcia dei partiti verso le elezioni regionali procede tappa dopo tappa. Superato anche l’ostacolo del deposito dei simboli e delle liste, che rappresenta un momento topico nei riti preelettorali. Ecco chi darà l’assalto al palazzo regionale di piazza Castello (nella foto).

 

Mauro Filingeri (L’altro Piemonte a sinistra) si è piazzato al primo posto nel sorteggio della Corte d’Appello di Torino, tra i candidati a governatore della Regione. A seguire gli alfaniani di  Ncd-Udc con candidato presidente Enrico Costa, i meloniani di Fdi-An con Guido Crosetto.

 

In quarta posizione la lista Chiamparino Presidente, in quinta i grillini di M5S con Davide Bono e, in chiusura, il Centrodestra per Pichetto. Le posizioni considerate più ambite nella scheda elettorale sono, secondo la tradizione politicante della prima repubblica la prima e l’ultima, per una questione di immediata identificazione del simbolo da parte degli elettori. Ma a volte, per vincere, contano anche i programmi elettorali. 

 

(Foto: il Torinese)

Nosiglia come Bergoglio: “La politica ascolti la gente”

in ECONOMIA E SOCIALE

Dopo lo “sgarbo” pontificio alla Casta, i cui rappresentanti erano stati snobbati e rimproverati da Papa Francesco in occasione della messa dei parlamentari in San Pietro, è ora la volta del richiamo del capo della Chiesa subalpina

 

curiaFedele alla linea bergoglian-francescana, e al clima di antipolitica imperante, l’arcivescovo di Torino, mons.Cesare Nosiglia, dà una bella strigliata ai politici in generale.

 

L’alto prelato, nel corso dell’omelia per la festa di San Giuseppe Cottolengo, si è augurato che la politica “riesca a dare un concreto segnale di discontinuità con il passato, quando i giochi di potere e di poltrone ed i programmi fatti a tavolino riempivano le pagine del giornali e ritorni ad ascoltare la gente”.

 

Dopo lo “sgarbo” pontificio alla Casta, i cui rappresentanti erano stati snobbati e rimproverati da Papa Francesco in occasione della messa dei parlamentari in San Pietro, è ora la volta del richiamo del capo della Chiesa subalpina: “I politici devono fare con la gente programmi concreti e fattibili, mettendo al centro i problemi quotidiani”.

 

 

 

(Foto: il Torinese)

Sostenere il Tibet è difendere la nostra libertà

in ECONOMIA E SOCIALE

“Come può una persona dire che si impegna in politica, cioè nel compito di migliorare la vita della gente se poi non è sinceramente sensibile anche alle ingiustizie, violenze, sopraffazioni, che  ogni essere umano subisce in qualsiasi parte del mondo?”

 

dalai lamaL’Associazione per il Tibet  è stata costituita su iniziativa del Consiglio regionale del Piemonte. Ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza della cultura e delle tradizioni tibetane e di sostenere il popolo di quella regione nelle sue richieste di riconoscimento dei diritti civili e politici. Per saperne di più, il Torinese ha intervistato il presidente Giampiero Leo (a sinistra, con Davide Gariglio e il Dalai lama, nella foto della Città di Torino – www.comune.torino.it), consigliere regionale del Piemonte (Ncd), già assessore regionale alla Cultura.  

 

Il Tibet è una realtà cosi lontana da noi: che senso ha occuparsene?

Abbiamo deciso di occuparci del Tibet,  realtà drammatica di gran violazioni dei diritti umani, perché considero questa battaglia un imperativo morale. Come può una persona dire che si impegna in politica, cioè nel compito di migliorare la vita della gente se poi non è sinceramente sensibile anche alle ingiustizie, violenze, sopraffazioni, che  ogni essere umano subisce in qualsiasi parte del mondo?

 

In che cosa consiste l’attività dell’associazione?

Le attività dell’Associazione  sono moltissime, anche perché la stessa è estremamente attiva, essendo formata ufficialmente da oltre 40 consiglieri, ma aperta alla partecipazione attiva e propositiva  di rappresentanti delle più importanti organizzazioni per i diritti umani presenti sul territorio regionale e nazionale. Chi volesse documentarsi sul dettaglio delle iniziative può quindi collegarsi al sito ”www.cr.piemonte.it”  del Consiglio Regionale del Piemonte. Il funzionario responsabile è  Alessandro Paolini. Lavorano con me i due vicepresidenti Gianna Pentenero  e Antonello Angeleri.

 

Queste iniziative incidono almeno un po’ sulle politiche repressive della Cina?

L’incisività complessiva non è molto forte, data la situazione politica mondiale e lo straordinario peso della Cina in essa. Si sono ottenuti comunque singoli risultati a favore di situazioni particolari. La cosa più importante però è il messaggio di solidarietà e incoraggiamento all’eroico popolo tibetano, che chiede innanzi tutto (il Dalai Lama è la più alta rappresentanza del  “ Tibet libero” lo ripetono sempre!) di no essere dimenticato, di non essere lasciato solo e nell’oblio.

 

Lei ha incontrato il Dalai Lama a Torino. Che emozioni le ha trasmesso?

Commozione, ammirazione, rispetto.. Tenerezza, tutto insieme! Noi abbiamo il privilegio di unirci sul nostro territorio, a Roma , la Santa Sede, e quindi la possibilità di aver avuto più vicino personalità anche come Giovanni Paolo II , Benedetto XVI e Papa Francesco, ed io sono un convinto loro “ Apostolo” . Quando penso al Dalai Lama, ringrazio la Provvidenza per aver regalato al mondo una simile rarità umana.

 

Giuliana Romano

Candidati al muro (2): Claudia ritorna e Merlo è no-slogan

in Cosa succede in città

SECONDA PARTE – Sono apparse due versioni dei poster elettorali della Porchietto, pressochè identiche, non fosse per la bandierina di Forza Italia, apparsa nel manifesto n.2, non appena è tornata all’ovile berlusconiano. Convinto di essere originale il candidato Merlo, ex pd e giornalista Rai, proclama : “Niente slogan”

 

 

con reg lascarisProsegue la nostra inchiesta fotografica sui manifesti dei candidati alle prossime elezioni regionali.  Per le vie di Torino questi giorni sono apparsi nuovi poster elettorali. Prendiamone in esame alcuni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CLAUDIA PORCHIETTO (FI)

porchietto 1IL MESSAGGIO – “Lavoriamo per dare forma al futuro”. Il richiamo al lavoro non poteva mancare, per l’assessore regionale uscente che, in questi anni di Giunta Cota ha gestito le deleghe delicatissime in materia.

 

 

Sono apparse due versioni dei poster elettorali: pressochè identiche, non fosse per la bandierina di Forza Italia, apparsa nel manifesto n.2, non appena la Porchietto è tornata all’ovile berlusconiano, convinta dal candidato presidente per FI, Gilberto Pichetto, dopo il breve approdo in casa Ncd. 

 

 

L’IMMAGINE – Accattivante il sorriso, lineare la grafica. Un manifesto semplice ma che si fa notare.

 

porhietto 2

 

 (Nelle foto i manifesti nelle due versioni “no-logo” e “berluscones”)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIOVANNI MARIA FERRARIS (MODERATI)

ferraris

 

IL MESSAGGIO – Solo il cognome e l’indicazione “per la Regione Piemonte”. Nello stile dei Moderati, che puntano sul simbolo del partito e sul giallo, il colore “aziendale”.

 

L’IMMAGINE – Faccia da bravo ragazzo, il presidente del Consiglio comunale. Forse il nodo della cravatta un po’ troppo grosso tradisce le origini forziste del candidato

 

 

 

 

 

 

 

 

MAURIZIO MARRONE (FDI)

marrone poster

 

IL MESSAGGIO – Azzeccato il tormentone “Insieme mattone su mattone”, che compare su due manifesti diversi, il primo senza foto del candidato. Voci di corridoio accreditate lasciano capire che, per non creare confusione tra gli elettori che scriveranno la preferenza sulla scheda, il candidato voglia registrarsi come “Maurizio Marrone detto Mattone”. Non è uno scherzo.

 

L’IMMAGINE – Sorridente ma molto posato, il giovane fratello d’Italia barbuto incrocia le dita (in senso reale e metaforico)  con gli avambracci posati in modo composto sul tavolo.

 

 

 

 

 

MARCO D’ACRI

d'acri

 

IL MESSAGGIO – “Io sto con Chiamparino”, e di questi tempi la cosa fa molto tendenza, come dargli torto… Da notare, poi, l’aggiunta della scritta “accendiamo il futuro” e di un sibillino “facciamolo”. Che non si capisce se sia esclusivamente riferito al precedente slogan o se, invece, si tratti di una più generica esortazione, complessiva e liberatoria, in stile woodstock.

 

L’IMMAGINE – Faccione simpatico e cravatta rossa pendant con l’appartenenza politica, anche se sul poster non appaiono simboli partitici.

 

 

 

 

 

GIANLUCA VIGNALE (FI)

vignale

 

IL MESSAGGIO – “La mia passione per la nostra regione”, dichiara così il proprio amore per il Piemonte, l’assessore uscente alla Montagna, anch’egli di recente approdato al più sicuro porto di Forza Italia.

 

L’IMMAGINE – Posa ispirata che volge lo sguardo all’orizzonte, due fondi differenti: uno azzurro e l’altro arancione. Il fotoritratto del candidato era già stato usato per le precedenti Regionali. Di questi tempi si risparmia su tutto.

 

 

 

 

 

 

GIORGIO MERLO (MODERATI)

mmerlo

 

IL MESSAGGIO – Convinto di essere originale, il candidato ex pd e giornalista Rai, proclama : Niente slogan

 

L’IMMAGINE – Foto sorridente, senza esagerare, in perfetto stile post-democristiano. Cravatta anni Novanta.

 

 

 

 

 

 

 

 

DAVIDE GARIGLIO (PD)

 gariglio

IL MESSAGGIO – Il messaggio, se c’è (ma non c’è), è implicito. Niente di niente, se non la data fatidica delle elezioni regionali, il 25 maggio.

 

L’IMMAGINE – Pare che il manifesto  in tandem Chiampa – Renzi (vedi articolo precedente) abbia fatto scuola. Anche il segretario regionale dem sembra accennare un passo di danza, anche se solitaria rispetto ai suoi due leader. Tenuta descamisada ma con cravatta d’ordinanza.

 

 

 

 

 

 

GUIDO PODESTA’ (PPE)

podesta

 

IL MESSAGGIO – infine, un candidato al Parlamento Europeo, l’ex presidente forzista della Provincia di Milano, Guido Podestà, che cerca consensi anche qui a Torino, città che fa parte dell’enorme circoscrizione elettorale Nord Ovest.  Lo slogan: “Capacità e responsabilità. Guido Podestà in Europa, l’accento sui nostri valori”. Così tanti accenti che farebbero felice Giuliano Ferrara, altro che Rodotà- tà – tà.

 

L’IMMAGINE – La foto in giacca e cravatta blu notte si staglia sul fondo bianco. Il contrasto cromatico fa risaltare il manifesto, rispetto ad altri forse troppo  variopinti e un po’ confusi.

 

 

 

 

 

 

Fine

 

(Fotoservizio: il Torinese)

Istituto Memoria e Cultura del Lavoro: “Questa è la città delle fabbriche”

in TRIBUNA

lingotto bandieraOggi le cose sono cambiate ma, in un certo senso, la nostra è ancora La città delle fabbriche. Questo è il tema di un ciclo di incontri organizzati dall ‘Ismel (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali) in collaborazione con la Città di Torino e le Biblioteche Civiche Torinesi.

 

  • martedì 6 maggio ore 17.30 Biblioteca civica Natalia Ginzburg – via Lombroso 16
    San Salvario, la culla dell’industria automobilistica
    a cura di Donatella Sasso
    Qui muovono i primi passi aziende di successo come Ceirano e Itala, Lancia e Fiat. Automobili ma non solo: da oltre settant’anni è attiva la Microtecnica, fabbrica specializzata in lavorazioni di meccanica di precisione. Lavori di ingegno e di tecnica, i cui passaggi si intersecano, quasi fossero tasselli di un mosaico, con le principali vicende del quartiere e della città.

 

  • martedì 20 maggio ore 17.30 Biblioteca civica Francesco Cognasso – c.so Cincinnato 115
    Tra gomma e acciaio. Borgo Vittoria, la Superga e le Officine Savigliano
    a cura di Enrico Miletto
    Un borgo che fa camminare l’Italia: la Superga ogni giorno produce migliaia di scarpe, diffondendo nell’aria un inconfondibile odore di gomma. Un borgo che fa viaggiare il paese: le Officine Savigliano e i suoi operai realizzano locomotive, tram e alcune tra le principali infrastrutture del paese.
  • mercoledì 28 maggio ore 17.30 Biblioteca civica Luigi Carluccio – via Monte Ortigara 85
    Borgo San Paolo, all’ombra della Lancia
    a cura di Donatella Sasso
    A fine ‘800, Borgo San Paolo è un quartiere agricolo, poco popolato. Con lo scoccare del ‘900, si insediano i primi grandi stabilimenti. Alle imprese dell’auto si affiancano altre importanti realtà produttive. Il territorio a poco a poco diventa un grande quartiere operaio, che ha nella Lancia il suo fulcro. 

Info:
Istituto di studi storici Gaetano Salvemini

Via Vanchiglia – 3 – Torino / www.comune.torino.it

 

(Foto: il Torinese)

Al Solferino tra innovazione e tradizione

in prima pagina

D’autunno e inverno non si può mancare di assaporare i bolliti assecondati da mille salsine serviti, come vuole la regola piemontese, dall’apposito carrello. E poi, a seconda delle stagioni, i tartufi, i carciofi o gli asparagi accompagneranno degnamente i piatti che sceglierete

 

 

solferino melanzanaDa decenni è il punto di riferimento della politica torinese, a metà strada com’è tra Palazzo Civico e la Regione. Ma negli ultimi tempi, complice la stagione fiorente del turismo in città, è sempre più frequente vedere ai suoi tavoli allegre comitive di stranieri che, rubicondi, degustano e decantano i piatti e i vini serviti. E’ il ristorante Solferino, nell’omonima piazza con fontana, locale di impronta tradizionale, meta di clientela affezionata.

 

Affezionata alla sua superba battuta di carne cruda, alla tagliata di fassone e, perchè no, anche ai piatti di pesce fresco che non mancano nel menu. Una cucina piemontese rivisitata così da proporre tra gli antipasti uno sfizioso timballo di melanzane con pomodoro e scaglie di parmigiano (foto 1), un tonno di coniglio tenerissimo e agrodolce e un vitello tonnato – questo sì – davvero antica maniera (foto 2).

 

D’autunno e inverno non si può mancare di assaporare i bolliti assecondati da mille salsine serviti, come vuole la regola piemontese, dall’apposito carrello. E poi, a seconda delle stagioni, i tartufi, i carciofi gli asparagi o le sfiziose patatine fritte “a fiammifero” accompagneranno degnamente i piatti che sceglierete. Dulcis in fundo, letteralmente, la vastissima scelta di dolci, tutti fatti in casa: bunet, panna cotta, torta pere e cioccolato, pesche ripiene cioccolato-amaretto, crostate, mille altri dessert e torte per compleanno su richiesta.

 

solferino vitelloPiù che dignitosa la carta dei vini che spazia dalle etichette classiche di rossi piemontesi ai bianchi italiani  (bollicine comprese).

 

Voto: 8

 

Ristorante Solferino

Piazza Solferino, 3, 10121 Torino
011 535851

Sempre aperto

 

 

Patrizia Torchio

 

 

 

 

 

 

 

 

(Foto: il Torinese)

La doppia personalità del vecchio mammone impenitente

in LYFESTYLE

Caro Torinese,

 

mammismosono una giovane donna di 30 anni  che ha intrattenuto una relazione per quattro ( e lunghissimi ) anni, con uomo più grande di 17. Ci tengo a sottolineare l’età della persona poiché quanto sto per raccontarti , a mio parere almeno, dovrebbe riguardare unicamente l’età dell’infanzia di un uomo, cioè quando è la mamma a decidere ogni cosa riguardo al proprio figlio. L’uomo in questione, è un soggetto alquanto bizzarro, poiché si presenta alle sue “prede” come single di buona famiglia, verso la quale dimostra una devozione maniacale, con tanta voglia di costruire un rapporto tradizionale con una brava ragazza, dopo anni di scorribande e vita sregolata in giro per il mondo. I presupposti sembrano buoni, lui si mostra attento e garbato e i modi sono quelli da gentiluomo d’un temp. Perfetto, mi fido.  Mi presenta dunque alla blasonata famiglia e tutto procede per il meglio poiché anche loro  mostrano quella gentilezza e cortesia simile, forse troppo , alla sua, e la mamma, indiscussa regista del menage familiare, non perde occasione per sfoggiare  in pompa magna tutto il suo savoir faire durante le ricorrenze, con telefonate di buon augurio, gesti esemplari, a volte persino esagerati, regali , manifestandomi sempre stima e accondiscendenza.

 

Ovviamente io ero molto gratificata da questa conclamata serenità che regnava  anche perché il mio fidanzato era al settimo cielo per il legame che si era creato tra me e la sua  mammina. Bene. Cominciamo dunque a trascorrere molte serate a casa del mio fidanzato e tranquille domeniche invitando a pranzo amici  o guardando un film per riposare dalla frenesia della settimana.   Ma ecco che proprio la domenica, subito passato l’orario del pranzo, si apriva improvvisamente la porta di casa con mammina e papino in procinto di far visita al figlio. In un solo istante  tutte le buone maniere sembravano essere scomparse, tradite da una chiave che gira nella serratura, incurante di un campanello che di solito viene utilizzato  quantomeno per domandare permesso. La presenza di mammina doveva prescindere da ogni cosa, e se per caso si desiderava ospitare qualche amico per quattro chiacchiere confidenziali, lo si poteva fare, ovviamente aspettandosi l’arrivo di mammina a sorvegliare che la fidanzata del suo amato pargolo non prendesse troppo possesso della casa e delle abitudini della stessa.

 

Con l’arrivo della bella stagione, si discuteva dell’organizzazione delle vacanze estive, nelle quali io riponevo la massima speranza per trascorrere delle giornate in compagnia del mio compagno  e della voglia di vivere uno spazio tutto nostro. Giammai!!! Era forse più probabile cavalcare un unicorno tra le nuvole che non andare in vacanza senza  mammina. L’unica concessione che mi era stata fatta era quella di poter affittare una casetta lontana giusto qualche metro dalla sua se proprio non volevo soggiornare nella stessa.

 Perché ovviamente io non sarei certo stata un disturbo, anche se a dir la verità tutti quei comportamenti scorretti che d’un tratto manifestavo nei confronti di mammina, erano diventati eccessivi , fuori luogo e soprattutto ingiusti nei riguardi di una madre che cerca solo di creare e apportare armonia nella vita del figlio e della nuora. Tutta la tracotanza e la sicurezza dimostrata dal mio fidanzato durante i perenni rimproveri  che mi riservava ogni qual volta le mie iniziative non collimavano con quelle di mammina, erano invece frasi piene di ubbidienza, devozione e pacatezza verso la madre  durante le innumerevoli telefonate quotidiane, con pretese al limite della realtà, e sgridate in piena regola  se dei fatti non erano stati svolti secondo il suo sovrano volere.  

 

mammismo 2Nel frattempo, tra malumori e sopportazione , il mio fidanzato avanzava delle scialbe richieste di seria convivenza. Io desisto e dichiaro e pretendo che nel momento in cui avessi deciso di trasferirmi definitivamente nella sua dimora, la stessa  sarebbe divenuta anche la mia e dunque  avrei gradito che fosse rispettata la mia privacy e la mia stessa persona. Assolutamente no. Il mio punto di vista non poteva essere contemplato poiché dato che mammina aveva un carattere particolare, irascibile e volubile, non si poteva certo impedirle di soggiornare della nostra casa quando lei intendeva , cambiare mobili che lei personalmente aveva scelto o addirittura non assecondare ogni suo inclinazione nel designare il modus vivendi del figliuolo. Se questi erano i patti, niente da fare, ognuno per la sua strada. E così è stato. Dopo settimane di autoanalisi, autocritiche e un po’ di rimpianto, scopro che io ero solo l’ultima delle numerosissime “vittime” del mio ex e della sua adorata madre, e che io mi ero distinta nel gruppo di malcapitate solo per la durata del rapporto poiché la media era decisamente più breve.

 

Ebbene si, sono risultata la più paziente e comprensiva, ma alla fine mammina non ha resistito nemmeno questa volta nel sopportare una donna nella vita e nella casa del figlio. Voci raccontano che oggi trascorre le sue domeniche a casa dell’amato figliuolo, ad ammirare l’orizzonte del panorama collinare trionfante da quest’ennesima vittoria  e pronta per una nuova sfida. Il mio dubbio è: ho perso di fronte ad una donna capace di mantenere ad ogni costo ciò che ritiene suo, o forse ho fatto giusto in tempo a sottrarmi ad una situazione ed una relazione che di sano aveva ben poco?

 

Berkolina

 

 

Carissima Berkolina ,

 

anche se la tua relazione non ti ha portato al matrimonio, e grazie a Dio, aggiungerei, il tema del “mammismo” è stato recentemente affrontato anche dalla Chiesa,  e il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco ,ha ribadito a gran voce ciò che il Tribunale ecclesiastico ha enunciato e cioè che il “mammismo” è una dipendenza patologica che può rendere nullo il matrimonio e causare problematiche di tipo sessuale che inevitabilmente insorgono rendendo gravemente difficoltosa l’unione coniugale.  Dunque si tratta di un tema molto serio che una volta veniva identificato come complesso di Edipo o sindrome di Peter Pan e considerata una vera e propria patologia. Oggi questa subordinazione affettiva alla madre in età adulta è più comunemente indicata come “mammismo” appunto, che si identifica anche nei problemi psicologici e comportamentali di entrambi i soggetti, e da quanto hai descritto nel tuo racconto , direi proprio che il tuo ex e sua madre ne sono pienamente affetti.  

 

CUORE INFRANTODa una parte troviamo la tipica madre che prende possesso di ogni situazione della vita del figlio, ostacolandone la crescita e l’indipendenza, soprattutto in campo sentimentale, fungendo da filtro per qualunque decisione che riguarda il cambiamento di status del figlio, da single a fidanzato o sposato, con il terrore che una donna possa prendere decisioni riguardanti il futuro dell’  amato ragazzo sottraendole importanza e ricopra un ruolo , di tutto diritto, più autorevole del suo. Dall’altra parte ecco qui un prototipo di uomo che molto spesso trasuda sicurezza e intraprendenza, ma che poco dopo si rivela per quello che è realmente: un uomo debole , senza un vero carattere,  poiché perennemente deviato dalla subordinazione alla madre, incapace di vivere un’esistenza  all’insegna di sani principi, e provare la gioia di costruirsi un percorso appagante e che mette in relazione i molteplici contesti  della vita in maniera armoniosa. 

 

E tra l’altro la casistica ci dice che  sono proprio questi ometti molte volte, a sviluppare dipendenze  da gioco d’azzardo, droghe o perversioni  di tipo sessuale, poiché sfogano la loro libertà in una dimensione che non lede lo spazio della madre. Detto ciò, e facendo dei vivissimi complimenti alla cara mammina del tuo ex fidanzato per l’ottimo lavoro svolto, e lui stesso per la sua prorompente personalità, al tuo dubbio rispondo dicendo che no, non hai perso di fronte poi ad una donna che non mostra segni di equilibrio, hai solo salvato te stessa da un probabile futuro nefasto , nel quale saresti stata continuamente messa in discussione, ferita ed estremamente  infelice. E rievocando  anche l’immagine della Sacra Famiglia, faccio notare che Gesù Bambino era accudito da mamma , papà e riscaldato dal bue e dall’asinello , pertanto ti consiglio di ricercare per il tuo avvenire un rapporto nel quale sia tu insieme al tuo compagno e magari un amico a quattro zampe, ad accudire e preservare il nucleo della TUA  famiglia.

 

 Dudina torinese

Verdetto Thyssen, la rabbia dei parenti delle vittime

in prima pagina

Dal palazzo di giustizia il pm Guariniello ha fatto sapere che intende chiedere un aumento delle pene. Il verdetto della Cassazione prevede un ulteriore  processo d’appello

 

 

tribunaleGli imputati per il rogo della Thyssen, costato la vita a sette operai,  nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007, “non sono stati favoriti in alcun modo e non è stato accolto alcun motivo di ricorso dei loro difensori” .

 

Lo affermano fonti della Cassazione che ha accertato le responsabilità degli imputati per la tragedia. I parenti delle vittime, accorsi a Roma in attesa della sentenza, hanno protestato contro  il verdetto che prevede un ulteriore  processo d’appello per ridefinire le pene degli imputati nella vicenda.

 

 In occasione del nuovo processo le pene potrebbero aumentare e non sussiste il rischio di prescrizione.  Dal palazzo di Giustizia di Torino (foto a lato), intanto, il pm Raffaele Guariniello ha infatti già fatto sapere che intende chiedere un aumento delle pene. 

 

Secondo i Supremi Giudici la sentenza stabilisce che il reato di omissione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro non è  compreso in  altri reati (omicidio colposo e incendio)  ma si tratta di reato autonomo. Il rogo alla Thyssenkrupp resta negli annali delle cronache degli infortuni sul lavoro come uno dei casi più gravi a livello internazionale negli ultimi decenni.

 

Nelle immagini sottostanti, lo stabilimento Thyssen che oggi versa in stato di completo abbandono: tolte tutte le insegne, vetri in frantumi, rovi e cartacce ovunque.

 

 

 

thyssen5

thyssen4 

 

 

 

 

 

 

 

thyssen2 thyssen3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Foto: il Torinese)

Chiampaman e Pik Indolor, candidati al muro

in Cosa succede in città

PRIMA PARTE – Reportage semiserio sui manifesti dei candidati alle prossime Regionali. Sono molti i pretendenti ad un seggio ad aver scelto costose pre-campagne negli spazi della pubblicità comune, in attesa che le norme della propaganda  cancellino i loro faccioni e li releghino negli affollatissimi e tristi tabelloni elettorali. Diamo uno sguardo ai politici che si sono resi più visibili, ad incominciare dai due candidati presidenti, almeno sulla carta, più forti

 

regione giuntaPrima che scatti ufficialmente la par condicio, un candidato vale come qualsiasi detersivo o surgelato: è un prodotto come un altro da attaccare ai muri, senza particolari autorizzazioni. Dall’ufficializzazione della campagna elettorale in poi, invece, i manifesti dei candidati potranno essere incollati esclusivamente negli appositi spazi. Sono molti i pretendenti ad un seggio regionale ad aver scelto costose pre-campagne negli spazi della pubblicità comune, in attesa che le norme della propaganda  cancellino i loro faccioni e li releghino negli affollatissimi e tristi tabelloni elettorali. Diamo uno sguardo ai politici che si sono resi più visibili, ad incominciare dai due candidati presidenti sulla carta più forti: per il centrodestra (Forza-Italia/Lega) e per il centrosinistra, rispettivamente Gilberto Pichetto e Sergio Chiamparino. Non ancora pervenuto sui muri, al momento, l’aspirante presidente grillino, Davide Bono. Ma, si sa, i pentastellati conducono campagne elettorali al risparmio.

 

 

 

GILBERTO PICHETTO 

pichetto manifesto

IL MESSAGGIO – Rassicurante lo slogan scelto dal Pik (così lo chiamano affettuosamente gli amici, per fare il verso ai sodali di Chiamparino che lo appellano con il notissimo “Chiampa”): “Rilanciamo il lavoro; è il mio impegno”. Riferimento di continuità con la fortunata campagna di Enzo Ghigo (di cui Pichetto era assessore) del 2000, all’insegna del ritornello: “L’impegno di Ghigo”:

 

L’IMMAGINE – Anche la faccia sorridente di Pichetto, tondeggiante con il vessillo sabaudo sullo sfondo, ispira serenità e pacatezza. Pik indolor. Come se le liti con gli amici/nemici di fratelli d’Italia e Ncd neanche lo avessero sfiorato.

 

 

 

 

 

SERGIO CHIAMPARINO

chiampa renzi

IL MESSAGGIO – Ne avevamo già parlato non appena i manifesti dell’abbraccio tra  Chiampaman e Renzi erano apparsi per le vie della città, assimilandoli alla bozza di copertina del romanzo “Il tango della vecchia guardia” di Perez-Reverte. Il Pd punta sull’usato sicuro del sindaco olimpico e sul chilometri (quasi) zero dell’esuberante premier: “In Piemonte come in Italia il Pd dà il meglio”.

 

L’IMMAGINE – Se la qualità tecnica dello scatto fotografico è pessima, nulla si può dire sul significato intenso. I due protagonisti sono allacciati in un appassionante tango che lascia presumere una duratura simbiosi politica. Come forse direbbe Crozza-Renzi: “danzare , lavorare, chi non lavora non fa l’amore, per far crescere Torino la bisogna amare”.

 

MICHELE COPPOLA (NCD)

coppola

IL MESSAGGIO -“La cultura del fare bene”, con evidente richiamo alla principale delega assessorile dell’eterno enfant-prodige del centrodestra subalpino è forte e chiaro. Efficace anche l’hashtag #scegliere, a testimonianza che Coppola ha sempre dato grande importanza ai nuovi strumenti di comunicazione.

 

L’IMMAGINE – Il candidato di Nuovo centrodestra cade però sulla fotografia scelta per il manifesto. Belloccio lui lo è sempre, per carità. Ma in molti sostengono che quello stare seduto, un po’ rannicchiato su se stesso, su quel fondale biancastro-sociosanitario, dia una sensazione di chiusura.

 

 

 

 

 

PIERA LEVI MONTALCINI (MODERATI)

foto 2[1]

IL MESSAGGIO – Semplice – nello stile della lista che da sempre appoggia Chiamparino, la consigliera comunale  Piera Levi Montalcini – nipote dell’omonima premio Nobel scomparsa, è più un non-messaggio, una semplice informazione: “Per la Regione Piemonte”. Più chiaro di così.

 

L’IMMAGINE – Fedele alla sua, di immagine, quella della madama torinese, la foto della candidata in tailleur campeggia sobriamente-sorridente sul manifesto. Fondale primaverile e floreale tinto di giallo, il colore dei Moderati.

 

 

 

 

 

 

Continua

(Fotoservizio: il Torinese)

 

GF: eliminata Valentina Acciardi

in prima pagina

Durante l’intervista con Alessia Marcuzzi, lei stessa ha affermato che l’eliminazione è stato il prezzo della sua esposizione. Il suo personaggio non si è mai risparmiato sull’opinione nei confronti degli altri concorrenti, più volte essendosi resa protagonista di discussioni  accese con alcuni inquilini, dando modo di essere sia amata, sia odiata

 

 

big brotherE’ terminata lunedì scorso l’avventura all’interno della casa del Grande Fratello per una delle due torinesi in gara. La settima eliminata è stata Valentina Acciardi, la graziosa biondina che partecipando al Grande Fratello ha voluto lanciare ai telespettatori  un messaggio di grande coraggio nell’affrontare le difficoltà che la vita riserva, poiché dieci anni fa è stata vittima di un terribile incidente stradale nel quale perse il braccio destro.

 

Valentina ha più volte ribadito all’interno del programma che “ un’invalidità può non essere invalidante e che piangersi addosso non serve a nulla”, mettendo grinta e personalità in ogni situazione all’interno della casa. Una personalità molto forte quella di Valentina, che proprio alla  sua prima nomination l’ha penalizzata favorendone l’eliminazione.

 

Durante l’intervista con Alessia Marcuzzi in studio , lei stessa ha affermato che l’eliminazione è stato il prezzo della sua esposizione, poiché il suo personaggio non si è mai risparmiato sull’opinione nei confronti degli altri concorrenti, più volte essendosi resa protagonista di discussioni  accese con alcuni inquilini ,dando modo di essere sia amata che anche  un po’ odiata per via di sotterfugi e strategie che Valentina ha messo in atto all’interno del gioco.

 

Attendiamo di conoscere il percorso dell’altra torinese ancora in gara, Diletta Di Tanno, e nel frattempo facciamo un in bocca al lupo a Valentina per il suo futuro fuori dalla casa del Grande Fratello.

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